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martedì 17 febbraio 2026

La scuola delle emozioni. Stefano Rossi

Nel seminario La scuola delle emozioni, Stefano Rossi analizza la crisi educativa contemporanea partendo da un'immagine potente: l'"evaporazione della pedana". Un tempo l'insegnante era collocato su una pedana simbolica che gli garantiva autorevolezza aprioristica, fondata su un mondo verticale, strutturato da valori condivisi e da un sistema morale centrato sul senso di colpa. Oggi quella verticalità è crollata: viviamo in una società orizzontale in cui ogni individuo aspira a "farsi Dio", cercando affermazione e visibilità. L'autorevolezza non è più garantita dal ruolo, ma deve essere costruita nella relazione.

sabato 27 settembre 2025

Le mille sfumature dell'apprendere: inclusione e armonia a scuola. #Novara

Esperienza professionale e senso di appartenenza

L'esperienza professionale come maestro rappresenta un luogo forte di appartenenza, un modo per sentirsi parte di qualcosa di importante. Fare il maestro ha un significato profondo e porta con sé l'orgoglio di una professione che lascia un segno indelebile.


giovedì 14 novembre 2024

Di padre in figlio (5). Conversazioni sul rischio di Educare. Nembrini

Il ruolo dell'insegnamento e dell'educazione è un profondo rapporto di amore e impegno verso il prossimo, sottolineando la centralità del rapporto umano tra insegnante e studente. L'apprendimento si basa non solo sull'insegnamento di nozioni, ma soprattutto sulla trasmissione di valori e sulla costruzione di un legame affettivo e di fiducia. L'autore sostiene che solo attraverso questo tipo di connessione affettiva si possa apprendere realmente e che, senza una guida appassionata e presente, gli studenti perdono le motivazioni per apprendere.

Si critica l'approccio moderno, che spesso separa l'istruzione dall'educazione, dimenticando il bisogno degli studenti di trovare ragioni profonde e personali per imparare. Il ruolo del genitore, spesso delegato alla scuola, è invece essenziale per fornire stabilità e supporto, con la scuola che diventa una risorsa complementare. Inoltre, il compito dell'insegnante è visto come una missione educativa che richiede comprensione, pazienza e anche valutazione, intesa come riconoscimento del valore e del potenziale dello studente.

L'autore introduce la riflessione sul buonismo e sulla rigidità eccessiva come due estremi da evitare nell'educazione. Il buonismo rischia di privare gli studenti del confronto necessario con la realtà, mentre una rigidità troppo severa li allontana e crea paura. Amare significa essere capaci di affermare il valore dell'altro, che include una visione chiara, ma misericordiosa, del bene e del male. La valutazione quindi non è solo un giudizio tecnico, ma un riconoscimento della persona e un supporto nel cammino verso il miglioramento.

Infine, viene discussa la figura di Pinocchio come metafora della vita umana e della crescita interiore. La storia di Pinocchio è un racconto di ribellione e di ritorno alla propria origine, attraverso il riconoscimento del bisogno di un "padre" come guida e sostegno. La coscienza, rappresentata dal Grillo Parlante, è una voce interiore sempre presente che richiama l'uomo a non dimenticare la propria origine divina. L'autore suggerisce che solo riconoscendo l'importanza di una guida e della conoscenza possiamo davvero trovare il nostro posto nel mondo, poiché la libertà individuale è accompagnata dalla necessità di una direzione etica e spirituale. La figura della Fata Turchina, intesa come la Chiesa, rappresenta la forza salvifica che continua a offrire opportunità di riscatto e di crescita, anche quando l'individuo sembra perdersi.

mercoledì 13 novembre 2024

Di padre in figlio (4). Conversazioni sul rischio di Educare. Nembrini

L'educazione non è un insieme di regole o tecniche, ma un dono di misericordia. Il padre dell'autore è descritto come un modello che, con il suo esempio, ha insegnato la fede e la perseveranza. L'educazione non si limita a trasmettere valori religiosi, ma consiste nel fornire un esempio autentico, mostrando il bene e il male, la gioia e il dolore, e vivendo una fede radicata nella realtà.

Secondo l'autore, il vero compito dei genitori è vivere la fede in modo tale che i figli possano esserne attratti, non con imposizioni, ma offrendo una testimonianza di vita che li incuriosisca. I figli osservano i genitori, e attraverso i loro errori e perdoni imparano ad affrontare la vita. La missione educativa è perciò anche un invito alla libertà, lasciando che i giovani decidano di seguire i valori cristiani con convinzione propria.

L'incontro dell'autore con Don Giussani è stato rivelatore, poiché ha mostrato che la fede può essere comunicata e resa comprensibile. La proposta educativa cristiana non è una risposta preconfezionata ai problemi, ma offre una visione nuova per affrontare le sfide. L'autore sottolinea che vivere l'educazione come un problema ne ostacola l'efficacia, mentre la vera educazione consiste nel riconoscere e perdonare.

Il testo richiama la necessità di una comunità educativa e di relazioni significative, criticando una cultura della solitudine e del relativismo che indebolisce la trasmissione dei valori. In conclusione, il vero delitto verso i giovani è la mancanza di speranza: il compito di ogni adulto è testimoniare la bontà della vita, ponendo fiducia e misericordia al centro del processo educativo.

martedì 12 novembre 2024

Di padre in figlio (3). Conversazioni sul rischio di Educare. Nembrini

Per educare efficacemente un figlio, occorre che questi veda come i valori e le esperienze proposte siano condivisi e vissuti anche dagli altri. Aprire la casa alle amicizie e alla scoperta del mondo è fondamentale. L'educatore, infatti, è una persona che si lascia educare, capace di affascinare il giovane anche nel tempo libero, dove sperimentare liberamente i propri ideali.

Educare richiede pazienza, amore e fiducia nella libertà, senza cadere in approcci autoritari. Ogni esperienza, anche gli errori, sono momenti di crescita, ma è necessario saper perdonare e accogliere. L'adulto deve testimoniare nella propria vita la speranza che vuole trasmettere, mostrando ai figli che è possibile vivere con fede e amore anche davanti alle difficoltà.

La vera educazione si verifica culturalmente, caritatevolmente e missionariamente: ogni figlio deve imparare ad amare ciò che lo circonda, apprezzare il reale e sentirsi aperto al mondo. Educare è una scommessa su libertà e misericordia, senza far pesare gli errori, ma offrendo sempre una possibilità di ripresa. Le regole sono importanti, ma devono essere strumenti, non fini. L'educazione richiede un continuo perdono e una carità verso il figlio.

Infine, la fede in Dio e l'amore gratuito sono esempi per i figli, a cui trasmettere la convinzione che la sofferenza può essere superata, guardando all'esempio di Cristo. Insieme, genitori e figli imparano che il bene è possibile e che, nonostante tutto, il male non ha l'ultima parola.

lunedì 11 novembre 2024

Di padre in figlio (2). Conversazioni sul rischio di Educare. Nembrini

L'educazione è un processo complesso, che richiede una verifica personale da parte dei giovani e un coinvolgimento affettivo tra educatore e educando. Quando un figlio o un allievo inizia a ragionare autonomamente, mette a confronto i valori e gli insegnamenti ricevuti con le sue esperienze e con ciò che osserva. Tuttavia, l'adulto non può aspettarsi che le parole bastino: affinché un giovane comprenda davvero, è necessaria una relazione di fiducia e amore.

L'esperienza e la verifica personale sono centrali nel processo educativo. La vera comprensione scaturisce quando ciò che si apprende viene vissuto in prima persona, permettendo al giovane di fare proprio ciò che è stato proposto. In tal senso, fare esperienza del bene, del vero e del bello è essenziale, ma non è necessario vivere ogni possibile esperienza, soprattutto quelle dannose. L'educazione deve fornire certezze, evitando che la società moderna, con le sue ambiguità, instilli nei giovani un senso di insicurezza rispetto al bene e al male.

Il ruolo dell'educatore è duplice: da un lato deve proporre chiaramente un senso unitario della vita, dall'altro deve spingere il giovane a confrontarlo con la realtà attraverso la propria esperienza. Questa verifica si realizza nell'ambiente familiare e scolastico, nel tempo libero e nella comunità, che fornisce esempi e modelli di vita positiva. Solo un'educazione che coinvolga attivamente i giovani, promuovendo esperienze concrete e significative, può rispondere alle grandi domande di senso e felicità che caratterizzano l'adolescenza.

domenica 10 novembre 2024

Alessandro D'Avenia. L'Odissea e l'arte di essere mortali.




Questi appunti catturano il cuore del messaggio di Alessandro D'Avenia sul valore dell'Odissea come metafora della vita e della scuola come luogo di formazione alla vita stessa. D'Avenia spiega come l'esistenza umana sia un viaggio di ritorno a casa, intesa come il luogo in cui ci sentiamo accolti per ciò che siamo, dove troviamo il nostro valore intrinseco. A differenza della scuola, che è un luogo in cui andiamo per imparare e rischiare, la casa rappresenta la meta, un ritorno a noi stessi. La scuola è il luogo in cui sperimentiamo e scopriamo chi siamo e quanto valiamo, dove possiamo avventurarci e scoprire le verità che ci rendono vivi.

D'Avenia racconta come il percorso dell'eroe – come quello di Ulisse – sia segnato dalla ricerca di senso e autenticità. Essere eroi significa affrontare le nostre paure e vivere consapevoli della mortalità: solo tenendo a mente la morte possiamo imparare a vivere pienamente, lontani dalla "vita da morti" che ci rende oggetti di aspettative e non soggetti di possibilità. La scuola, quindi, non è solo un luogo di formazione accademica, ma di allenamento all'attenzione verso ciò che non muore – il bello, il vero, il giusto – per avvicinarsi a quell'immortalità che gli eroi dell'epica raggiungono.

L'eroe, secondo D'Avenia, è colui che non si arrende alla noia o alla superficialità, ma vive intensamente, pronto a trasformare il dolore e la paura in azioni coraggiose. Questa energia nasce dal desiderio di rispondere a una vocazione, quella voce unica e irripetibile – il "Daimon" dei Greci – che guida ciascuno a dare il meglio di sé, sentendosi indispensabile nel mondo. L'eroe autentico è colui che rende giustificata la sua presenza nel mondo e non si limita a giustificare assenze.

Il viaggio dell'eroe è anche segnato dai riconoscimenti, momenti in cui la sua identità più profonda viene compresa dagli altri. Ulisse viene riconosciuto da chi gli è vicino non per i suoi tratti esteriori, ma per le sue ferite, per le esperienze che lo hanno reso chi è. Questi riconoscimenti sono tappe fondamentali del suo percorso: uno sguardo che accoglie le sue vulnerabilità senza giudizio, che gli conferma il valore della sua esistenza.

L'ultimo riconoscimento avviene da Penelope, la moglie, che gli ricorda che la vita ha senso solo quando è condivisa in un vincolo di amore e fiducia. È attraverso la cura della relazione che l'essere umano riesce a sconfiggere la paura della morte, trovando qualcuno con cui portare il peso dell'esistenza e al quale confidare le proprie fragilità senza timore. Il matrimonio, in questa visione, diventa il luogo della verità reciproca, dove ogni giorno si rinnova un patto di fiducia e di sostegno.

D'Avenia, dunque, ci invita a vivere eroicamente, a fare della nostra vita un'Odissea, un viaggio verso ciò che ci rende vivi e veri, senza mai perdere di vista il nostro valore e la nostra vocazione. In questo percorso, la scuola, le relazioni e l'amore diventano tappe di un cammino che dà significato alla nostra mortalità.

Di padre in figlio (1). Conversazioni sul rischio di Educare. Nembrini



Il testo tratta il valore e la missione dell'educazione, vista come un atto d'amore e testimonianza sincera. Educare significa accompagnare i giovani verso una comprensione profonda della realtà e della propria libertà, evitando sia di limitare il loro sviluppo sia di giustificare ogni scelta per paura di perderne l'affetto. Il testo sottolinea l'importanza della misericordia e della coerenza ideale, come insegna Giussani, intesa come onestà e umiltà nel riconoscere i propri errori.

L'educazione è, prima di tutto, un esempio di vita, un atto di testimonianza che permette ai giovani di vedere un significato e una speranza concreta nel vivere. I figli non chiedono perfezione, ma un modello adulto che sappia rispondere alla domanda di senso e di bene, dimostrando attraverso la propria vita che vale la pena affrontare le sfide dell'esistenza.

La società contemporanea, secondo il testo, vive una crisi educativa dovuta alla mancanza di trasmissione di valori e significati tra generazioni. L'educazione non si realizza con prediche o imposizioni, ma con la capacità di "essere" e di mostrare una vita vissuta in coerenza con i propri ideali. Gli adulti sono chiamati a essere "autorità" che stimola e fa crescere, non attraverso il controllo o la permissività, ma attraverso la fermezza in una visione positiva della vita.

La misericordia è il fondamento dell'educazione: essa accoglie e sostiene il giovane con amore, prima che egli cambi, creando un ambiente di fiducia e accettazione che è l'inizio del vero processo educativo. L'educazione si conferma, quindi, come un atto di amore, coerenza e speranza, capace di trasmettere una sicurezza e una fiducia nel valore della vita.

venerdì 1 novembre 2024

La sfida educativa. Benedetto XVI.

Papa Benedetto XVI, nel suo messaggio di inizio anno (2012), ha sottolineato l'importanza fondamentale dell'educazione, in particolare quella dei giovani, per costruire un futuro di pace e giustizia. Partendo dalla benedizione sacerdotale di Mosè e dalla figura di Maria, il Papa ha evidenziato come la benedizione divina sia la fonte d'ogni bene e di ogni pace. Gesù Cristo, incarnazione di Dio, è la suprema benedizione per l'umanità.

L'educazione, secondo il Papa, è un elemento chiave per:

  • Costruire una società più giusta e pacifica: Educare i giovani alla verità, alla giustizia e al rispetto per gli altri significa prepararli a diventare cittadini attivi e responsabili.
  • Trasmettere i valori cristiani: La fede cristiana offre un solido fondamento per l'educazione, promuovendo valori come l'amore, la speranza e la carità.
  • Contrastare il relativismo e l'individualismo: In un mondo caratterizzato dalla frammentazione e dall'incertezza, l'educazione è un'ancora di salvezza che aiuta a ritrovare un senso e uno scopo nella vita.

Il ruolo della famiglia e della scuola: Il Papa sottolinea l'importanza della famiglia come primo luogo di educazione, ma riconosce anche il ruolo fondamentale della scuola e delle altre istituzioni educative.

La sfida educativa: Educare i giovani oggi è una sfida complessa, a causa dei rapidi cambiamenti sociali e culturali. Tuttavia, il Papa è convinto che sia possibile formare giovani generosi e responsabili, capaci di costruire un futuro migliore per tutti.

In conclusione, il messaggio del Papa è un invito a investire nell'educazione come strumento per promuovere la pace, la giustizia e la fraternità tra i popoli. Solo attraverso una solida formazione, i giovani potranno affrontare le sfide del futuro e costruire un mondo più umano e solidale.


domenica 27 ottobre 2024

Contro l'etica dell'utile, soprattutto a scuola

L'articolo https://lanuovabq.it/it/contro-letica-dellutile-soprattutto-a-scuola denuncia l'invasività dell'etica dell'utile nella nostra società, in particolare nel contesto educativo. L'autore, partendo da un aneddoto personale, evidenzia come l'ossessione per l'utilità stia erodendo la capacità di apprezzare le esperienze e di trovare piacere nelle piccole cose. I giovani, sempre più orientati al risultato e al profitto immediato, perdono di vista il valore intrinseco delle discipline umanistiche e delle esperienze di vita. 
Punti chiave:
• L'educazione al consumismo: La scuola, spesso influenzata dall'ideologia dell'utile, trasmette ai giovani un'idea ristretta dell'apprendimento, focalizzata esclusivamente sulle materie pratiche e utili al futuro lavorativo.
• La perdita del gusto per la vita: L'ossessione per l'utilità porta a una perdita del senso di meraviglia e della capacità di apprezzare la bellezza delle cose semplici.
• La responsabilità degli adulti: Genitori, insegnanti e educatori hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere ai giovani un'attitudine positiva verso la vita e l'apprendimento.
• L'importanza delle discipline umanistiche: Materie come il latino, pur non avendo un'applicazione pratica immediata, contribuiscono a formare una persona colta e critica.

L'autore propone un'alternativa all'etica dell'utile, basata sulla ricerca del piacere e della soddisfazione intrinseca delle esperienze. Questa nuova etica si fonda su:
• La curiosità: La voglia di scoprire e conoscere il mondo che ci circonda.
• La meraviglia: La capacità di stupirsi di fronte alla bellezza e alla complessità della realtà.
L'apertura all'esperienza: La disponibilità a vivere nuove esperienze e a confrontarsi con diverse prospettive.

L'articolo ci invita a riflettere sul valore dell'educazione e sull'importanza di trasmettere ai giovani una cultura basata sulla curiosità, sulla creatività e sulla capacità di apprezzare la bellezza della vita. Solo così potremo formare cittadini consapevoli e felici. L'educazione non dovrebbe limitarsi alla trasmissione di nozioni utili, ma dovrebbe mirare a formare individui capaci di vivere una vita piena e significativa.



domenica 20 ottobre 2024

Come scegliere (e quando) il primo smartphone della vita per ragazzi e ragazze

Il primo smartphone per ragazzi dovrebbe essere introdotto il più tardi possibile, idealmente non prima dei 14 anni, come suggeriscono esperti e pedagogisti. Tuttavia, nella pratica, la scelta dipende dal contesto sociale del giovane, poiché è difficile vietare il cellulare quando molti coetanei lo usano. L'uso precoce dei social e degli smartphone, già dalla quinta elementare, è considerato problematico, con effetti negativi sull'apprendimento. Una ricerca di Milano-Bicocca ha rilevato che chi ha aperto un profilo social prima della quinta elementare ottiene voti inferiori all'esame di terza media rispetto a chi lo ha fatto dopo.

I genitori possono adottare strategie per limitare i danni, come acquistare smartphone economici con schermi piccoli o dispositivi ricondizionati. È utile anche stabilire regole di utilizzo, magari con un contratto formale tra genitori e figli, e utilizzare applicazioni di parental control, come Family Link per Android o "Tempo di Utilizzo" per iPhone.

Un'alternativa sono i cosiddetti "dumb phone", telefoni essenziali che consentono solo chiamate, SMS e WhatsApp, senza accesso ai social o ai giochi, un'opzione che potrebbe guadagnare tempo prima di passare a uno smartphone completo.

Italia: tutte le strade portano alla cultura

Esplora più di 180 istituzioni culturali per scoprire i capolavori e i paesaggi che compongono il caratteristico patrimonio culturale italiano.

sabato 19 ottobre 2024

«In un mondo ideale l’AI dovrebbe aiutare gli studenti a ritrovare il significato del processo educativo»

L'articolo discute l'uso dell'intelligenza artificiale generativa (AI Gen) nel contesto dell'educazione e del business, con particolare riferimento all'osservatorio di Almacube, un innovation hub legato all'Università di Bologna. Shiva Loccisano, amministratore delegato di Almacube, evidenzia le enormi potenzialità dell'AI in settori come le industrie creative, la manifattura, il marketing, il settore medico e l'educazione.

Secondo Loccisano, l'AI potrebbe trasformare radicalmente il processo educativo, aiutando gli studenti a recuperare il vero significato dell'apprendimento, che non è solo addestramento ma preparazione per il futuro. Tuttavia, sottolinea la necessità di un uso etico e regolamentato, in modo che gli studenti imparino a utilizzare l'AI in modo consapevole.

Almacube supporta startup e spin-off accademici, focalizzandosi su tecnologie deep-tech avanzate e promuovendo collaborazioni tra università, imprese consolidate e giovani talenti. Il programma di incubazione "Great-ER" è un esempio concreto di come Almacube faciliti la crescita di progetti innovativi in Emilia-Romagna, grazie anche ai fondi europei.

sabato 12 ottobre 2024

La lezione è finita. L'impatto dell' AI sui giovani.

Luca Tremolada, nel suo libro La lezione è finita, riflette sull'impatto delle nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale sulle generazioni più giovani. Le tecnologie moderne, come schermi, telefoni e chatbot, sembrano aver cambiato radicalmente il modo di vivere e apprendere, causando effetti sia positivi che negativi. Da un lato, si parla di un peggioramento dello stato d'animo degli adolescenti e di un calo dei risultati scolastici in diverse aree, attribuibili forse all'uso pervasivo delle tecnologie digitali. Dall'altro, esiste la possibilità che queste stesse tecnologie stiano incubando una nuova generazione con un diverso approccio alla vita e al lavoro rispetto a quella dei loro genitori.

Tremolada sottolinea come sia necessario tempo e accesso ai dati per comprendere meglio l'effetto reale di queste innovazioni. L'intelligenza artificiale, in particolare, avrà un impatto significativo sulle scuole e sulle modalità di insegnamento, trasformando profondamente il sistema educativo. L'autore invita a evitare conclusioni affrettate, osservando che è difficile prevedere le conseguenze a lungo termine di questo cambiamento tecnologico su società e istruzione.


domenica 23 settembre 2012

L’elogio della famiglia, prima e ultima scuola di vita.


La famiglia diventa scuola di vita e di fede perché in essa si "impara" la fiducia nella vita e la sua accoglienza, il rispetto di sé e degli altri, il servizio generoso, lo spirito di sacrificio e la gratuità, l’autocontrollo, la saggezza e la bellezza dello stare insieme. Per questo è la cellula principale della società.

Gli sposi, come tutti i cristiani, hanno il dovere di testimoniare nel mondo la speranza che li anima.
La famiglia cristiana è la prima comunità chiamata ad annunciare il vangelo e i genitori ne diventano gli araldi verso i figli. 

La famiglia cristiana ha il compito di illuminare la quotidianità secondo il disegno di Dio. 
La chiesa (fatta di famiglie) seguendo Cristo cerca la verità che non sempre coincide con la maggioranza dell’opinione. Ascolta la coscienza e non il potere.

La famiglia riceve la missione di custodire, rivelare e comunicare l’amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione all’amore di Dio per l’umanità e dell’amore di Gesù per la chiesa sua sposa.

La famiglia è fondata e vivificata dall’amore. La preghiera comune è il cemento dell'unione famigliare.

La famiglia è colei che accoglie la vita come una benedizione e come un dono: non è suo possesso.