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lunedì 21 ottobre 2024

Perchè credo nel valore della sofferenza

Come si spiega il male con il mistero di un Dio infinitamente buono e onnipotente? Ecco come la Buona Novella ha superato ogni filosofia.


Il testo affronta il complesso tema del male e della sofferenza nel mondo, mettendo in relazione queste realtà con l'esistenza di un Dio infinitamente buono e onnipotente. Mons. Girolamo Grillo riflette su come il cristianesimo superi le risposte insoddisfacenti fornite dalla filosofia e da altre religioni. Storicamente, vari tentativi di spiegazione del male, dal dualismo manicheo allo stoicismo e al nichilismo di Buddha, non riescono a dare risposte convincenti, portando spesso alla disperazione.

Grillo evidenzia come la Bibbia e la dottrina cristiana considerino il male come conseguenza del peccato originale, introducendo la nozione di libertà umana mal utilizzata. Sebbene Dio punisca, la Bibbia sottolinea il suo desiderio di perdonare e la sua volontà di condurre l'umanità verso la conversione. La risposta definitiva al problema del male viene offerta dalla Buona Novella cristiana, che mostra come Gesù Cristo abbia assunto su di sé il male, sia umano che cosmico, attraverso la sua passione e crocifissione.

La sofferenza, quindi, assume un nuovo significato: non è più solo un mistero da adorare in silenzio, ma diventa uno strumento di redenzione. Guardando il Crocifisso, il cristiano è chiamato a comprendere il vero volto di Dio, non come un essere distaccato e onnipotente, ma come Amore che si manifesta pienamente nel sacrificio di Cristo.

mercoledì 20 febbraio 2019

Quando il dolore è la voce del bambino @Scienza_e_Vita

Il dibattito politico sulle leggi riguardanti il fine-vita rischia di restare zoppo se non prende in seria considerazione i minori in età pediatrica, soggetti spesso incapaci di esprimersi. In questa prospettiva, il convegno intitolato "Quando il dolore è la voce del bambino", tenutosi a Roma oggi, 13 febbraio, su iniziativa della Senatrice Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, insieme con l'associazione Scienza & Vita, ha provato ad individuare nuovi elementi in grado di contribuire a "dare voce" ai bimbi – ed in particolare ai neonati – che versano in condizioni cliniche caratterizzate da intenso dolore e sofferenza. La condizione di questi soggetti, non in grado comunicare compiutamente, evidenzia infatti quanto sia rischioso nei loro confronti assumere decisioni cliniche affrettate o, talvolta, dettate da un malinteso sentimentalismo, mentre invece la medicina odierna offre validi strumenti per comprendere più oggettivamente cosa il minore in età pediatrica stia effettivamente percependo. Ad esempio, interpretando e traducendo con strumenti tecnici all'avanguardia il suo pianto e le sue espressioni di dolore, per comprendere se e quando il bambino ci sta comunicando di percepire una condizione di forte ed incoercibile stress. Durante i lavori del convegno, è stato Carlo Bellieni, neonatologo (e vice-presidente nazionale di Scienza & Vita) a relazionare sugli ultimi progressi in questo campo della medicina, proponendo al tempo stesso di adottare con neonati e bimbi molto piccoli un principio di valutazione del dolore su basi tecniche, per valutare l'eventuale configurarsi di un reale "accanimento terapeutico" nei loro confronti. E' toccato poi ad Alberto Villani, primario di pediatria dell'ospedale Bambin Gesù, esemplificare l'applicazione pratica di tale principio nella clinica ospedaliera quotidiana. Infine, Maria Teresa Iannone, responsabile del servizio di bioetica del Fatebenefratelli, si è soffermata sull'analisi etica di questa proposta, mostrando anche come questo si possa inserire nel dibattito legislativo e bioetico attualmente in atto, dibattito che rischia talvolta di essere troppo teorico e poco basato sui fatti e le conoscenze medico-cliniche.