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sabato 28 febbraio 2026

Francesco: Il dito e la luna. La memoria: psicologia o teologia? Rosini + Nembrini

Nel tempo della Quaresima, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, si è aperto un percorso di riflessione dedicato alla figura di San Francesco d'Assisi, a ottocento anni dalla sua morte. Le meditazioni guidate da Fabio Rosini e Franco Nembrini hanno proposto un approccio originale: non una semplice commemorazione spirituale, ma un confronto vivo con l'esperienza umana e cristiana del santo.

L'obiettivo dichiarato è stato chiaro fin dall'inizio: togliere Francesco dalla "nicchia" in cui spesso viene collocato. L'immagine romantica del santo degli uccellini rischia infatti di rendere la sua figura lontana, quasi irraggiungibile. In realtà Francesco è un uomo attraversato da crisi profonde, da cambiamenti radicali e da una domanda esistenziale decisiva. Ed è proprio questa domanda che lo rende contemporaneo.

Il senso del quaresimale: cambiare sguardo

Don Fabio Rosini ha ricordato il significato del quaresimale, una tradizione antica della Chiesa che accompagna il cammino verso la Pasqua attraverso meditazioni sulla conversione. La Quaresima nasce infatti dal percorso dei catecumeni adulti che si preparavano al battesimo: quaranta giorni di purificazione, di passaggio dall'uomo vecchio all'uomo nuovo.

In questo contesto la figura di Francesco diventa uno strumento educativo. Non si tratta semplicemente di studiare un santo, ma di lasciarsi provocare dai suoi testi autentici, liberandosi da letture superficiali o sentimentali.

Rosini introduce un concetto chiave: demistificare Francesco per demistificare noi stessi. Spesso infatti viviamo dentro mezze verità, auto-narrazioni incomplete, immagini di noi costruite più su ciò che vorremmo essere che su ciò che realmente siamo.

La Quaresima diventa allora il tempo per guardare la realtà senza difese.

lunedì 23 febbraio 2026

Gestire le emozioni. Alberto Pellai.

Viviamo in un tempo veloce, che pretende risposte immediate ma ha bisogno di domande profonde. Fermarsi ad ascoltare diventa allora un atto di responsabilità.

Oltre la paura: la presenza come risposta

I social network, la vita mediata dagli schermi e la frammentazione delle relazioni generano spesso nei genitori un senso di smarrimento: temiamo di non capire più i nostri figli, come se nella stessa casa si parlassero linguaggi diversi. Dove diciamo "ti voglio bene", loro percepiscono un'invasione; dove offriamo un consiglio, leggono un giudizio.

La reazione più rischiosa è cercare la "performance genitoriale" perfetta o osservare l'adolescente come un problema da risolvere. L'adolescenza non è un guasto: è un cantiere.

Non serve una tecnica perfetta, ma una presenza stabile. I figli non hanno bisogno di adulti che indichino sempre la strada, ma di adulti che restino, testimoniando una certezza semplice: vale la pena vivere, e vale la pena farlo insieme.

https://www.youtube.com/live/rxOhmgcnMU0?si=yeiuNiNj6Z1shuXP

martedì 17 febbraio 2026

La scuola delle emozioni. Stefano Rossi

Nel seminario La scuola delle emozioni, Stefano Rossi analizza la crisi educativa contemporanea partendo da un'immagine potente: l'"evaporazione della pedana". Un tempo l'insegnante era collocato su una pedana simbolica che gli garantiva autorevolezza aprioristica, fondata su un mondo verticale, strutturato da valori condivisi e da un sistema morale centrato sul senso di colpa. Oggi quella verticalità è crollata: viviamo in una società orizzontale in cui ogni individuo aspira a "farsi Dio", cercando affermazione e visibilità. L'autorevolezza non è più garantita dal ruolo, ma deve essere costruita nella relazione.

domenica 15 febbraio 2026

Difendi la tua fede. Manuale di apologetica razionale.

Alessandro Franchi, autore del libro Difendi la tua fede. Manuale di apologetica razionale, affronta il tema del rapporto tra cristianesimo e relativismo, sostenendo che credere non significa rinunciare alla ragione, ma usarla pienamente.

Secondo Franchi, la fede cristiana va "difesa" perché si fonda su un evento straordinario: Dio non solo esiste, ma si è incarnato nella storia. Un'affermazione così dirompente richiede motivazioni ed evidenze adeguate. Anche nell'epoca della scienza, della tecnologia e dell'interconnessione globale, il bisogno umano di senso e salvezza rimane immutato; ciò che è cambiato sono gli ostacoli culturali tra l'uomo e Dio. È qui che si colloca l'apologetica, intesa come impegno a offrire ragioni della fede.