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mercoledì 15 aprile 2026

Patì sotto Ponzio Pilato? Messori

C’è un momento in cui la fede smette di essere un’eredità tranquilla, quasi un’abitudine ricevuta, e diventa una questione bruciante. Non più “ci credo perché si è sempre fatto”, ma: è vero oppure no? È accaduto davvero ciò che i Vangeli raccontano?

Perché se davvero Gesù Cristo ha sofferto sotto Ponzio Pilato, se è morto davvero, se è risorto davvero, allora non siamo davanti a una narrazione edificante, ma al fatto più sconvolgente della storia. Se invece non è accaduto, allora l’onestà impone di dirlo fino in fondo: la fede si ridurrebbe a un grande racconto simbolico, forse nobile, ma non decisivo.

sabato 4 aprile 2026

​È morto Vittorio Messori: il cronista della fede e della ragione.


La morte di Vittorio Messori, avvenuta il 3 aprile 2026 nella sua casa di Desenzano sul Garda, segna la chiusura di una stagione culturale che difficilmente troverà eredi diretti. Non si tratta soltanto della scomparsa di uno scrittore di successo o di un giornalista brillante: con lui se ne va una figura che ha incarnato – nel bene e nel male – il tentativo più sistematico, nel secondo Novecento italiano, di riportare il cristianesimo dentro il dibattito pubblico come questione razionale, storica e quindi inevitabilmente controversa.

Messori non è stato semplicemente un “apologeta”. È stato, piuttosto, un provocatore intellettuale che ha costretto credenti e non credenti a misurarsi con una domanda radicale: il cristianesimo è vero?



sabato 26 luglio 2025

Rapporto sulla fede. #BenedettoXVI #Messori.

Alcuni passi tratti dal libro intervista del 1985:


« Non sono i cristiani che si oppongono al mondo. È il mondo che si oppone a loro quando è proclamata la verità su Dio, su Cristo, sull'uomo. Il mondo si rivolta quando il peccato e la grazia sono chiamati con il loro nome. Dopo la fase delle "aperture" indiscriminate, è tempo che il cristiano ritrovi la consapevolezza di appartenere a una minoranza e di essere spesso in contrasto con ciò che è ovvio, logico, naturale per quello che il Nuovo Testamento chiama — e non certo in senso positivo — "lo spirito mondano". È tempo di ritrovare il coraggio dell'anticonformismo, la capacità di opporsi, di denunciare molte delle tendenze della cultura circostante, rinunciando a certa euforica solidarietà post-conciliare ».

« In questa visione soggettiva della teologia, il dogma è spesso considerato come una gabbia intollerabile, un attentato alla libertà del singolo studioso. Si è perso di vista il fatto che la definizione dogmatica è, invece, un servizio alla verità, un dono offerto ai credenti dall'autorità voluta da Dio. I dogmi — ha detto qualcuno — non sono muraglie che ci impediscano di vedere; ma, al contrario, sono finestre aperte sull'infinito ».

lunedì 25 novembre 2024

Deus absconditus. Messori e Pascal.

«Sappiamo che giocare a nascondino sembra essere l'enigmatica strategia del Dio in cui credono i cristiani. È un Dio che bisogna cercare "attraverso ombre ed enigmi", per dirla con la Scrittura stessa. Non a caso, questo nostro lavoro ha assunto l'aspetto di un'inchiesta condotta con l'esame di indizi, spesso come di "impronte digitali", lasciate da Qualcuno che "ha sparso abbastanza luce per chi vuol credere, ma anche abbastanza buio per chi non vuole credere", secondo le parole di quel detective d'eccezione che fu Blaise Pascal e che molto intuì sui segreti del Deus absconditus.»

sabato 31 agosto 2024

VITTORIO MESSORI: «E ADESSO SCOMMETTO SULLA MORTE PERCHÉ SO IN CHI HO CREDUTO»

Corriere della Sera, 2 marzo 2021 di Stefano Lorenzetto

Lasciando la direzione del Foglio, Giuliano Ferrara spiegò che «a 63 anni bisogna imparare a morire». Vittorio Messori si è portato avanti con i compiti da quando ne aveva 41 ed è prossimo a compierne 80 in questo 2021. «Problemi al cuore. Ma va bene così. Sono crollato proprio qua», si lascia sfuggire elusivo, e non vuole aggiungere una sola parola. «Qua» è il suo pensatoio dentro l'abbazia benedettina di Maguzzano, affacciata dal IX secolo sul lago di Garda, in cui visse Merlin Cocai, alias Teofilo Folengo. Lo scrittore è certo che le due stanzette, intasate da 15.000 libri, gli furono concesse in comodato d'uso grazie all'intercessione celeste di don Giovanni Calabria, un prete ritenuto matto perché confidava solo nella divina provvidenza, e infatti fu sottoposto a quattro sedute di elettroshock. Invece era santo, come sancì Giovanni Paolo II nel 1999. Messori anticipò il precetto ferrariano con Scommessa sulla morte, uscito nel 1982 sull'onda del successo (1 milione di copie, 26 traduzioni) di Ipotesi su Gesù, scritto dopo la conversione al cattolicesimo. «Ora che si avvicina il momento di passare all'altra vita, ho deciso di donare questa biblioteca e quella di casa a un'associazione di teologia. Ho già dettato l'iscrizione per la lapide sulla tomba».

lunedì 2 novembre 2015

Il riflessione di Messori su #gender e #ideologie - Vivaio Luglio 2015

La  teoria detta  del gender [...] non è che una delle più recenti ideologie , una delle tante che si sono susseguite in Occidente  dal Settecento e che sono sparite dopo essere state scambiate per autentiche rivelazioni. 

Mi tornava in mente, proprio in questi giorni , l'ultimo Sartre: << Dopo il marxismo, nulla>>, nel senso che lo schema del vecchio Karl era secondo lui il segreto definitivo del mondo e della storia. Abbiamo visto come è andata a finire. Le ideologie hanno sempre lasciato dietro di sé dei danni, degli inquinamenti, in ogni caso alla fine sono state tutte  archiviate a forza, perché lo schema creato da intellettuali teorici non ha retto alla prova della realtà. La quale è sempre più complessa e più tenace di quanto non sappiano e non prevedano  gli ideologi.

martedì 11 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (14/14). Lo scontro con l'oggi.

 Il cristianesimo è la sola religione che ha creato quella teologia che si propone di dimostrare i fondamenti razionali e storici della fede (apologetica). 
  • “L’intelligenza è amica della fede” Vat II.
Abbiamo tutti rispetto per le religioni non cristiane però il monoteismo non è il fondo comune su cui si fondano le religioni (ritenute nella sostanza identiche). Siamo convinti che il cristianesimo sia diverso. Il Dio di Gesù è diverso dalle costruzioni umane e l’uomo per conoscerlo ha avuto bisogno della rivelazione. Ma cosa succederà quando la critica aggressiva investirà le altre religioni? Il cristianesimo sembra aver retto ed esserne addirittura rafforzato.
  • Pascal: “la differenza è che Maometto impone il credo uccidendo (jihad), mentre Gesù si lascia uccidere”. 
L’Islam per difendersi sembra chiudersi in sé, e le leggi del corano sono legge dello stato. Non esiste laicità. Nuova linfa al cristianesimo è stata data quando si è liberato dalla commistione con il potere. 

Il cristiano non verrà mai a patti col sincretismo (conciliare in sintesi le religioni)

Il cristianesimo oltre ad una religione è una rivelazione sufficiente e definitiva di Dio. Al centro vi è la notizia che Gesù non è venuto per aggiungere qualcosa al patrimonio religioso dell’umanità, ma per riconciliare il mondo a sé e a Dio. 
Dio “ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito” e lo ha consegnato nelle mani dell’uomo affinché lo uccidesse ma lo testimoniasse nella storia. 
  • "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio  l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.  (Filippesi 2, 5 )

lunedì 10 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (13/14). La novità divina portata da Gesù.

Il cristianesimo è l’unica religione che introduce:
- il concetto dell’amore per i nemici
- il concetto della salvezza per tutti, non solo per i credenti. 
La condizione per la salvezza non è l’ideologia, ma il comportamento: si salva chi avrà concretamente amato. Non è necessario confessare un credo, ma basta mostrare nella solidarietà la propria umanità. 
Per gli ebrei, del tempo di Gesù, per salvarsi era necessario credere in Dio e sottomettersi ad un complicato formalismo. 

Se le prime comunità hanno creato artificialmente questi concetti, non lo hanno certo fatto per interesse proprio. Dire che è l’amore che salva significa compromettere l’azione missionaria (perché far parte di una comunità, se posso salvarmi da solo?). Una volta per tutte emerge che i redattori dei vangeli furono costretti a riferire una dottrina che non poteva essere loro: troppo scomoda e autolesionista.

I cristiani nella storia hanno sbagliato: scordandosi l’insegnamento di Gesù, hanno fatto guerre per diffondere la fede.

Gesù sconvolge i valori sacri per l’ebraismo: rispetto per i morti e la famiglia, e ha un atteggiamento positivo verso donne e bambini. Inoltre non rispetta il sabato e le prescrizioni sui cibi. Per la società ebraica era un corpo estraneo. Gesù mangia e beve senza problemi, e in più con compagnie equivoche (l’opposto di Giovanni Battista, solo nel deserto a mangiare cavallette), non rispetta il prototipo del profeta modello. Gesù non è un negatore della gioia.

venerdì 7 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (12/14). Gesù e il suo Vangelo hanno vinto la prova della storia.

Da dove vieni? La riflessione sul NT non è limitata solo alla risoluzione dell’enigma storico di Gesù e del cristianesimo. Il centro della riflessione è affrontare il problema, non ancora esaurito, di un insegnamento e di un etica. Una dopo l’altra tramontano le ideologie (le religioni create dall'uomo), mentre la sensibilità moderna trova nel cristianesimo un punto di riferimento. In 20 secoli questo messaggio ha avuto una rilevanza storica e un’universalità unica nel tempo e nello spazio. Innumerevoli e terribili sono i problemi che impegnano un cristiano che rifletta sulla propria fede. 
  • Gesù è un mistero che illumina, mistero che sembra inconcepibile all'uomo, ma l’uomo senza quel mistero è ancora più incomprensibile (Pascal).
Il Vangelo è usato dalla Chiesa, ma anche da coloro che hanno voluto denunciare e combattere le ingiustizie. Il messaggio evangelico è vario e pieno di potenzialità, e una vergognosa testimonianza di ciò è la divisione tra i cristiani.

La fede in Gesù è sopravvissuta nonostante l’ateismo scientifico (che esclude la dimensione religiosa), le ideologie e le filosofie di ogni tempo. In questo senso il Vangelo non è mai diventato un classico. Ogni insegnamento può essere riletto in chiave attuale.  

Rispetto alle altre religioni, il Cristianesimo non è rimasto legato ad un popolo (ebrei) , ad una  zona (i tropici - islam), non è frutto di cultura (induismo, confucianesimo, buddismo), o di tradizione (shintoismo). L’uomo che si propone di imitare Gesù non è bello e virtuoso (mitologia greca), non è guerriero (romani e shintoisti), non è giusto (ebrei), non è asceta (induisti), non è lo schiavo di Allah (islam), ma è santo.

giovedì 6 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (11/14). Il mito e la storia.

 Le ipotesi critiche si scontrano sul come ha potuto un uomo essere divinizzato in ambiente ebraico. Mentre le ipotesi mitiche, che presuppongono che episodi ed insegnamenti dei Vangeli sarebbero leggendari, si scontrano sul come una leggenda si è rivelata sempre più esatta e storicamente documentata. Questo problema si è ingigantito con il progresso delle conoscenze sull'antico Israele. Le scuole mitologiche davano per scontato un autore anonimo, fanatico, esaltato, che ha elaborato un romanzo rigoroso, forzando la realtà storica della chiesa primitiva. 

In 50 anni di studi in Palestina, Padre Lagrange ha confrontato ogni particolare dei vangeli con la realtà dei costumi, della storia e dell'archeologia, afferma che non esistono obiezioni alla veridicità dei Vangeli e che tutti i particolari trovano un riscontro preciso e scientifico. 
  • L’orientalista sir Rowlin: “il cristianesimo si distingue dalle altre religioni del mondo per il suo carattere storico”. 
Infatti  con i Vangeli è possibile ricostruire buona parte del quadro botanico dell’antica Palestina. 

I Vangeli derivano dalla predicazione degli apostoli, a cui premeva annunciare vita, morte e resurrezione di Gesù, tutto il resto era secondario. 

Si è arrivato al paradosso dei sapienti che respingono l’essenziale dei testi e ammettono che l’accessorio merita piena fiducia. Secondo loro, quei libri non sarebbero da considerare quando parlano di fede, mentre sono attendibili per disegnare la cornice storica, sociale e geografica... 

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (10/14). I silenzi inspiegabili dei Vangeli.

Qual'era l'aspetto fisico di Gesù?
Perché i Vangeli riportano solo la vita pubblica di Gesù (a parte Luca e Matteo che raccontano gli episodi della nascita e della "fuga nel tempio"? Tra l'altro questo episodio dava una pessima opinione sulla famiglia incurante e sul figlio ribelle all'autorità.

Tante sono i particolari non raccontati dai Vangeli. A molti interrogativi danno risposta gli apocrifi, in cui sono presenti mirabolanti storie dell’infanzia di Gesù. Gli apocrifi, così, sono perfettamente in linea con la mitologia religiosa dell’epoca, mentre i Vangeli sembrano nascere dall'urgenza di presentare la buona novella, ovvero ciò che interessa è lanciare il kerygma (passione, morte e resurrezione del Messia tanto atteso): tutto il resto è accessorio rispetto a colui che ha patito ma vinto la morte. 

E’ secco e stringato il cronista che racconta fatti che riconosce veri: rispetto al trauma appena vissuto, tutto il resto perde di significato. Inoltre, nel raccontare, l’uomo è tanto più verboso ed esagerato proprio quando è meno certo di quel che dice. Nel diffondere la fede i particolari non servono. 

lunedì 3 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (9/14). Gli imbarazzi dei Vangeli, prova di autenticità.

Puntare il dito sulle discordanze dei Vangeli non porta a nulla. Se una religione è creata su misura perché lasciare delle differenze? Perché non correggerle? 
La chiesa ha sempre considerato immodificabili i vangeli. Interpreta, ma non tocca i testi.

Perché inserire nella genealogia delle donne? Per di più peccatrici. Per la società di allora era impensabile, vista la considerazione della donna, quindi perché mai i nuovi credenti si sarebbero dovuti complicare la vita? Tamar (incesto), Raab (prostituta), Ruth (pagana), Betsabea (adultera), fino a Maria (vergine). 

La genealogia serviva a dimostrare che Gesù discendeva da Davide, anche se quel ramo di discendenza era decaduto. Perché si sarebbe creata una religione, su un Gesù la cui genealogia è decaduta e piena di scandali? Perché è chiamato Gesù, nome diffusissimo all'epoca, e non ha un nome leggendario? Perché predicare una religione rischiando la propria vita? 

La predicazione di questo Messia non era libera di inventare, perché nata in un ambiente a lei ostile e critico subito dopo la morte e resurrezione. 

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (8/14). #Kerygma e #Vangeli.

Per gli ebrei (come per i musulmani) era impossibile associare YHWH ad un uomo: è una bestemmia. Ulteriori aggravanti: nato da donna e proclama di bere il sangue... Come ha fatto l’ebreo Paolo a convertirsi?

Gesù è il solo ebreo che gli ebrei abbiano adorato, e inoltre lo hanno annunciato ai pagani. 
E' quindi impensabile che Gesù fosse "frutto di allucinazioni" o "creato a tavolino":  era da "matti" definirsi figlio di Dio in Galilea e diffondere una storia del genere. I discepoli erano anch'essi ebrei e per quale motivo sarebbero andati contro ad una tradizione millenaria, sfidando le istituzioni ebraiche e rischiando la morte? (es. Stefano). I discepoli di Gesù non potevano aver compiuto un’azione di divinizzazione con tale naturalezza, visti i rischi dell'autorità ebraica e romana. Come hanno fatto a superare la delusione della crocifissione, trasformandola in offensiva vittoria? I critici non sanno rispondere.

domenica 2 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (7/14). Il mistero della nascita del cristianesimo.

Come si fa a fare ricerca scientifica se i documenti sono inattendibili? 
Qual è il metro di giudizio per decretare l’attendibilità di un episodio? 
Non esiste, ogni studioso crea il suo. 

Ad esempio, molti studiosi scartano a priori i miracoli: “è falso perché è impossibile”, è vero solo ciò che è naturale. 

Ma negare a priori è un metodo contrario allo spirito scientifico. La scienza progredisce assimilando esperienze reputate in precedenza impensabili. Uno scienziato che filtra i fatti diventa un filosofo. 

Non importa arrivare a spiegare i miracoli, ma occorre coglierne il significato, la provocazione. Chi parte da miracoli o dai punti della dottrina attribuita a Gesù per spiegare i Vangeli, finisce in un vicolo cieco. Le origini del cristianesimo vanno vagliate senza pregiudizi. 
  • Novalis: “Il Dio diventato uomo, può farsi anche pane e vino”. 
Gesù appare come il mistero di un uomo che appartiene alla storia ma sembra superarla. 

venerdì 31 gennaio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (6/14). Il problema Gesù: tra critica, mito e fede.

Guitton afferma che ci sono 3 soluzioni al problema Gesù:
1) Critica o storica (per negare)
2) Mitica (per negare)
3) Fede (per affermare)

La soluzione critica vede la presenza nella storia di Gesù, un uomo eccezionale, ma non soprannaturale. Inoltre è difficile ricostruirne la storia perché i vangeli sono documenti di fede. Certo è che Gesù dopo la sua morte è stato divinizzato da discepoli che gli attribuirono miracoli e resurrezione dai morti: forse fu un predicatore, forse un esaltato, forse illuse i discepoli. E' la critica che deve tentare di capire cosa c’è di storico nei vangeli (a cui vengono eliminati i riferimenti soprannaturali). Per questa soluzione il Cristo della fede non è che l’abbellimento del Cristo storico. Gesù è un uomo progressivamente divinizzato.

La soluzione mitica sostituisce alla storia di Gesù accettata dai critici, l’ipotesi del mito di Gesù: non c’è un uomo, ma una leggenda di un Dio che si fa uomo, muore e risorge per la salvezza degli uomini. La storia di Gesù non è certa o addirittura  è stato inventato tutto. Ciò che importa di Gesù è il mito che incarna (Bultmann, teologo mitologico), ovvero la fede non cambierebbe se si scoprisse che Gesù non è esistito. Ciò che importa non è la storia ma il mito. Gesù è un Dio progressivamente umanizzato.

giovedì 30 gennaio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (5/14). Le profezie e le attese messianiche.

  • “Come si è felici di scoprire un po’ di luce in tanta oscurità” Pascal.
E’ possibile che sia stato predetto colui che i cristiani riconobbero come il Cristo annunciato dai profeti? La Bibbia non è un calendario cifrato, però con ragione e cautela ci si può avventurare alla ricerca del Dio nascosto. Nell'Israele del I secolo si dava per scontato che, in quel tempo, sarebbe sorto in Giudea il dominatore del mondo. Infatti nel 66-70 dC gli Ebrei sfidarono i Romani, i quali poi distrussero Gerusalemme. Ma perché Israele attendeva il suo Messia proprio nel periodo in cui apparve Gesù? Quel secolo per gli ebrei portò certezza per chi riconobbe Gesù e delusione in chi non riconobbe alcun candidato (su questa delusione i sacerdoti e i dotti cambiarono le interpretazioni dei loro antenati sul I sec.) 
  • Il messianesimo ebraico si trasforma dall'attesa di un uomo all'idea dell’avvenire, verso l’effettuarsi della giustizia e della religione nella storia. Il travaglio umano dovrà confluire in un’alba di redenzione in cui il male non regnerà. Non più la persona, ma il tempo e il fatto contano. Il Messia viene continuamente” (Dante Lattes, studio ebreo contemporaneo).

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (4/14). Il compimento delle profezie.

Per i cristiani solo il vangelo è la chiave per capire gli annunci messianici della Bibbia ebraica. 
  • 1945 Zolli, rabbino di Roma, convertito al cristianesimo:  “l’Antico Testamento sembrava un telegramma cifrato inviato agli uomini. Il cifrario è Cristo”. 
Ez 34/36 Is 66. L’unica cosa che non è mai espressa è che Dio si facesse uomo. Aldilà della fede è innegabile che sul piano oggettivo della storia la dinamica prevista dai profeti millenni fa si è realizzata. Israele ha passato il suo predominio religioso ad un popolo che da lui è sorto e si è allargato sino agli estremi confini della terra. L’Antico Testamento annuncia un nuovo patto (Geremia 31): dopo Gesù non c’è più stato bisogno di profeti perché Dio è sceso in campo. 

L’ AT riprende più volte il popolo eletto accusandolo di cecità, di non saper leggere i messaggi della Scrittura (Paolo usa le stesse parole). Per Pascal Israele è il popolo che custodisce le profezie, fondamentali per i cristiani (Michea 4-5).
  •  Maritain: “Contro l’ebreo si esprime l’odio di un mondo che non vuole essere segnato dalle ferite di Adamo, l’odio dell’uomo contro se stesso, le sue radici, il suo destino”. 

mercoledì 29 gennaio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (3/14). Cristiani ed Ebrei: Gesù stesso era ebreo.

I primi cristiani erano ebrei convertiti. 
Gli ebrei della Palestina sono i primi che hanno accolto Gesù. 
Gesù stesso era ebreo. 
Le due fedi sono intimamente legate e dirsi anti-ebraico è come dire anti-cristiano: Cristo non è cristiano. E' assurdo quindi l’antisemitismo nato nel cristianesimo. Per i primi convertiti non si trattava di una nuova religione, ma lo sbocco naturale dell’antica fede basata sulle rivelazioni delle Scritture. Il non esaminare assieme la Scrittura ha portato ad un solco tra le due religioni. Si sono create due ipotesi: 
1) data l’evidenza delle profezie perché tutti gli ebrei non si sono convertiti? (creduloni cristiani-pagani che hanno interpretato le scritture); 
2) Gesù è stato divinizzato da alcuni ebrei (creduloni ebrei). 


Qual è l’ipotesi giusta sull'origine del cristianesimo? Nessuno può dire che le profezie dell'AT diano state manipolate dai cristiani, perché gli ebrei hanno custodito gelosamente la scrittura. Per fortuna che ci sono gli ebrei, che non si sono convertiti tutti, che non sono stati sterminati: così abbiamo fonti non di parte o sospette. Il libro di Isaia, trovato Qumran 1947, scritto nel I sec aC è uguale a quello della Bibbia. La fede giudaica è garante di quella cristiana. 


Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (2/14). Il Dio dei filosofi e degli scienziati non dà amore.

Dio è nascosto, e scienza e filosofia non sono strumenti validi per raggiungerlo: solo il dono della rivelazione è valido. Il giudeo-cristianesimo incarna la sua fede nella storia, vista come il terreno dove Dio e l’uomo si cercano e si incontrano (ad esempio per l’Islam, Allah è evidente e l’ateismo è incomprensibile). Nel cristianesimo natura ed esistenza di Dio costituiscono un problema, e il suo nascondersi fa parte della fede. 
  • Questo permette che “ci sia abbastanza luce per chi vuol credere ma abbastanza buio per chi non vuole credere” e “se non ci fosse oscurità, l’uomo non vedrebbe la sua miseria, se non ci fosse luce non spererebbe nella salvezza”. (Pascal)
Sembra che Dio non voglia salvare l’uomo senza l’uomo. Se Dio fosse evidente l’uomo non sarebbe libero e non si occuperebbe delle cose della terra e degli uomini. Nessuno ha amore più grande di colui che rispetta la libertà dell’altro e ogni uomo può scegliersi il proprio destino. Si instaura così un rapporto di libertà e non di necessità. 

Il cristianesimo dà diritto di cittadinanza all'ateismo. Dio si è avvolto di ombra per rendere la fede più appassionata, e lascia libertà di azione alla sua misericordia nei confronti di chi non crede. Per le scritture Dio è una persona, la quale per sua natura va alla ricerca delle altre persone, per scoprirsi e conoscersi, per avere un rapporto, un incontro, che presuppone l'auto-rivelazione e la fiducia (fede >> incontro Dio-uomo). 

Per un cristiano non basta dire che Dio esiste per conoscerlo, altrimenti saremmo come i musulmani (islam = sottomissione) e questo "tipo" di Dio non si può chiamare padre. Per conoscere Dio non basta accumulare dimostrazioni: la scienza fa a meno di Lui. Gesù rivela un Dio che prima di tutto è amore. Gesù introduce un concetto di divinità il cui simbolo terreno non è il re ma lo schiavo, il servitore. Dio si fa servo per amore e soltanto guardando a Gesù si guarda a Dio. Sarebbe un errore teologico partire dal concetto umano di Dio per spiegare il Dio di Gesù (in questo modo Dio diventa qualcosa da plasmare a proprio piacimento), anziché partire da Gesù per capire Dio. Per conoscere Dio occorre porsi in una posizione di ricerca e di fiducia. Anche in Gesù (falegname, servo, morte, croce) Dio si nasconde, e non si manifesta come l’uomo vorrebbe.