Cerca nel blog

mercoledì 14 ottobre 2026

Solo l'amore crea. Le opere di misericordia spirituale (Parte I) Fabio Rosini

Solo l'amore crea mostra come la Misericordia liberi dall'individualismo e risponda al bisogno più profondo dell'uomo: dare senso al cuore e superare la solitudine. L'amore autentico non è un vago sentimento o un'assistenza esteriore, ma un'azione concreta, paterna e materna, che corregge, cura e fa rinascere l'altro. La Misericordia è la natura stessa di Dio, fonte di ogni vera rigenerazione. L'uomo non può generare questo amore da solo o per mero dovere: solo ricevendo lo Spirito Santo e attingendo al rapporto con Dio è possibile compiere le opere di misericordia e trasformare la vita. 


La Misericordia libera dalla falsa religione dell'individualismo: è farsi carico dell'altro. Solo l'amore vero dà la felicità vera. Ciò che fa soffrire di più non è il corpo, ma il cuore; non è il dolore, ma il non-senso; non è la morte, ma la solitudine. Le opere di misericordia spirituale si occupano proprio del cuore, del non-senso e della solitudine.

Qualcuno in passato ha pensato che la cosa più urgente per l'uomo fosse il soddisfacimento dei suoi bisogni materiali. Per avergli dato ascolto, abbiamo dovuto raccogliere i pezzi di intere società disumanizzate perché despiritualizzate. Il nostro mondo parla molto di buoni sentimenti, celebra la generosità e sbandiera solidarietà, tolleranza e accoglienza; allo stesso tempo, lamenta ingiustizie e denuncia crudeltà e oppressione.

Nel Salmo 136 si recita: "Perché eterna è la sua misericordia". Esiste la Misericordia di Dio, che è eterna, e ne esistono altre che di eternità sanno poco: sentimentalismi, assistenzialismi, buonismi. Tutte forme che si infrangono contro il muro del giustizialismo fino a fallire.

L'amore non è un sentimento. Cullare un bambino che ti sveglia per la quarta volta nella stessa notte non lo si fa in forza di un sentimento, ma per la creatura.

"Misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà": questa è la carta d'identità di Dio, la cui natura è la Misericordia. Nella Creazione, nella Redenzione e nella Provvidenza, Dio opera sempre secondo misericordia. L'amorevolezza di Dio si esplicita nella fedeltà e nell'operatività, facendo concretamente qualcosa: è un Padre che non ci abbandona, ma ci corregge e ci dice dei "no".

L'amore di Dio è viscerale ed è ciò che fa rinascere. Se abbiamo sperimentato il perdono di Dio riguardo a un peccato grave, ci rendiamo conto che questo perdono non è solo l'assoluzione da una colpa: ci fa rinascere, ci fa ripartire, rende tutto nuovo. L'amore fa il bene dell'amato con robustezza paterna e tenerezza materna, prendendosi cura dell'altro, provvedendo, generando e aprendo nuove prospettive e possibilità. L'amore di Dio sa di cosa sei fatto, quanto sei debole e perché sei caduto; per questo provvede a te, allontanandoti dalle tue colpe. L'amore corregge, l'amore cura.

Dio è anche colui che "rovescia i potenti dai troni e disperde i superbi nei pensieri del loro cuore". Nella vita, se Dio non permettesse certe umiliazioni e amarezze, non cresceremmo. La Misericordia tiene a me, sa quanto sono prezioso, non mi molla: cerca quell'unica pecora che si è persa e va cercando finché non la trova. La Misericordia di Dio è quella che ci consolerà quando ne avremo bisogno, ma sa anche correggerci e mettersi contro di noi per il nostro bene.

L'amore è forte, potente, incide. Se fosse solo un sentimento, non muoverebbe nulla. Il buon padre non è quello che concede tutto, ma quello che, senza esasperare, sa correggere i propri figli e portarli al loro vero bene. Chi ti vuole bene ti dice "no", ti contesta, ti corregge.

La Misericordia di Dio è la sua cura per la nostra vita, perché misericordia significa premura e ricerca del bene altrui. È un atto, un'opera, una sapienza, una sana apprensione per l'altro che non molla fino a quando non lo ha accompagnato verso il buon risultato. Il centro della Misericordia non è l'amante e i suoi sentimenti, ma l'amato e il suo vero bene.

La Misericordia non sorge dall'uomo, ma dalla relazione con Dio. Essendo intessuta della capacità di generare e condurre la vita, deve avere la sua sorgente in Dio. Ecco perché spesso falliamo: perché partiamo da noi stessi. Le opere di misericordia sono l'attualizzazione di una virtù teologale, la carità, e sono l'opera dello Spirito Santo in noi.

Le opere di misericordia corporale e spirituale

La Misericordia non è solo la natura di Dio, ma anche una nostra drammatica urgenza: senza misericordia viviamo nell'inferno. La felicità più profonda nella vita è prendersi cura di qualcuno. Solo l'amore vero dà la felicità vera.

Noi pensiamo spesso che la misericordia sorga dalla volontà come un dovere, trasformandola in un'azione faticosa e gravosa; di conseguenza, i risultati sono fallimentari e tristi. È il rischio che corrono molti volontari quando iniziano a calare le forze. Nell'Antico Testamento, "creare" e "perdonare" hanno un solo soggetto: Dio. Infatti Gesù ha il potere sulla Terra di rimettere i peccati, ma la Misericordia autentica appartiene a Dio. Come il Padre ha mandato Cristo, così Cristo manda noi, donandoci il suo Spirito. Gesù sa amare perché è amato. Ricevere lo Spirito Santo significa avere l'essere stesso di Cristo, la sua relazione con il Padre, vivere di Lui ed essere pieni di gratitudine.

Il perdono dei peccati e la Misericordia secondo la statura di Dio sono la capacità di cambiare una vita, di darle un impulso radicalmente nuovo: e questa è un'opera divina. Ricevendo lo Spirito Santo, la natura di Dio entra in noi e ci rende capaci di vivere di amore e di perdono. Esiste l'amore umano, che va riconosciuto come tale, ed esiste l' agape, ossia l'amore di Dio riversato nell'uomo dallo Spirito Santo. Possiamo compiere buone azioni per l'umanità anche solo per senso del dovere, ma solo l'amore guarisce l'uomo: nessun carcere guarirà mai una persona. Le carceri di una società giustizialista e punitiva spesso incattiviscono, e chi ne esce rischia di mantenere un'indole vendicativa. La vera cura è la Misericordia. Benedetti quelli che fanno del bene sulla Terra: il Padre saprà premiarli. Tuttavia noi cristiani, avendo conosciuto l'amore di Dio, siamo chiamati a riempire ogni cosa di Eternità, compiendo queste opere a partire dal nostro rapporto con Lui.

La Chiesa insegna che l'uomo è un'unità di anima e corpo:

  • Le opere di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ospitare i pellegrini, visitare i malati, visitare i carcerati, seppellire i morti) riguardano una realtà fisica, visibile e oggettiva.

  • Le opere di misericordia spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti) toccano l'altro nella sua realtà interiore, nella sua dimensione psichica e spirituale. Nascono dal cuore e la loro sfida è proprio prendersi cura del cuore altrui.

Le opere corporali, di fatto, potrebbero essere compiute anche senza la fede. Per essere cristiani, però, non basta che qualcuno ti spieghi chi è Cristo: bisogna che veda Cristo in te. In questo libro si scoprono le opere cristiane che si prendono cura del cuore altrui secondo una visione delle cose che parte dalla Pasqua del Signore Gesù e dalla vita che si riceve dai Sacramenti.

Nella Prima Lettera ai Corinzi, San Paolo ricorda che non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Egli ci ha donato. Se una persona affronta un problema e tu hai ricevuto lo Spirito di Dio, saprai aiutarla a scorgere la Provvidenza in quella difficoltà, a indicarle la via dell'amore nella tribolazione e a svelarle come incontrare Dio ed evolvere attraverso quell'evento.

Altrimenti, ti limiterai a dire soltanto delle ovvietà. Che lo Spirito Santo ci ispiri.



Nessun commento:

Posta un commento