Nella vita di tutti i giorni, frenetica e fulminea, è difficile fare il punto della situazione della propria esistenza. Spesso facciamo male a coloro che ci stanno attorno solo perché ci dobbiamo sfogare. Inoltre l'abitudine ci impedisce di guardare oltre, ci fa soffermare su quelle piccolezze che non amiamo negli altri.
Io sono il primo a cadere in fallo. Sono il primo a dimenticarmi come sia meglio dare l'esempio anziché criticare a parole; sono il primo a evidenziare i difetti degli altri, addirittura senza accorgermene.
In cuor nostro, se siamo convinti che un certo comportamento sia giusto allora mettiamolo in pratica per primi, anche se sembra controcorrente. Chi ci sta attorno ci ringrazierà di non essere "implacabili giustizieri", ma verrà influenzato da noi, dal nostro comportamento, pian piano, sottovoce. Nel silenzio è più probabile che emergano i sentimenti migliori.
In effetti è più facile dire cosa si dovrebbe fare "teoricamente" anziché metterlo in pratica, soprattutto quando riguarda noi stessi. Se un amico secondo noi sbaglia, non obblighiamolo a parole a correggersi, ma mostriamogli con l'esempio quale sia la via giusta: Sì è proprio ciò che devo iniziare a fare!
Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
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venerdì 19 agosto 2011
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