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domenica 3 novembre 2024

Verità e relativismo, la sfida impossibile. Severino.

Emanuele Severino in questo articolo approfondisce il dibattito contemporaneo sul relativismo e la verità. L'autore sostiene che il relativismo contemporaneo, sebbene si fondi su un'idea di conoscenza fallibile e congetturale (come sostenuto da Popper), nasconde una convinzione più radicale: la negazione di un'Essere assoluto e di qualsiasi verità immutabile. Severino traccia una linea di demarcazione tra il relativismo superficiale, che spesso si contraddice affermando la relatività anche della propria affermazione, e un relativismo più radicale, che trova le sue radici nella filosofia di Nietzsche. Quest'ultimo, partendo dal presupposto dell'eterno mutamento del mondo, conclude che non esiste una verità assoluta al di là di questo mutamento. L'autore critica sia il relativismo che l'antirelativismo tradizionale. Quest'ultimo, pur ammettendo il mutamento del mondo, postula l'esistenza di un Essere eterno e immutabile, una posizione che Severino ritiene ormai insostenibile.

domenica 20 ottobre 2024

Fede, Ragione e Natura Umana secondo Vittorio Possenti

Il testo presenta un dialogo con il filosofo Vittorio Possenti, incentrato sui temi della fede, della ragione e della natura umana. 

Possenti, un profondo conoscitore del pensiero di Tommaso d'Aquino, sottolinea l'importanza della coesistenza e della collaborazione tra fede e ragione, due "ali" che ci permettono di elevarci verso la conoscenza della verità.La verità come fondamento.

La verità, secondo Possenti, è un concetto fondamentale e irrinunciabile per l'uomo. 
Nonostante le sfide poste dal relativismo e dalla post-verità, la ricerca della verità rimane un'inclinazione naturale dell'essere umano. 
Il filosofo sottolinea come la diffusione di notizie false e la manipolazione dell'informazione minaccino la convivenza sociale e l'educazione delle nuove generazioni.

Il tema della libertà è strettamente legato a quello della verità. L'uomo è libero per natura, ma questa libertà deve essere esercitata in conformità alla verità. 
La vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nell'orientarsi verso il bene e il giusto. 
La verità, dunque, non è un limite alla libertà, ma ne è piuttosto un fondamento e una guida.

Possenti critica la visione riduzionistica della natura umana, che la limita alla sola dimensione biologica. 
L'essere umano, secondo il filosofo, è un essere spirituale, dotato di ragione e di libertà, che trascende la natura. 

La natura umana è caratterizzata da una serie di tratti distintivi, come la capacità di pensare, di amare, di creare e di cercare il significato della vita.
Vivere secondo natura significa vivere secondo ragione, ovvero orientare le proprie azioni verso il bene e la perfezione. 
La natura umana è un dinamismo che spinge l'uomo verso la realizzazione di sé e alla costruzione di una società giusta e armoniosa.

Il dialogo con Vittorio Possenti offre una riflessione profonda sui temi della fede, della ragione e della natura umana. 
Il filosofo ci invita a riscoprire il valore della verità e della libertà, e a impegnarci per costruire una società fondata sulla giustizia e sulla solidarietà.
Il pensiero di Possenti ci invita a superare le divisioni e le contrapposizioni, e a cercare un'armonia tra i diversi aspetti della nostra esistenza.

sabato 3 agosto 2013

Lumen Fidei: la luce della fede.





La fede è un dono di Dio, che ha mandato il Figlio.
Essa nasce dall'incontro con Dio, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo contare.

La centralità della figura di Gesù. Tutto inizia da Gesù che, venuto come luce, ha sconfitto la morte. La luce di Gesù viene dal futuro e schiude davanti a noi orizzonti grandi, irradiando l’intera esistenza dell’uomo. La fede cristiana è incentrata in Lui, che è il sì definitivo a tutte le promesse, è la prova della piena affidabilità di Dio, è l’amore pieno presentato sulla croce.
Nell'epoca moderna la fede è considerata come un’illusione, un opposizione al cercare, è associata al buio (oscurantista), come un salto nel vuoto. Tuttavia, da quando l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce (o verità) grande, per accontentarsi di luci piccole e brevi, tutto è diventato confuso, cupo, buio.
L’uomo ha bisogno di luce, e questa luce è portata dalla gioia della fede.

domenica 23 agosto 2009

La Ricerca della Verità e la capacità di Ascoltare.

Fin da quando andavo a scuola il mio cruccio era capire chi avesse realmente ragione, dove fosse la verità. Ad esempio per fare una ricerca sullo stesso argomento storico, utilizzavo due libri. Nel leggere le argomentazioni capivo che la stessa storia potesse essere scritta in diversi modi, e certi episodi potessero essere raccontati più o meno approfonditamente. Così la mia ricerca diventava lunghissima, mandando al diavolo la sinteticità richiesta dalla consegna.

Finita la scuola, la “sete” di verità è rimasta, però ero a quel punto “libero” di utilizzare le fonti che più mi interessavano, non certamente proposti dalla didattica scolastica. Anche qui una profonda vastità di argomentazioni e quindi di ragioni nascenti dallo stesso argomento. Questa”sete” derivava anche dal fatto di crearmi una “mia” idea, un mio punto di vista sulle cose che mi accadono intorno. Allora che fare? Dov’è la verità?

Il mio percorso di vita non mi ha ancora portato ad una conclusione (per fortuna! vuol dire che ho ancora voglia di confrontarmi): la ricerca quindi continua. Escludendo gli estremismi ideologici di destra e di sinistra, ho appurato che c’è verità dove c’è ascolto, e dove c’è ascolto c’è verità. Ascolto delle “verità” di tutti. Negli estremismi questa capacità di ascolto non c’è. Lo ammetto: ho una mia idea politica, ma non per questo ritengo pregiudizialmente sbagliate le idee degli altri schieramenti, non posso non trovare delle verità presenti nei discorsi degli "altri". Le verità sono presenti in tutti.

In Italia percepisco un grande incapacità all’ascolto: ma non lo vedo solo in TV e in Parlamento. Lo vedo nella gente comune: nell’operaio e nell’intellettuale. Infatti è molto più facile litigare, che cercare la “pace”. Vedendo questo comportamento della gente, non mi stupisco quindi che i nostri rappresentanti siano incapaci di “assorbire” la voce delle persone.

Mi stupisco ancora come nel 1946 si sia arrivati ad un accordo sulla nostra Costituzione, con ideologie e personaggi così diversi. Allora però c’era voglia di far rinascere questa nostra bella Italia.

Manca l’ascolto, dicevo, senza il quale non si arriva alla verità. Con questa base la storia e tutte le attività umane sono passibili di strumentalizzazioni: ognuno usa la “sua” storia per il suo interesse. L’unità di Italia, la Resistenza, gli Anni di Piombo, Tangentopoli, ecc. saranno sempre avvenimenti storici da poter “depredare” per l’uno o per l’altro interesse. A 150 anni dall’ Unità di Italia, a 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, si cerca ancora la verità e lo si continuerà fare, ognuno con le sue ragioni. Se non si rispetta il pensiero dell’altro, se si pensa di avere la verità in tasca, se si rimane rinchiusi in “compartimenti stagni”, allora la nostra cara Italia non andrà mai da nessuna parte, e si troverà sempre più in difficoltà a dare risposte alle prossime generazioni.