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domenica 3 novembre 2024

Verità e relativismo, la sfida impossibile. Severino.

Emanuele Severino in questo articolo approfondisce il dibattito contemporaneo sul relativismo e la verità. L'autore sostiene che il relativismo contemporaneo, sebbene si fondi su un'idea di conoscenza fallibile e congetturale (come sostenuto da Popper), nasconde una convinzione più radicale: la negazione di un'Essere assoluto e di qualsiasi verità immutabile. Severino traccia una linea di demarcazione tra il relativismo superficiale, che spesso si contraddice affermando la relatività anche della propria affermazione, e un relativismo più radicale, che trova le sue radici nella filosofia di Nietzsche. Quest'ultimo, partendo dal presupposto dell'eterno mutamento del mondo, conclude che non esiste una verità assoluta al di là di questo mutamento. L'autore critica sia il relativismo che l'antirelativismo tradizionale. Quest'ultimo, pur ammettendo il mutamento del mondo, postula l'esistenza di un Essere eterno e immutabile, una posizione che Severino ritiene ormai insostenibile.

mercoledì 23 ottobre 2024

La dittatura del relativismo - Benedetto XVI

Il relativismo: una minaccia per l'Occidente. L'affermazione di Benedetto XVI sulla "dittatura del relativismo" descrive accuratamente l'epoca attuale, caratterizzata da una crescente sfiducia nella verità assoluta e da un'esaltazione dell'individualismo. Questa ideologia, che trova le sue radici nel pensiero dei sofisti greci, minaccia le fondamenta stesse della civiltà occidentale.

La sfida dei sofisti. I sofisti, filosofi greci dell'antichità, sostenevano che la verità fosse relativa e soggettiva, dipendendo dalle opinioni individuali. Questa visione relativistica fu contrastata da filosofi come Socrate, Platone e Aristotele, i quali credevano nell'esistenza di una verità oggettiva e universale.

L'importanza della metafisica. Secondo questi filosofi, la ricerca della verità richiedeva una dimensione metafisica, ovvero la considerazione di una realtà superiore alla realtà sensibile. La filosofia di Platone e Aristotele, infatti, era profondamente radicata nella teologia, intesa come ricerca della causa prima e del principio di tutte le cose.

Il cristianesimo e la filosofia greca. Il cristianesimo, nel suo incontro con la filosofia greca, ha integrato e sviluppato questo patrimonio intellettuale. Sant'Agostino e Tommaso d'Aquino sono stati i principali artefici di questa sintesi, dando vita a un umanesimo teocentrico che ha ispirato la cultura occidentale per secoli.

L'umanesimo integrale. L'umanesimo integrale, proposto da Jacques Maritain, rappresenta l'eredità più autentica di questa tradizione. Esso concilia la dimensione spirituale dell'uomo con la sua dimensione sociale e politica, promuovendo una visione della persona umana come essere relazionale e aperto al trascendente.

Le conseguenze del relativismo. Il relativismo, al contrario, porta alla disintegrazione sociale e intellettuale, indebolendo i legami comunitari e minacciando la stessa idea di progresso. Senza un riferimento a valori universali e oggettivi, diventa impossibile costruire una società giusta e armoniosa.

In conclusione. L'affermazione di Benedetto XVI sulla "dittatura del relativismo" è più che mai attuale. Per contrastare questa tendenza, è necessario riscoprire le radici della nostra civiltà, riappropriarsi dei valori della verità, del bene e della bellezza, e promuovere un umanesimo integrale che riconosca la dignità di ogni persona e la trascendenza della realtà.


https://www.antoniosocci.com/socrate-platone-e-aristotele-prima-di-ratzinger-contro-il-relativismo/

martedì 15 ottobre 2024

«Il relativismo sta oscurando la realtà soprannaturale della Chiesa»


Il testo tratta del relativismo e del suo impatto sulla religione, la morale e la vita sacramentale, secondo il cardinale Ratzinger. Egli riconosce che il relativismo può essere accettabile in ambito politico, ma ne denuncia l'applicazione alla religione e all'etica, dove ha portato a una crisi di significato. Un esempio è il modo in cui i sacramenti sono ridotti a semplici atti simbolici o decorativi, perdendo la loro essenza spirituale. Celebrare i sacramenti diventa un atto di consumo, più che di fede, con la comunità al centro, mentre Dio viene marginalizzato.

Ratzinger rileva come il relativismo abbia influenzato anche la morale e la dottrina della Chiesa, manifestandosi in particolare nella reazione negativa all'enciclica *Humanae Vitae*, che ha alimentato dissensi interni e messo in discussione l'autorità della Chiesa. La coscienza individuale viene spesso posta in contrasto con gli insegnamenti morali della Chiesa, portando a un'ottusità etica.

Questa perdita di rilevanza della Chiesa, paragonata a un sale che ha perso il suo sapore, porta all'indebolimento della sua influenza sociale e all'autodissoluzione. Tuttavia, Ratzinger richiama alla vittoria già ottenuta da Cristo, ricordando che, nonostante le sfide del relativismo e del pluralismo moderno, la verità della Chiesa è invincibile. Infine, Ratzinger si ispira all'immagine dell'Apocalisse di Giovanni, in cui la Chiesa, rappresentata dalla donna perseguitata, trionfa grazie alla vittoria già acquisita da Cristo sul male, rafforzando la speranza e il coraggio dei cristiani di oggi.