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domenica 30 agosto 2026

Sant’Agostino: fede, amore e inquietudine del cuore

Sant’Agostino d’Ippona (354–430) è una delle figure più importanti della tradizione cristiana occidentale. Filosofo, teologo e vescovo, ha lasciato nelle sue opere riflessioni di straordinaria attualità sull’amore, sulla fede, sulla libertà, sul male e sulla ricerca di Dio.

Le sue parole continuano a parlare all’uomo di oggi perché affrontano domande profondamente umane: che cosa desideriamo davvero? Dove trovare la pace? Come attraversare le difficoltà della vita? E, soprattutto, che cosa significa cercare Dio?

mercoledì 26 agosto 2026

Donum Vitae. IL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE E LA DIGNITÀ DELLA PROCREAZIONE.


1987. La Congregazione per la Dottrina della Fede, sollecitata da vescovi, teologi, medici e scienziati, affronta le questioni morali nate dallo sviluppo delle tecniche biomediche capaci di intervenire sull'inizio della vita umana e sulla procreazione. L'Istruzione non vuole ripetere l'intero insegnamento della Chiesa, ma offrire criteri per valutare le principali tecniche alla luce della dignità della persona, della vita nascente e del matrimonio.

Il documento si articola in tre parti: una riflessione introduttiva sui principi antropologici e morali; una prima parte dedicata al rispetto dell'embrione; una seconda sugli interventi tecnici nella procreazione; una terza sul rapporto tra morale e legge civile.

Parole sull'aborto

«Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.»

Giuramento antico di Ippocrate [Fonte: Giuramento di Ippocrate – Ordine dei Medici di Napoli] https://www.ordinemedicinapoli.it/1142-giuramento-di-ippocrate.php)

domenica 9 agosto 2026

Il padre e la madre, secondo Roberto Marchesini

Mentre la figura materna rappresenta la protezione incondizionata, il rifugio e la cura per la vita, quella paterna assume la complessa responsabilità di introdurre il senso del limite, del dovere e del sacrificio. Il testo invita a riflettere su come l'assenza di confini e di uno scopo profondo possa rendere i giovani fragili e impreparati ad affrontare il fallimento, il rifiuto e le sfide dell'esistenza.

Roberto Marchesini sulla figura del padre e della madre:

«Il padre – come ha scritto Sigmund Freud (1856-1939), il padre della psicoanalisi – è colui che pone un limite; la madre eliminerebbe ogni ostacolo sulla strada del figlio; il padre testimonia che c'è qualcosa di più importante di sé, per la madre nulla è più importante del figlio; il padre insegna a soffrire, la madre prenderebbe su di sé ogni infelicità del figlio; il padre educa a pagare, la madre vorrebbe estinguere con la vita ogni debito del figlio; il padre ricorda la rinuncia, la madre sogna che al figlio venga risparmiata ogni privazione; per la madre la vita del figlio è sacra, per il padre la vita va resa sacra (sacrificata) per gli altri, o per qualcosa di ancora più sacro; la madre dà la vita, il padre ha il compito sgradevole ma necessario di ripetere “memento mori”, ricordati che devi morire. La madre insegna a vivere; il padre insegna a morire, dopo aver dato uno scopo alla propria vita e quindi essere vissuti con onore.
Se non c'è nulla per cui valga la pena di spendere la vita, questo è ciò che vale la vita: nulla. Quanti giovani muoiono letteralmente per il nulla, ossia dopo una serata di vuoto divertimento? Quanti, dei suicidi dei nostri adolescenti e giovani sono la reazione di chi non sa come comportarsi di fronte a un fallimento? Quanti omicidi di giovani donne sono causati da un “no” detto a chi non ne aveva mai sentito uno, e che pensava che ogni suo desiderio fosse un ordine per gli altri?»



sabato 8 agosto 2026

Il ruolo dello Spirito Santo nel discernimento

Nel percorso di rinascita proposto da Fabio Rosini, lo Spirito Santo si rivela come protagonista e motore del discernimento spirituale. È la presenza intima di Dio che si accosta alla nostra storia fin dall'inizio: come nell'origine della creazione Egli «aleggiava» e «covava» l'abisso per preparare l'irrompere della vita, così oggi scende nella nostra polvere, nel nostro caos e nelle nostre miserie per condurci verso una nuova risurrezione.

Il ruolo dello Spirito nel discernimento si manifesta anzitutto nell’ispirazione, ossia quel movimento interiore che parla al cuore e allo spirito dell'uomo per dischiudere possibilità reali di bene. A differenza delle suggestioni del maligno — che nascono dalla paura, impongono un'urgenza ansiosa e spingono a un'aggressiva affermazione di sé —, l'azione dello Spirito Santo rispetta profondamente la libertà umana: propone, ma non impone mai, poiché la sua logica è puramente l'amore. Lo Spirito unisce una delicata dolcezza a una sapienza acutissima, conducendo la persona a una serenità profonda, limpida e solare, che resiste al vaglio del tempo e spinge sempre verso la comunione con gli altri.

Nel discernere la propria vita, lo Spirito Santo agisce come una guida che corregge e consola. È Lui che ci aiuta ad aprire il cuore al Padre della misericordia, liberandoci dalle immagini distorte di Dio e permettendoci di scoprire la nostra identità più autentica: quella di persone create a immagine di Dio, fatte per amare e servire. Quando il fedele si ferma nella preghiera, invoca lo Spirito per esaminare i propri pensieri e accoglie la Parola, lo Spirito disinnesca le trappole dell'autoreferenzialità e dell'ipocrisia, trasformando persino i limiti, i "no" e le amari umiliazioni della vita in occasioni di grazia.

Lo Spirito Santo guida l'uomo lungo un movimento pasquale: lo porta a rompere con le false priorità e i pensieri distruttivi per condurlo verso la vera meta del discernimento, che è la fecondità. Sotto la sua azione, il credente smette di rincorrere un'esistenza idealizzata e scopre la gioia di dimenticare se stesso per donarsi, diventando capace di generare vita, cura e bellezza per il prossimo.

L'arte di ricominciare (3) di Fabio Rosini

Occorre abbracciare la vita reale, riconoscendola come un dono di Dio Padre e superando l’illusione dei modelli ideologici. Attraverso l’obbedienza ai propri limiti e alla propria storia, la persona scopre la vera creatività e la bellezza dell’esistere.

Ricominciare richiede di trasformare le umiliazioni e le fragilità in occasioni di grazia, scoprendo l’identità autentica nell’amore, nella maschilità e nella femminilità. Il vertice del discernimento e del lavoro sta nel servizio e nella fecondità: diventare padri e madri capaci di generare vita, gioia e custodia per gli altri, nutrendosi costantemente di bellezza e gratitudine.

L'arte di ricominciare (2) di Fabio Rosini

Per ricominciare occorre accogliere i propri limiti e confini, i quali non opprimono ma definiscono l’identità, proteggendo la fecondità e consentendo le relazioni. Il rifiuto del limite conduce infatti al delirio d'onnipotenza e all'infelicità.

Per orientare la vita verso il bene servono vigilanza, preghiera e discernimento spirituale tra ispirazioni e suggestioni: le prime vengono dallo Spirito Santo, portano pace, libertà e comunione; le seconde nascono dalla paura, generano urgenza, rigidità e inganno. Riconoscere l'opera di Dio significa infine rifiutare le forzature umane, abbandonando l'aggressività per affidarsi con fiducia ai tempi del Padre.

L'arte di ricominciare (1) di Fabio Rosini 

Il libro di Fabio Rosini invita a ripartire dalla Parola di Dio, in particolare il racconto dei 6 giorni della creazione, accettando la realtà per quella che è, senza pretese o illusioni di perfezione. L’esistenza non segue teorie umane, ma la sapienza di un Dio Padre che dona la vita e ci rigenera.

Per ricominciare occorre fare luce sulle cose essenziali, farsi guidare e imparare a distinguere il bene dal male. La chiave per una vita piena sta nell’obbedire alla realtà e nel mettere al centro poche e chiare priorità autentiche lasciando andare le emergenze e la superficialità.

martedì 4 agosto 2026

L'Eredità della Coscienza: 9 Lezioni di Vita dai Servitori dello Stato

Ci sono parole che non appartengono solo alla storia, ma continuano a parlare al nostro presente. Sono le frasi pronunciate da uomini che hanno servito lo Stato fino all'estremo sacrificio: magistrati, politici, forze dell'ordine, professionisti.

Nelle loro riflessioni si intrecciano fede, etica professionale, coraggio e senso del dovere. Rileggerle oggi significa ritrovare una bussola morale per la nostra vita quotidiana.


Il ruolo dello Spirito nella guarigione interiore

Nelle pieghe più nascoste del cuore umano, dove spesso si accumulano le tossine delle delusioni e il freddo dell’isolamento, agisce un’opera discreta ma potente: quella dello Spirito Santo. Nell'itinerario del risanamento interiore, Egli è il vero protagonista invisibile che feconda l'esistenza, varcando la distanza tra l'uomo e Dio per ricucire ciò che il peccato ha diviso.

L'arte di guarire (3) di Fabio Rosini

Parte 3: La salute


La salute spirituale non è una condizione statica, ma un cammino dinamico di crescita nella vita nuova come figli di Dio. La vera maturità consiste nella custodia del cuore, un'arte quotidiana di discernimento che richiede umiltà per riconoscere i propri limiti e circoncidere costantemente il cuore dalla stoltezza. La pace non è assenza di problemi, ma la capacità di cercare la Grazia dentro le difficoltà. Riscoprendo la propria unicità e creatività nell'amare, l'uomo guarito abbandona il disprezzo di sé. Sceglie la misericordia, la comunione e la gratitudine, camminando con fiducia verso la vita piena per cui è stato creato.


lunedì 3 agosto 2026

L'arte di guarire (2) di Fabio Rosini

Parte 2: La guarigione


La guarigione autentica comincia dall'ascolto della Parola, che contrasta le menzogne interiori e accende la Grazia. Per guarire, però, la fede non può restare un'idea astratta: necessita di un contatto reale e corporeo con Cristo, vivo nella Chiesa, nei sacramenti e nella comunione con i fratelli. Come l'emorroissa che tocca il mantello di Gesù, l'uomo deve superare la vergogna, aprirsi alla relazione e lasciarsi trasformare dall'amore incondizionato del Padre. Il percorso richiede di narrare la propria storia con gratitudine e testimonianza, trasformando il dolore in un incontro personale con il Signore, l'unico in grado di riscattare la vita.


L'arte di guarire (1) di Fabio Rosini

Parte 1: La diagnosi


La vera malattia spirituale nasce dall’ascolto delle menzogne interiori e delle illusioni del mondo, che distorcono la realtà e isolano l'anima. Il male si insinua attraverso la suggestione e il dialogo con i pensieri oscuri, conducendo al consenso e alle passioni distruttive. Questo inganno genera una profonda sofferenza affettiva e l'incapacità di amare, lasciando l'uomo prigioniero di paure, falsi idoli e strategie difensive. Cercare soluzioni puramente umane è inutile e deludente. Per iniziare a guarire, occorre riconoscere la propria povertà, mettere in discussione le proprie certezze ed essere disposti a mettere a nudo il proprio cuore bisognoso.


L'arte di guarire di don Fabio Rosini

Ci sono ferite che il tempo non cura e per le quali le ricette umane si rivelano del tutto inefficaci. Nel suo libro L'arte di guarire, don Fabio Rosini prende per mano il lettore e lo conduce all'interno di un viaggio di risanamento profondo, specchiandosi nella celebre vicenda evangelica della donna emorroissa. Il testo non è un trattato teologico astratto, ma un vero manuale per l'anima, capace di mostrare come la nostra vita possa rinascere anche quando pensiamo sia ormai segnata dal limite o dal fallimento.




Il percorso si apre con una diagnosi spietata ma illuminante della nostra sofferenza: la malattia dell'affettività. Spesso il vero dramma non risiede nelle nostre azioni, ma nelle menzogne interiori a cui continuiamo a dare ascolto. Nutrendo suggestioni e pensieri oscuri, finiamo per cedere al consenso e alle passioni, arrivando a viverci come orfani che devono disperatamente meritarsi il diritto di esistere. Ci incateniamo così a falsi idoli e a strategie difensive che ci isolano dal mondo.


La svolta avviene quando accettiamo di fare silenzio e di metterci in ascolto di una Parola diversa. La guarigione nasce proprio dall'ascolto, ma non può arrestarsi a un'idea teorica. La fede ha bisogno di corpo, di relazione e di vicinanza. Come l'emorroissa che trova la forza di farsi strada nella folla per toccare il mantello di Gesù, anche noi guariamo solo entrando in un contatto concreto e reale con Cristo, presente nella Chiesa, nei sacramenti e nella comunione con i fratelli.


Toccare la vita significa uscire dal nascondiglio della vergogna e accettare un incontro personale che ci restituisce la nostra dignità di figli amati incondizionatamente.


Questa trasformazione richiede poi di essere raccontata. Narrare la propria storia con gratitudine e consapevolezza diventa l'antidoto definitivo al buio del cuore, poiché trasforma anche il dolore e i peccati passati nel luogo in cui abbiamo sperimentato la misericordia.


Tuttavia, guarire una volta non basta. L'ultima e fondamentale tappa del libro riguarda la custodia della salute spirituale, che non è una condizione statica o una vita priva di problemi, ma l'arte quotidiana di camminare verso la pace dentro le difficoltà di ogni giorno. Con grande pragmatismo, Rosini ci ricorda che la maturità spirituale consiste nel permanere nel bene una volta usciti dal male, praticando l'umiltà e il discernimento. Ognuno di noi è chiamato a vivere la propria Fede in modo unico e creativo, senza scimmiottare nessuno, ma facendo risplendere la Grazia all'interno della propria storia personale.


In definitiva, L'arte di guarire è un caloroso invito ad abbandonare la cultura del disprezzo di sé. Smettendo di giudicare i nostri limiti e imparando a guardare noi stessi e gli altri con gli occhi della misericordia, scopriamo che non siamo fatti per la rassegnazione, ma per correre incontro al Signore e riabbracciare pienamente la vita.