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domenica 21 giugno 2026

Camillo Ruini e la fede: la forza di chi non ha smesso di cercare la verità

La morte del cardinale Camillo Ruini non chiude soltanto una pagina importante della storia della Chiesa italiana. Le parole pronunciate durante le sue esequie e il suo testamento spirituale consegnano ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà un'eredità preziosa: la testimonianza di una fede vissuta come ricerca, combattimento e speranza.

Nella cattedrale di Reggio Emilia, la diocesi dove tutto ebbe inizio, il vescovo Giacomo Morandi ha ricordato il tratto forse più caratteristico della vita di Ruini: la passione per la fede e per le ragioni della fede. Fin da giovane studente liceale, infatti, egli si dedicò senza timidezza a difendere il cristianesimo, approfondendone contenuti e fondamenti attraverso lo studio e la riflessione.

Eppure, proprio qui emerge uno degli aspetti più sorprendenti del suo testamento spirituale. L'uomo che per decenni ha confermato altri nella fede, che ha guidato la Chiesa italiana in anni decisivi e che è stato uno dei protagonisti più autorevoli del cattolicesimo contemporaneo, confessa con disarmante sincerità:

«Confesso anzitutto la pochezza della mia fede. (...) Nel segreto del mio cuore proprio sulla fede sono stato sempre tentato».

sabato 9 maggio 2026

Le Crociate di Terrasanta

Tratto dal Dizionario Elementare di Apologetica

Le Crociate di Terrasanta: significato, contesto e interpretazioni

Con il termine “Crociata” si indica un conflitto armato promosso, autorizzato e benedetto dalla Chiesa cattolica, attraverso una bolla pontificia che invitava i cristiani a “prendere la Croce”. Questa chiamata comportava non solo un impegno militare, ma anche religioso: chi partecipava riceveva benefici spirituali come la remissione dei peccati e, in caso di morte, la promessa della salvezza eterna. Inoltre, venivano attivati strumenti fiscali per finanziare le spedizioni.

Il fenomeno della Crociata non si limita alle spedizioni medievali in Terrasanta, ma si estende nel tempo: esempi successivi includono battaglie come Lepanto (1571), e documenti ufficiali di crociata furono emessi fino al XVIII secolo. Tuttavia, quando si parla di Crociate in senso stretto, ci si riferisce soprattutto alle spedizioni tra XI e XIII secolo verso il Medio Oriente.

Le Crociate medievali: origine e sviluppo

Le Crociate propriamente dette furono una serie di spedizioni militari intraprese tra il 1095 e il 1291. La prima fu proclamata da papa Urbano II nel 1095 e portò alla conquista di Gerusalemme nel 1099. L’ultima fase si concluse con la caduta delle ultime roccaforti cristiane in Terrasanta nel 1291.

Queste spedizioni nacquero in un contesto di forte tensione religiosa e politica. I cristiani occidentali lamentavano difficoltà e persecuzioni nei pellegrinaggi ai luoghi santi, mentre l’Impero bizantino, minacciato dall’espansione dei Turchi selgiuchidi, chiedeva aiuto all’Occidente. I cristiani orientali e mediorientali vivevano inoltre in condizioni di limitata libertà religiosa sotto dominio islamico.

Le Crociate furono quindi un insieme complesso di guerre, non sempre coordinate tra loro, il cui numero preciso è difficile da stabilire: tradizionalmente si contano tra sette e dieci, ma esistettero molte spedizioni minori, anche non ufficiali.

domenica 15 giugno 2025

Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! - Carretto

Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!... Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità... Non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te...
Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo papa. Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che aver fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era come un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nell'umiltà e nella coscienza della propria fragilità.
No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una pietra così debole, perché ne fonderei un'altra su una pietra ancora più debole che sono io. E poi che cosa contano le pietre? Ciò che conta è il cemento che unisce le pietre, che è lo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo è capace di fare la Chiesa con delle pietre mal tagliate come siamo noi. Solo lo Spirito Santo può tenerci uniti nonostante noi, nonostante la forza centrifuga che ci è data dal nostro orgoglio senza limiti.

Carlo Carretto

giovedì 24 ottobre 2024

La bellezza della Chiesa durante la guerra

Il testo riflette sull'importanza di ricordare, nel contesto del 25 aprile, non solo i partigiani comunisti, ma anche tutti coloro che contribuirono alla liberazione dell'Italia dalla dittatura fascista e dall'occupazione tedesca, inclusi gli eserciti alleati, i partigiani di diverse ideologie, e i soldati italiani che rifiutarono di arruolarsi con i nazisti, pagando con la prigionia e la morte.

Particolare attenzione è dedicata al ruolo eroico dei sacerdoti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti di loro, come documentato da Alberto Leoni nel libro "O tutti o nessuno!", scelsero di rimanere con le loro comunità anche in momenti di estremo pericolo, sacrificando la propria vita. In totale, 729 sacerdoti e religiosi italiani morirono tra il 1940 e il 1946: alcuni uccisi dai nazisti, altri dai fascisti o dai partigiani comunisti, mentre altri persero la vita nel corso della loro missione, come i cappellani militari o coloro che rimasero accanto alla loro gente durante i bombardamenti.

Questi sacerdoti rappresentavano un punto di riferimento morale per il popolo italiano, dimostrando coraggio e fede incrollabili. La loro dedizione e sacrificio furono fondamentali per sostenere il popolo durante il conflitto e per la successiva ricostruzione del Paese, contribuendo a fare dell'Italia una nazione prospera e libera. Questo aspetto poco conosciuto della storia italiana mette in luce la "Chiesa di popolo" che ha incarnato e trasmesso valori spirituali e morali essenziali in un periodo di estrema difficoltà.

martedì 15 ottobre 2024

«Il relativismo sta oscurando la realtà soprannaturale della Chiesa»


Il testo tratta del relativismo e del suo impatto sulla religione, la morale e la vita sacramentale, secondo il cardinale Ratzinger. Egli riconosce che il relativismo può essere accettabile in ambito politico, ma ne denuncia l'applicazione alla religione e all'etica, dove ha portato a una crisi di significato. Un esempio è il modo in cui i sacramenti sono ridotti a semplici atti simbolici o decorativi, perdendo la loro essenza spirituale. Celebrare i sacramenti diventa un atto di consumo, più che di fede, con la comunità al centro, mentre Dio viene marginalizzato.

Ratzinger rileva come il relativismo abbia influenzato anche la morale e la dottrina della Chiesa, manifestandosi in particolare nella reazione negativa all'enciclica *Humanae Vitae*, che ha alimentato dissensi interni e messo in discussione l'autorità della Chiesa. La coscienza individuale viene spesso posta in contrasto con gli insegnamenti morali della Chiesa, portando a un'ottusità etica.

Questa perdita di rilevanza della Chiesa, paragonata a un sale che ha perso il suo sapore, porta all'indebolimento della sua influenza sociale e all'autodissoluzione. Tuttavia, Ratzinger richiama alla vittoria già ottenuta da Cristo, ricordando che, nonostante le sfide del relativismo e del pluralismo moderno, la verità della Chiesa è invincibile. Infine, Ratzinger si ispira all'immagine dell'Apocalisse di Giovanni, in cui la Chiesa, rappresentata dalla donna perseguitata, trionfa grazie alla vittoria già acquisita da Cristo sul male, rafforzando la speranza e il coraggio dei cristiani di oggi.

martedì 26 dicembre 2017

Una Chiesa piccola


"Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell'esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto". Lo diceva Joseph Ratzinger il 24 dicembre 1969, nella conclusione del ciclo di lezioni radiofoniche presso la Hessian Rundfunk, ripubblicati nel volume "Faith and the Future", editore Ignatius Press. Sulla diagnosi aveva ragione, su quelle che sarebbero state le cure per medicare una chiesa malata anche: il futuro della chiesa, disse Joseph Ratzinger in uno dei discorsi, non risiederà in coloro che cercano affannosamente di adattarsi alle mode del momento e di lanciare slogan orecchiabili, ma nei santi, in grado di vedere più lontano degli altri perché rivolti a Dio. Buon Natale.

domenica 25 ottobre 2015

Avere una fede chiara...

..., secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo
 
"Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l'essere fanciulli nella fede? Risponde San Paolo: significa essere 'sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…' (Ef 4, 14). 

Una descrizione molto attuale! Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all'altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all'individualismo radicale; dall'ateismo ad un vago misticismo religioso; dall'agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull'inganno degli uomini, sull'astuzia che tende a trarre nell'errore (cf Ef 4, 14). 

Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare "qua e là da qualsiasi vento di dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".

BENEDETTO XVI

venerdì 10 agosto 2012

Chiesa, società, salvezza.

Nonostante la società attuale e gli errori della Chiesa, quest'ultima
continua ad esistere e ad avere consenso, ma ciò che è in crisi è la
fede: non si capisce più a cosa sia servita la risurrezione di Cristo.
Inoltre non c'è più una domanda di salvezza.
Nei paesi industrializzati l'uomo ha soddisfatto tutti i suoi bisogni
(materiali) e non sente più la sua esistenza come precaria. Non si
cerca una salvezza, ma il benessere.
La domanda di salvezza non è una domanda di senso, ma è una domanda di
guarigione dal peccato che rende l'uomo malato. Sparita anche la
concezione del peccato, parlare di salvezza diventa vano.
Il cristianesimo viene visto come un insieme di regole morali, senza
tener conto che non ci si salva senza Salvatore. Già il Salvatore… Nel
supermarket della spiritualità, si crede alla predestinazione
(influenza del cinema anglosassone e della cultura protestante) e alla
reincarnazione (fascino orientale) e non all'immortalità dell'anima e
alla risurrezione. Inoltre, si applaude solo ai teologici che nelle
loro dichiarazioni si mettono fuori dalla tradizione e dalla Chiesa.
Chissà se questa crisi porterà l'uomo a ripensare ai propri limiti e a
ritornare ad uno stile più autentico...
Oggi più che mai occorre che i cristiani si facciano trovare pronti:
essere testimoni coerenti di Cristo e fare la volontà di Dio nelle
diverse situazioni, ovvero saper leggere spiritualmente la realtà,
saper discernere... I cristiani devono considerarsi minoranza
culturale, considerarsi come il sale che da sapore alla terra...

Quelli della Chiesa sono NO, o un SI alla vita?

Oggi la Chiesa è percepita come una realtà che limita la felicità
dell'uomo. Si vorrebbe che i vertici si esprimessero su posizioni più
"progressiste" in modo da adattare i propri bisogni alla morale
cristiana.
Ma la Chiesa Cattolica non è un gruppo di opinione che deve assumere
punti di vista condisivisi per aumentare seguaci. Trasmette una
tradizione "divina" e difende il suo punto di vista sulla realtà anche
quando è molto diverso da quello dominante. Questo vale anche per la
morale sessuale: partendo dall'Incarnazione non si può non dare
importanza all'atto sessuale... il cristiano deve sempre essere aperto
alla vita.
La Chiesa è sempre capace di uno sguardo che va oltre, e di suscitare
una riflessione.