Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
mercoledì 29 aprile 2026
Adolescenza: non è una malattia, è una primavera (anche se fa paura) Osvaldo Poli
lunedì 20 aprile 2026
Amare e comprendere significano prestare attenzione nel tempo
Guardare davvero i ragazzi. Alessandro D’Avenia prende la parola partendo da un dettaglio che quasi nessuno ha notato. In un video proiettato poco prima, mentre adulti parlavano di adolescenza, in alto a sinistra compariva una finestra: dietro, un ragazzo piegato sul banco, la testa bassa, immobile. Per tutta la scena non si rialza mai. È lì, schiacciato da un peso invisibile, mentre di lui si discute senza che nessuno lo guardi davvero.
Ecco il punto, dice D’Avenia: parliamo dei ragazzi, ma non guardiamo i loro corpi, i loro segni, ciò che ci sta chiedendo attenzione.
L’attenzione, oggi, è la materia prima dell’umano. È la vera energia della vita interiore, ma è anche la risorsa più sfruttata, trivellata fino all’esaurimento da dispositivi che competono per catturarla. Senza attenzione non c’è comprensione, non c’è amore. Perché comprendere significa prestare attenzione nel tempo, e amare è esattamente la stessa cosa: attenzione prolungata, fedele, incarnata.
mercoledì 15 aprile 2026
Patì sotto Ponzio Pilato?
Quando la fede incontra la storia: tra giustizia e verità
martedì 14 aprile 2026
Che vita voglio davvero vivere?
Ma proprio dentro questa vertigine ho iniziato a intravedere qualcosa di diverso. Un’occasione.
Quella di fermarmi. Di fare un passo indietro dal “frullatore” e chiedermi: che vita voglio davvero vivere? Non quella che va di moda, non quella che fanno tutti. La mia.
Perché forse è proprio qui che sta la dignità più profonda: nel discernere. Nel saper dire dei no. Nel cercare una strada autentica, anche quando va controcorrente.
Ripensando al mio percorso mi accorgo che non sono mai stati i risultati a dare senso a quello che ho vissuto. Non i titoli, non i traguardi. Ma i frutti maturati nel tempo.
E alla fine, se devo essere onesto, quello che resta davvero sono poche cose, ma essenziali:
- le relazioni vere, quelle che resistono e ti tengono in piedi;
- un rapporto vivo con Dio, che non è abitudine o regola, ma incontro;
- il lavoro su di me, anche quando fa male, anche quando significa accettare le mie fragilità.
Non ho ricette. Non credo esistano.
Però una cosa la sento chiara: ogni tanto bisogna fermarsi. Ascoltare davvero. Il cuore, la coscienza — quel punto profondo dove, forse, Dio parla.
Nessuno ci obbliga a vivere una vita che non è la nostra.
Scegliere la verità è rischioso. L’autenticità anche. Ma forse è proprio lì che si nasconde qualcosa di sorprendente. La possibilità — quasi scandalosa — di essere felici.
Fermati. Ascolta. Scegli. La tua vita può essere davvero tua.
lunedì 6 aprile 2026
sabato 4 aprile 2026
È morto Vittorio Messori: il cronista della fede e della ragione.
Messori non è stato semplicemente un “apologeta”. È stato, piuttosto, un provocatore intellettuale che ha costretto credenti e non credenti a misurarsi con una domanda radicale: il cristianesimo è vero?
