Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
lunedì 30 marzo 2026
“Toglieteci il cellulare, aiutateci a vivere davvero.”
giovedì 26 marzo 2026
Francesco, il dito e la luna. Nascere fragili, morire poveri. Nembrini+Rosini.
Francesco, Dante e la "Pazzia" di mollare la presa
Questo ultimo incontro sulla Quaresima ci riserva una sorpresa: per parlare di Francesco d'Assisi non useremo i suoi testi, ma l'XI Canto del Paradiso di Dante Alighieri. Non è un vezzo accademico, ma una scelta profonda: Dante è considerato a tutti gli effetti una delle "fonti francescane" essenziali. Attraverso la sua poesia, la Chiesa ha metabolizzato e compreso la figura del Poverello.
lunedì 23 marzo 2026
Iniziare bene la giornata. #finanza
Aprire subito telefono, social, messaggi, news o portafoglio significa consegnare la propria attenzione al mondo esterno prima ancora di essere lucidi. Questo genera confronto, richieste, ansia e agitazione.
sabato 21 marzo 2026
Francesco, il dito e la luna. In Paradiso senza carrozza. Rosini+Nembrini
C'è, ad esempio, una grande confusione tra la vita cristiana e una certa morale di stampo vittoriano, fatta di doveri, imposizioni e rigidità: una cosa ben diversa dal Vangelo. A questo si aggiunge un sentimentalismo diffuso: quando non si riesce a dire qualcosa di incisivo, si scivola nel tono lamentoso, nel linguaggio emotivo e un po' zuccheroso. Così, il cristianesimo viene ridotto a qualcosa di superficiale, quasi "appiccicoso", perdendo la sua forza.
Un esempio emblematico è il testo che vogliamo affrontare oggi: il celebre "fioretto della perfetta letizia". Già l'espressione "perfetta letizia", in realtà, è fuorviante: è una versione addolcita di un testo originariamente molto più duro e persino scomodo, che troviamo negli Acta Beati Francisci, tra le prime testimonianze dirette su Francesco.
venerdì 13 marzo 2026
Francesco: Il dito e la luna. Il cantico delle creature. Nembrini
Il contesto del Cantico delle Creature
E prepararsi alla Pasqua significa entrare in un cammino di conversione, cioè di cambiamento dello sguardo.
In fondo il carisma di san Francesco si può riassumere proprio in questo verbo: vedere.
E soprattutto: che sguardo ha incontrato lui, per arrivare poi a guardare tutto in quel modo?
mercoledì 11 marzo 2026
Francesco: il dito e la luna. La paternità di Francesco. Rosini + Nembrini
È il secondo incontro di un percorso quaresimale dedicato alla figura e all'insegnamento di San Francesco d'Assisi. Dopo aver riflettuto sull'umiltà nel primo appuntamento, questa volta l'attenzione si concentra su un'altra parola chiave del suo cammino spirituale: l'obbedienza, strettamente legata alla misericordia.
Una lettera di Francesco a un ministro
Il punto di partenza della riflessione è una lettera scritta da Francesco tra il 1221 e il 1223. In quel periodo l'ordine dei frati minori era in forte crescita e uno dei ministri, incaricato di guidare una comunità, si trovava in grande difficoltà. Stanco dei problemi e delle tensioni tra i frati, aveva chiesto a Francesco di essere sollevato dal suo incarico per potersi ritirare in un eremo e vivere più tranquillamente la vita religiosa.
La risposta di Francesco è sorprendente. Non gli concede di fuggire dalle difficoltà, ma lo invita a rimanere dove si trova. Gli dice, in sostanza, che la vera obbedienza non consiste nel cercare una vita più facile, ma nell'accogliere le circostanze concrete in cui Dio ci pone.
Francesco scrive:
«Tutte le cose che ti impediscono di amare il Signore Dio e ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri, anche se ti picchiassero, tutto questo devi ritenere come grazia.»
Queste parole possono sembrare paradossali. Come possono essere una grazia le difficoltà, le incomprensioni o perfino le offese? Francesco vuole far comprendere che Dio agisce anche attraverso le contraddizioni della vita. Le situazioni che ci mettono alla prova diventano il luogo in cui la fede cresce e si purifica.