Freud applica questa teoria alle religioni monoteistiche, in particolare all'ebraismo e al cristianesimo, sostenendo che Mosè non fosse ebreo ma un nobile egiziano promotore del monoteismo. Secondo Freud, Mosè fu ucciso dagli ebrei, ripetendo così l'uccisione del padre originario. La successiva religione cristiana, per Freud, è l'evoluzione di questo processo, dove il Figlio prende il posto del Padre, risolvendo simbolicamente il conflitto.
Cantalamessa critica Freud per aver ridotto la religione a una semplice proiezione psicologica, ignorando aspetti fondamentali come la Trinità cristiana. Tuttavia, riconosce che le teorie di Freud hanno stimolato una riflessione più profonda sulla fede, purificandola da concezioni antropomorfiche. In definitiva, per Cantalamessa, il confronto con Freud non mina la fede in Dio Padre, ma la rafforza, sottolineando che la vera radice del desiderio umano di un padre ideale risiede in Dio, non in una proiezione psicologica. La nostalgia del Padre, come evidenziato da Freud, trova una risposta adeguata solo nella paternità divina rivelata nel cristianesimo.