La grazia del sacramento perfeziona e arricchisce l'amore degli sposi.
Le virtù del matrimonio sono nell'inno alla carità di San Paolo (1 Cor 13):
pazienza: sopporta ogni cosa, guida gli impulsi, senza aggredire. Avere misericordia, non pretendere rapporti "perfetti".
bontà: l'amore fa il bene degli altri e li promuove, senza ricompense, per il gusto di dare e servire. Ignazio l'amore si deve porre più nelle opere che nelle parole. Non si è aggressivi: ci si deve indignare delle ingiustizie. "Non tramonti il sole sulla vostra ira" (Ef4)
compiacimento: non è tristi/invidiosi/dispiaciuti del bene dell'altro. L'amore ci fa uscire da noi stessi, mentre l'invidia ci rinchiude nell'io. Per essere felici occorre scoprire la propria strada.
umiltà: non ci si vanta, non ci si deve mostrare superiori. Chi ama evita di parlare troppo di sè e di stare al centro. Non è arrogante/orgoglioso, è umile per comprendere scusare e servire. La logica dell'amore cristiano è servire per diventare grandi.
amabilità: essere cortesi e gradevoli nei gesti e nello sguardo, non vuol far soffrire gli altri e non vuole evidenziare i loro difetti. Capaci di parole di incoraggiamento, conforto, consolazione, stimolo. Rallegrarsi del bene e della felicità degli altri: "si è più beati nel dare che nel ricevere" (At20)
generosità e gratuità: non cerca il proprio interesse. E' proprio della carità voler amare che voler essere amati (Tommaso).
perdono "Tutto scusa": no al rancore e alla vendetta, e si comprende la debolezza altrui. Il perdono è auspicabile e possibile, anche se non è facile. La comunione famigliare si conserva col sacrificio e la disponibilità di tutti: esige una pronta e generosa disponibilità di tutti e di ciascuno alla comprensione, alla tolleranza, al perdono, alla riconciliazione. Incolpare gli altri si trasforma in un falso sollievo. C’è bisogno di pregare con la propria storia, di accettare sé stessi, di saper convivere con i propri limiti, e anche di perdonarsi, per poter avere questo medesimo atteggiamento verso gli altri. Ma questo presuppone l’esperienza di essere perdonati da Dio, giustificati gratuitamente e non per i nostri meriti. Non sparlare/diffamare, limitare il giudizio e la "lingua", nel dubbio preferire il silenzio. Parlare bene: non pretendo che il suo amore sia perfetto per apprezzarlo. Mi ama come è e come può, con i suoi limiti, ma il fatto che il suo amore sia imperfetto non significa che sia falso o che non sia reale. È reale, ma limitato e terreno. L’amore convive con l’imperfezione, la scusa, e sa stare in silenzio davanti ai limiti della persona amata.
fiducia e sincerità"tutto crede": no al sospetto, ma aprirsi alla libertà della relazione rinunciando a possedere/controllare.
speranza nel futuro "tutto spera: l'altro può cambiare ma non è detto che lo faccia come noi lo desideriamo ora, in questa vita. Abbiamo la certezza della vita dopo la morte grazie alla resurrezione. Guardare gli altri con sguardo soprannaturale.
sopportazione "tutto sopporta": sopportare le contrarietà, rimanere saldi. L'ideale cristiano è l'amore malgrado tutto, è eroismo tenace: lotta contro il male, il rancore, il disprezzo, le ferite.
