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venerdì 11 settembre 2026

L'arte della buona battaglia (4) di Fabio Rosini

Invidia, vanagloria, superbia e il cammino verso l'umiltà

L'invidia è una rivalità nei confronti del prossimo che altera le relazioni e spesso si accompagna alla vanagloria, cioè alla ricerca dell'affermazione della propria immagine. Essa finisce per deformare la percezione di sé e può persino nascondersi dietro azioni apparentemente buone. Genera ostentazione, autocompiacimento e ricerca continua dell'approvazione altrui.

giovedì 10 settembre 2026

L'arte della buona battaglia (3) di Fabio Rosini

La tristezza e la gioia nella vita cristiana

Una delle tecniche tipiche del demonio consiste nell'assolutizzare oppure nel banalizzare la realtà. Per questo motivo è importante non ricordare mai i propri errori senza ricordare anche il perdono ricevuto, perché la misericordia di Dio è sempre più grande dei nostri peccati.

La tristezza non è soltanto un'emozione passeggera, ma può diventare un atteggiamento interiore che lavora in profondità, a monte del pensiero. Ogni tentazione si serve di qualcosa di buono presente nell'uomo, ma lo spinge verso un godimento disordinato, pervertendo un piacere naturale. La tristezza trova il proprio piacere nel dispiacere: gode dell'infelicità e alimenta pensieri oscuri.

Esiste però anche una tristezza buona, quella che produce pentimento, desiderio di rimediare e volontà di ricominciare. Al contrario, la tristezza cattiva è spesso legata all'ira, all'invidia, al vittimismo e a una sorta di "piacere nero", un gusto malsano per il proprio stare male. Non è un caso che storie, musiche e film tristi esercitino spesso un forte fascino. La nostra cultura è impregnata di vittimismo e tende a romanticizzare la tristezza, mentre sarebbe più sano cercare relazioni e compagnie che aiutino a ritrovare il sorriso.

Il cammino cristiano non consiste nel rimanere fermi al dolore, ma nel partire da esso per dirigersi verso il bene, costruendo, crescendo e valorizzando ciò che di buono c'è nella vita. La tristezza, invece, soddisfa soltanto chi la coltiva, perché non conduce all'amore ma all'amarezza e a una sorta di culto della frustrazione.

Tra i drammi della nostra epoca vi sono la perdita del gusto di vivere, il vuoto interiore e l'incapacità di combattere. Siamo spesso insoddisfatti pur essendo sazi di tutto. Manca l'interesse autentico per sé stessi e per gli altri. La felicità viene continuamente rimandata al passato o proiettata nel futuro, senza essere vissuta nel presente.

La tristezza è un nemico veloce e insidioso. Occorre imparare anche a ridicolizzarla, ad assumere un po' di ironia verso sé stessi. Soltanto l'amore cambia veramente il cuore umano: la perdita può trasformarsi in dono e l'ingiustizia può essere accolta nella misericordia. La tristezza non proviene da Dio, perché porta distruzione e alimenta il piacere del dispiacere. Essa si vince soltanto con l'aiuto di Dio, rimanendo uniti a Cristo.

"Se sono caduto, mi rialzerò; se siedo nelle tenebre, il Signore sarà la mia luce." (Michea 7,8)

"Se dunque uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove." (2 Corinzi 5,17)

In opposizione alla tristezza vi è la gioia. Per questo i peccati devono diventare antipatici ai nostri occhi: occorre rinnegarli e lasciarsi guidare verso ciò che è veramente buono, amabile e desiderabile. Il bene, l'amore e l'allegria devono essere desiderati con tutto il cuore.

Il Vangelo annuncia salvezza, perdono e conversione. Non si tratta semplicemente di cambiare vita, ma di cambiare pensieri e sentimenti; occorre, in un certo senso, "cambiare testa". Questa salvezza passa anche attraverso un dolore operato dallo Spirito Santo: una tristezza giusta che conduce alla correzione e alla crescita.

Anche nei rimproveri è necessario equilibrio. Bisogna incoraggiare, indicare il bene e aiutare la persona a comprendere non solo ciò che ha sbagliato, ma anche ciò che ha perso e ciò che può ancora recuperare. In questo modo si passa dall'autocommiserazione alla gioia. La preghiera, infatti, infonde gioia e speranza nel cuore.

"Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. (...) Non angustiatevi per nulla." (Filippesi 4,4-7)

"Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri." (Giovanni 15,17)

A prima vista può sembrare strano che l'amore o la gioia vengano comandati. In realtà non esiste nulla di veramente spontaneo nel senso di "automatico". L'amore e la gioia sono disposizioni profonde dell'animo che devono essere scelte e coltivate. Non siamo chiamati alla tristezza, ma ad aprire il cuore all'azione dello Spirito Santo.

La gioia è il frutto di una serie di scelte coerenti, di uno stile di vita e dell'azione dello Spirito. È un punto di arrivo. La gioia cristiana nasce da un cammino che passa attraverso la povertà, la fame, il pianto e la prova. La gioia del mondo spesso coincide con un appagamento che, alla lunga, lascia vuoti; quella cristiana, invece, nasce da un deserto che diventa terra promessa, dalla felicità che conclude un percorso di crescita.

Ogni vero atto d'amore mira alla gioia altrui, una gioia più profonda e duratura. Anche l'obbedienza a Dio attraversa spesso un momento iniziale difficile, ma conduce a conseguenze benefiche. Per questo, prima di agire, è bene chiedersi: "Dove mi porterà questa scelta?".

Le sorgenti della gioia sono gli atti autentici di amore, fiducia, edificazione e tutte le buone scelte. Il piacere più vero è quello stabile che nasce dall'obbedienza allo Spirito Santo. La gioia è una scelta che costa il distacco da ciò che non ci fa bene, anche quando sembra piacevole. Non accade semplicemente: si sceglie, si custodisce e si difende.

Come abbiamo imparato ad amare la tristezza, così dobbiamo imparare ad amare la gioia. Se comprendessimo fino in fondo ciò a cui rinunciamo ogni volta che scegliamo il peccato, non faticheremmo a scegliere la grazia. Rendere grazie anche nelle avversità distrugge la tristezza e aiuta a uscire dall'infantilismo spirituale. Quando si è tristi, una medicina efficace è fare del bene: visitare un malato, essere accoglienti, mostrarsi affabili e disponibili verso gli altri.

L'accidia e la pazienza

L'accidia è il male del mormoratore e dell'insoddisfatto. Come la tristezza, trascina verso il basso e si manifesta attraverso incuria, trasandatezza, apatia, svogliatezza e indolenza. Può arrivare fino alla paralisi spirituale, rendendo incapaci di perseverare e portando a trascurare ciò che andrebbe fatto.

L'accidia non consiste semplicemente nel non fare nulla, ma nell'evitare ciò che è veramente importante. Si possono compiere moltissime attività, senza però affrontare quelle necessarie. Alla sua radice vi sono insoddisfazione, scontento e disordine interiore.

Chi vive nell'accidia tende a lamentarsi, a criticare gli altri, a parlare molto e a fare poco. Non coglie la bellezza delle cose e vive una forma di depressione spirituale. La fede non elimina la croce, ma permette di portarla con senso e speranza.

L'accidia genera avversione per tutto ciò che richiede sforzo: regole, doveri, disciplina, ordine e perseveranza. Porta a perdere tempo, a disperdersi nelle futilità, a trascurare i propri compiti e a cercare continuamente scorciatoie. È la tirannia del comfort.

Spesso nasce da un'immagine falsa di Dio, percepito come oppressore. Eppure, quale minaccia può rappresentare un Dio che ha mandato il proprio Figlio a morire per noi? Quale pericolo può esserci nell'obbedire a Cristo, che ha scelto di dare la vita per la nostra salvezza? L'accidia alimenta il sospetto che Dio non sia veramente Padre.

In opposizione all'accidia vi è la pazienza, intesa come la capacità di affrontare e sopportare le difficoltà senza arrendersi. È necessario dichiarare guerra all'accidia, perché questo demone distrugge ogni cosa: impedisce di combattere, spegne lo zelo e paralizza il cammino spirituale.

La pazienza cristiana non è semplicemente una caratteristica del carattere, ma una forma di sapienza che nasce dal rimanere nel Signore. Quando facciamo affidamento soltanto sulle nostre forze, basta una prova superiore alle nostre capacità per mandarci in crisi. Chi invece ha sperimentato i propri limiti impara più facilmente a porre il proprio baricentro in Dio.

Pazienza significa perseveranza, costanza, capacità di rimanere saldi. L'accidia, per vincere, ha bisogno della nostra collaborazione; per questo è necessario imparare a disobbedire a noi stessi quando le nostre inclinazioni ci portano all'inerzia.

I rimedi tradizionali contro l'accidia, ricordando sempre che è la grazia di Dio a renderli efficaci, sono:

  • la perseveranza;
  • la ripetizione delle buone abitudini;
  • la preghiera;
  • la vigilanza;
  • la sobrietà;
  • il memento mori, cioè la consapevolezza che il tempo a disposizione è poco e non deve essere sprecato;
  • la guida spirituale;
  • il lavoro manuale.

Attraverso questi strumenti il cristiano impara a contrastare l'inerzia spirituale e a riscoprire la bellezza di fare il bene. Fare ciò che è giusto, riordinare la propria vita e percorrere con fedeltà la via buona conduce progressivamente alla pace interiore, alla gioia e alla gratitudine verso Dio per il dono della vita.


martedì 8 settembre 2026

L'arte della buona battaglia (2) di Fabio Rosini

La gola: la schiavitù del piacere e la perdita della libertà

La gola non riguarda soltanto il cibo, ma ogni forma di ingordigia e di desiderio insaziabile. È l'atteggiamento di chi vive inseguendo soddisfazioni immediate, compensazioni e piaceri che producono assuefazione e dipendenza. Tutto ciò che crea schiavitù rende la persona più infantile e meno libera.

Chi vive dominato dalla gola finisce per dipendere dal piacere: non si nutre più per vivere, ma vive per nutrirsi; non utilizza le cose per il proprio bene, ma vive per goderne. In questo modo un piacere particolare viene assolutizzato e la vita stessa viene banalizzata. La società contemporanea, spesso sazia, comoda e tranquilla, rischia di vivere soltanto per l'istante presente, dimenticando l'eternità.

La gola è spesso una fuga dal dolore. Tuttavia, il piacere alienante mantiene la persona in una condizione infantile, mentre il dolore reale può diventare il luogo della crescita, della maturazione e dell'incontro con la verità di sé. Siamo nati per la luce e per l'amore: chi è dominato dalla voracità non può amare davvero, perché è continuamente impegnato a nutrire se stesso e non è capace di nutrire gli altri.

In opposizione alla gola la tradizione cristiana propone il dominio di sé, cioè la capacità di governare la propria persona. In quest'ottica il digiuno non è una frustrazione né un rifiuto del cibo, ma un orientamento verso un bene più grande. È uno spazio creato per Dio. È il bene, con la sua gioia, che ci libera dal male.

Il cibo non deve diventare una droga ma una cura, qualcosa che permetta di rimanere vigili e lucidi. Gesù stesso, sulla croce, rifiutò ciò che avrebbe potuto stordirlo. Allo stesso modo non possiamo entrare nella preghiera in uno stato di alterazione: occorre fare spazio a Dio attraverso una rinuncia, un'astinenza che renda possibile un'apertura più profonda. In questo senso il digiuno è sempre necessario per amare.

lunedì 7 settembre 2026

L'arte della buona battaglia (1) di Fabio Rosini

Il riferimento principale di questa riflessione è Evagrio Pontico, monaco del deserto del IV secolo, che ha tramandato importanti riflessioni sugli otto pensieri malvagi, detti loghismoi, considerati le radici delle tentazioni e delle schiavitù interiori dell'uomo.

Galati 5,1

«Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.»

Partendo dal richiamo di San Paolo, il tema centrale è la libertà cristiana e la lotta contro le tentazioni e i pensieri malvagi. Questi pensieri si insinuano nella mente e operano un inganno interiore. Dietro tale inganno vi è l'azione del nemico, identificato nella tradizione cristiana con Satana. L'opera del male si manifesta attraverso tentazioni e suggestioni che imprigionano ragionamenti e sentimenti in percorsi distruttivi.

domenica 6 settembre 2026

Lettera ai Cresimandi. Chiamati a vivere pienamente.

Giosuè e Benedetta,

 

Figli nostri, siete vicini al sacramento della Cresima e con questa lettera vorrei farvi capire chi è lo Spirito Santo attraverso la storia di Gesù. Pensare a Gesù può essere relativamente facile: è vissuto duemila anni fa, è stato una persona vera, ha camminato, parlato, incontrato uomini e donne, ha guarito, perdonato, insegnato ed è morto sulla croce.

 

Più difficile è pensare allo Spirito Santo, perché non lo vediamo e non ha sembianze umane. Eppure la Chiesa ci insegna che lo Spirito Santo non è una forza invisibile o un fantasma. È una Persona della Trinità, insieme al Padre e al Figlio. È Dio stesso che vive e agisce in noi. Per comprendere questo mistero possiamo partire proprio da Gesù.


venerdì 4 settembre 2026

LA PREGHIERA PER LA BUONA BATTAGLIA SPIRITUALE di Fabio Rosini


Abbi misericordia, o Signore,
della mia gola e delle mie voracità,
e concedimi il governo di me stesso.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia lussuria,
e donami un pensiero limpido e sano.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia avarizia,
e donami distacco dalle cose.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia ira,
e donami la tua stessa misericordia.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia tristezza,
e donami gratitudine.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia accidia,
e donami di essere costante nel bene.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia vanagloria che è invidia,
e donami comunione con i fratelli e le sorelle.

Abbi misericordia, o Signore,
della mia superbia e del mio orgoglio,
e donami l'umiltà, che è la verità.

Fra questi doni, soprattutto, donami l'umiltà della misericordia, perché da ogni mio peccato impari ad usare la tua pazienza e la tua tenerezza verso i fratelli e le sorelle.

Se, infatti, non mi apro ad aver misericordia, come chiederti misericordia?
Se non ho amore,
a che serve vincere i pensieri maligni?

Amen.

domenica 30 agosto 2026

Sant’Agostino: fede, amore e inquietudine del cuore

Sant’Agostino d’Ippona (354–430) è una delle figure più importanti della tradizione cristiana occidentale. Filosofo, teologo e vescovo, ha lasciato nelle sue opere riflessioni di straordinaria attualità sull’amore, sulla fede, sulla libertà, sul male e sulla ricerca di Dio.

Le sue parole continuano a parlare all’uomo di oggi perché affrontano domande profondamente umane: che cosa desideriamo davvero? Dove trovare la pace? Come attraversare le difficoltà della vita? E, soprattutto, che cosa significa cercare Dio?

mercoledì 26 agosto 2026

Donum Vitae. IL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE E LA DIGNITÀ DELLA PROCREAZIONE.


1987. La Congregazione per la Dottrina della Fede, sollecitata da vescovi, teologi, medici e scienziati, affronta le questioni morali nate dallo sviluppo delle tecniche biomediche capaci di intervenire sull'inizio della vita umana e sulla procreazione. L'Istruzione non vuole ripetere l'intero insegnamento della Chiesa, ma offrire criteri per valutare le principali tecniche alla luce della dignità della persona, della vita nascente e del matrimonio.

Il documento si articola in tre parti: una riflessione introduttiva sui principi antropologici e morali; una prima parte dedicata al rispetto dell'embrione; una seconda sugli interventi tecnici nella procreazione; una terza sul rapporto tra morale e legge civile.

Parole sull'aborto

«Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.»

Giuramento antico di Ippocrate [Fonte: Giuramento di Ippocrate – Ordine dei Medici di Napoli] https://www.ordinemedicinapoli.it/1142-giuramento-di-ippocrate.php)

domenica 9 agosto 2026

Il padre e la madre, secondo Roberto Marchesini

Mentre la figura materna rappresenta la protezione incondizionata, il rifugio e la cura per la vita, quella paterna assume la complessa responsabilità di introdurre il senso del limite, del dovere e del sacrificio. Il testo invita a riflettere su come l'assenza di confini e di uno scopo profondo possa rendere i giovani fragili e impreparati ad affrontare il fallimento, il rifiuto e le sfide dell'esistenza.

Roberto Marchesini sulla figura del padre e della madre:

«Il padre – come ha scritto Sigmund Freud (1856-1939), il padre della psicoanalisi – è colui che pone un limite; la madre eliminerebbe ogni ostacolo sulla strada del figlio; il padre testimonia che c'è qualcosa di più importante di sé, per la madre nulla è più importante del figlio; il padre insegna a soffrire, la madre prenderebbe su di sé ogni infelicità del figlio; il padre educa a pagare, la madre vorrebbe estinguere con la vita ogni debito del figlio; il padre ricorda la rinuncia, la madre sogna che al figlio venga risparmiata ogni privazione; per la madre la vita del figlio è sacra, per il padre la vita va resa sacra (sacrificata) per gli altri, o per qualcosa di ancora più sacro; la madre dà la vita, il padre ha il compito sgradevole ma necessario di ripetere “memento mori”, ricordati che devi morire. La madre insegna a vivere; il padre insegna a morire, dopo aver dato uno scopo alla propria vita e quindi essere vissuti con onore.
Se non c'è nulla per cui valga la pena di spendere la vita, questo è ciò che vale la vita: nulla. Quanti giovani muoiono letteralmente per il nulla, ossia dopo una serata di vuoto divertimento? Quanti, dei suicidi dei nostri adolescenti e giovani sono la reazione di chi non sa come comportarsi di fronte a un fallimento? Quanti omicidi di giovani donne sono causati da un “no” detto a chi non ne aveva mai sentito uno, e che pensava che ogni suo desiderio fosse un ordine per gli altri?»



sabato 8 agosto 2026

Il ruolo dello Spirito Santo nel discernimento

Nel percorso di rinascita proposto da Fabio Rosini, lo Spirito Santo si rivela come protagonista e motore del discernimento spirituale. È la presenza intima di Dio che si accosta alla nostra storia fin dall'inizio: come nell'origine della creazione Egli «aleggiava» e «covava» l'abisso per preparare l'irrompere della vita, così oggi scende nella nostra polvere, nel nostro caos e nelle nostre miserie per condurci verso una nuova risurrezione.

Il ruolo dello Spirito nel discernimento si manifesta anzitutto nell’ispirazione, ossia quel movimento interiore che parla al cuore e allo spirito dell'uomo per dischiudere possibilità reali di bene. A differenza delle suggestioni del maligno — che nascono dalla paura, impongono un'urgenza ansiosa e spingono a un'aggressiva affermazione di sé —, l'azione dello Spirito Santo rispetta profondamente la libertà umana: propone, ma non impone mai, poiché la sua logica è puramente l'amore. Lo Spirito unisce una delicata dolcezza a una sapienza acutissima, conducendo la persona a una serenità profonda, limpida e solare, che resiste al vaglio del tempo e spinge sempre verso la comunione con gli altri.

Nel discernere la propria vita, lo Spirito Santo agisce come una guida che corregge e consola. È Lui che ci aiuta ad aprire il cuore al Padre della misericordia, liberandoci dalle immagini distorte di Dio e permettendoci di scoprire la nostra identità più autentica: quella di persone create a immagine di Dio, fatte per amare e servire. Quando il fedele si ferma nella preghiera, invoca lo Spirito per esaminare i propri pensieri e accoglie la Parola, lo Spirito disinnesca le trappole dell'autoreferenzialità e dell'ipocrisia, trasformando persino i limiti, i "no" e le amari umiliazioni della vita in occasioni di grazia.

Lo Spirito Santo guida l'uomo lungo un movimento pasquale: lo porta a rompere con le false priorità e i pensieri distruttivi per condurlo verso la vera meta del discernimento, che è la fecondità. Sotto la sua azione, il credente smette di rincorrere un'esistenza idealizzata e scopre la gioia di dimenticare se stesso per donarsi, diventando capace di generare vita, cura e bellezza per il prossimo.

L'arte di ricominciare (3) di Fabio Rosini

Occorre abbracciare la vita reale, riconoscendola come un dono di Dio Padre e superando l’illusione dei modelli ideologici. Attraverso l’obbedienza ai propri limiti e alla propria storia, la persona scopre la vera creatività e la bellezza dell’esistere.

Ricominciare richiede di trasformare le umiliazioni e le fragilità in occasioni di grazia, scoprendo l’identità autentica nell’amore, nella maschilità e nella femminilità. Il vertice del discernimento e del lavoro sta nel servizio e nella fecondità: diventare padri e madri capaci di generare vita, gioia e custodia per gli altri, nutrendosi costantemente di bellezza e gratitudine.

L'arte di ricominciare (2) di Fabio Rosini

Per ricominciare occorre accogliere i propri limiti e confini, i quali non opprimono ma definiscono l’identità, proteggendo la fecondità e consentendo le relazioni. Il rifiuto del limite conduce infatti al delirio d'onnipotenza e all'infelicità.

Per orientare la vita verso il bene servono vigilanza, preghiera e discernimento spirituale tra ispirazioni e suggestioni: le prime vengono dallo Spirito Santo, portano pace, libertà e comunione; le seconde nascono dalla paura, generano urgenza, rigidità e inganno. Riconoscere l'opera di Dio significa infine rifiutare le forzature umane, abbandonando l'aggressività per affidarsi con fiducia ai tempi del Padre.

L'arte di ricominciare (1) di Fabio Rosini 

Il libro di Fabio Rosini invita a ripartire dalla Parola di Dio, in particolare il racconto dei 6 giorni della creazione, accettando la realtà per quella che è, senza pretese o illusioni di perfezione. L’esistenza non segue teorie umane, ma la sapienza di un Dio Padre che dona la vita e ci rigenera.

Per ricominciare occorre fare luce sulle cose essenziali, farsi guidare e imparare a distinguere il bene dal male. La chiave per una vita piena sta nell’obbedire alla realtà e nel mettere al centro poche e chiare priorità autentiche lasciando andare le emergenze e la superficialità.

martedì 4 agosto 2026

L'Eredità della Coscienza: 9 Lezioni di Vita dai Servitori dello Stato

Ci sono parole che non appartengono solo alla storia, ma continuano a parlare al nostro presente. Sono le frasi pronunciate da uomini che hanno servito lo Stato fino all'estremo sacrificio: magistrati, politici, forze dell'ordine, professionisti.

Nelle loro riflessioni si intrecciano fede, etica professionale, coraggio e senso del dovere. Rileggerle oggi significa ritrovare una bussola morale per la nostra vita quotidiana.


Il ruolo dello Spirito nella guarigione interiore

Nelle pieghe più nascoste del cuore umano, dove spesso si accumulano le tossine delle delusioni e il freddo dell’isolamento, agisce un’opera discreta ma potente: quella dello Spirito Santo. Nell'itinerario del risanamento interiore, Egli è il vero protagonista invisibile che feconda l'esistenza, varcando la distanza tra l'uomo e Dio per ricucire ciò che il peccato ha diviso.

L'arte di guarire (3) di Fabio Rosini

Parte 3: La salute


La salute spirituale non è una condizione statica, ma un cammino dinamico di crescita nella vita nuova come figli di Dio. La vera maturità consiste nella custodia del cuore, un'arte quotidiana di discernimento che richiede umiltà per riconoscere i propri limiti e circoncidere costantemente il cuore dalla stoltezza. La pace non è assenza di problemi, ma la capacità di cercare la Grazia dentro le difficoltà. Riscoprendo la propria unicità e creatività nell'amare, l'uomo guarito abbandona il disprezzo di sé. Sceglie la misericordia, la comunione e la gratitudine, camminando con fiducia verso la vita piena per cui è stato creato.


lunedì 3 agosto 2026

L'arte di guarire (2) di Fabio Rosini

Parte 2: La guarigione


La guarigione autentica comincia dall'ascolto della Parola, che contrasta le menzogne interiori e accende la Grazia. Per guarire, però, la fede non può restare un'idea astratta: necessita di un contatto reale e corporeo con Cristo, vivo nella Chiesa, nei sacramenti e nella comunione con i fratelli. Come l'emorroissa che tocca il mantello di Gesù, l'uomo deve superare la vergogna, aprirsi alla relazione e lasciarsi trasformare dall'amore incondizionato del Padre. Il percorso richiede di narrare la propria storia con gratitudine e testimonianza, trasformando il dolore in un incontro personale con il Signore, l'unico in grado di riscattare la vita.


L'arte di guarire (1) di Fabio Rosini

Parte 1: La diagnosi


La vera malattia spirituale nasce dall’ascolto delle menzogne interiori e delle illusioni del mondo, che distorcono la realtà e isolano l'anima. Il male si insinua attraverso la suggestione e il dialogo con i pensieri oscuri, conducendo al consenso e alle passioni distruttive. Questo inganno genera una profonda sofferenza affettiva e l'incapacità di amare, lasciando l'uomo prigioniero di paure, falsi idoli e strategie difensive. Cercare soluzioni puramente umane è inutile e deludente. Per iniziare a guarire, occorre riconoscere la propria povertà, mettere in discussione le proprie certezze ed essere disposti a mettere a nudo il proprio cuore bisognoso.


L'arte di guarire di don Fabio Rosini

Ci sono ferite che il tempo non cura e per le quali le ricette umane si rivelano del tutto inefficaci. Nel suo libro L'arte di guarire, don Fabio Rosini prende per mano il lettore e lo conduce all'interno di un viaggio di risanamento profondo, specchiandosi nella celebre vicenda evangelica della donna emorroissa. Il testo non è un trattato teologico astratto, ma un vero manuale per l'anima, capace di mostrare come la nostra vita possa rinascere anche quando pensiamo sia ormai segnata dal limite o dal fallimento.




Il percorso si apre con una diagnosi spietata ma illuminante della nostra sofferenza: la malattia dell'affettività. Spesso il vero dramma non risiede nelle nostre azioni, ma nelle menzogne interiori a cui continuiamo a dare ascolto. Nutrendo suggestioni e pensieri oscuri, finiamo per cedere al consenso e alle passioni, arrivando a viverci come orfani che devono disperatamente meritarsi il diritto di esistere. Ci incateniamo così a falsi idoli e a strategie difensive che ci isolano dal mondo.


La svolta avviene quando accettiamo di fare silenzio e di metterci in ascolto di una Parola diversa. La guarigione nasce proprio dall'ascolto, ma non può arrestarsi a un'idea teorica. La fede ha bisogno di corpo, di relazione e di vicinanza. Come l'emorroissa che trova la forza di farsi strada nella folla per toccare il mantello di Gesù, anche noi guariamo solo entrando in un contatto concreto e reale con Cristo, presente nella Chiesa, nei sacramenti e nella comunione con i fratelli.


Toccare la vita significa uscire dal nascondiglio della vergogna e accettare un incontro personale che ci restituisce la nostra dignità di figli amati incondizionatamente.


Questa trasformazione richiede poi di essere raccontata. Narrare la propria storia con gratitudine e consapevolezza diventa l'antidoto definitivo al buio del cuore, poiché trasforma anche il dolore e i peccati passati nel luogo in cui abbiamo sperimentato la misericordia.


Tuttavia, guarire una volta non basta. L'ultima e fondamentale tappa del libro riguarda la custodia della salute spirituale, che non è una condizione statica o una vita priva di problemi, ma l'arte quotidiana di camminare verso la pace dentro le difficoltà di ogni giorno. Con grande pragmatismo, Rosini ci ricorda che la maturità spirituale consiste nel permanere nel bene una volta usciti dal male, praticando l'umiltà e il discernimento. Ognuno di noi è chiamato a vivere la propria Fede in modo unico e creativo, senza scimmiottare nessuno, ma facendo risplendere la Grazia all'interno della propria storia personale.


In definitiva, L'arte di guarire è un caloroso invito ad abbandonare la cultura del disprezzo di sé. Smettendo di giudicare i nostri limiti e imparando a guardare noi stessi e gli altri con gli occhi della misericordia, scopriamo che non siamo fatti per la rassegnazione, ma per correre incontro al Signore e riabbracciare pienamente la vita.


 

martedì 28 luglio 2026

​I santi. Dall'epoca apostolica al Medioevo, di Antonio Maria Sicari.

L'opera di Antonio Maria Sicari ripercorre la testimonianza dei santi dall'epoca apostolica al Medioevo, mostrandone l'impatto teologico, culturale e umano. Attraverso figure come Ambrogio, Tommaso d'Aquino, Alberto Magno, Bonaventura e Brigida, emerge la visione cristiana dell'amore coniugato alla verità, dell'armonia tra fede e ragione e del valore concreto della Creazione. Il testo evidenzia inoltre la radice medievale dell'unità europea e mette in guardia dalle insidie dell'individualismo e del razionalismo presuntuoso.









​L'arte di purificare il cuore di Tomás Spidlík

Il testo è un'intensa guida alla vita spirituale e alla ricerca della pace interiore secondo la tradizione cristiana e monastica. Attraverso la vigilanza sui pensieri, il discernimento tra bene e male e la disciplina del cuore e del corpo — guidata anche dalla preghiera continua —, il Cardinale Tomáš Špidlík illustra il cammino ascetico per vincere le tentazioni ed eliminare le passioni, riscoprendo la purezza del cuore come luogo d'incontro con Dio.


martedì 21 luglio 2026

La cresima di Giosuè

Giosuè

Santa Cresima

20 Settembre 2026

Gv 14,16-17. E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

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Con immensa gioia desideriamo ringraziarvi per aver partecipato alla Santa Cresima di Giosuè.

La vostra presenza ha reso ancora più prezioso questo momento così importante del suo cammino di fede. È stato un dono poter celebrare insieme a voi e condividere, dopo la cerimonia, un momento di festa e di convivialità.

Vi siamo profondamente grati anche per aver accolto il nostro desiderio di non ricevere regali. Per noi il dono più grande è stato il sacramento che Giosuè ha ricevuto e l'affetto con cui lo avete accompagnato in questa giornata.

A chi ha scelto di sostenere la nostra iniziativa solidale va un ringraziamento speciale. Grazie alla vostra generosità sarà possibile contribuire al prezioso lavoro svolto da:

  • Bimbi Sperduti – Sport Inclusivo, che promuove lo sport inclusivo per bambini e ragazzi.
  • Fight The Stroke, impegnata nel sostegno e nello sviluppo di progetti dedicati alla paralisi cerebrale infantile.
  • Fondazione Stella Maris, istituto di ricerca scientifica che opera nell'ambito delle neuroscienze dell'età evolutiva.
  • La Nostra Famiglia, istituto di ricerca e riabilitazione dedicato ai bambini con disabilità e alle loro famiglie.

La vostra vicinanza, il vostro affetto e la vostra sensibilità hanno reso questa giornata ancora più significativa e resteranno un ricordo prezioso per tutta la nostra famiglia.

Con sincera gratitudine,

Famiglia Gibellini Brigo



Catechesi:

https://filippogibellini.blogspot.com/2026/07/il-fondamento-della-cresima.html

https://filippogibellini.blogspot.com/2009/04/grazie-gesu-la-preghiera-del-cresimando.html


Le associazioni che abbiamo sostenuto:

https://www.bimbisperdutiasd.it/scuola-calcio-bimbisperduti-progetto-amputati-seidenari-san-prospero-modena/

https://www.fightthestroke.org/associazione/

https://sostienici.fsm.unipi.it/

https://lanostrafamiglia.it/cosa-facciamo/ricerca