domenica 8 dicembre 2013

“Il Dio che viene” di Carlo Carretto.

Fede e preghiera.
La fede è la fede, non sentimento o ragione.
 Ed è una fede in un Dio personale.

In pochi anni ci siamo dimenticati del nostro passato spirituale, non sappiamo più pregare, siamo in una crisi di fede e di preghiera. 
Se ci facciamo caso la spiritualità dell’uomo sulla terra è la spiritualità dell’Esodo, in cui Dio regala la sicurezza della sua presenza.

Preghiera e Sacramento sono il punto di incontro con Dio.
Pregare significa attendere colui che viene,
Vivere significa accogliere Lui che è venuto
Morire significa sperare in Lui che verrà

Il Dio che viene è spinto dal suo amore; la sua venuta non è frutto dello sforzo umano.

La fede ha la dimensione di Dio, mentre la ragione ha la dimensione dell’uomo;
La fede apre ai segreti del cielo, la ragione quelli della terra. Con la ragione non si può capire l’invisibile.
Finché si ragiona non si è pronti alla visione di Dio, non è pronti a lasciarsi andare.



Nota per il lettore: In questo post sono state riportate frasi del libro e rielaborate da me per far emergere i punti principali.

Fede e preghiera. La nostra debolezza.
Non fidatevi del vostro coraggio, della vostra volontà. Fidatevi della vostra preghiera. La preghiera crea virtù. Lo sforzo dell’uomo è necessario ma non è una gran cosa. Se preghi sul serio e nella verità sarà Dio che ti manda con più forza, con più amore ai fratelli per amarli con più gratuità e per servirli con più delicatezza. Infatti non si può pregare/amare Dio e restare indifferenti davanti al fratello che soffre.
L’uomo sbaglia sempre perché non crede fino in fondo. Facciamo di tutto senza andare a trovare Gesù dentro di noi, stare ad ascoltare in pace, in silenzio.

Pregare significa credere fino in fondo alla propria debolezza e all’onnipotenza di Dio.
Pregare significa sperare nella promessa.
Pregare significa amare.

Chi ama ha la vita eterna.
L’amore del Padre è diverso dal nostro.
Senza amore non si può vivere.

Non riduciamo la povertà a qualcosa di fisico, la povertà per l’uomo è la sua stessa natura, è il suo stato, il suo essere. È nella povertà che Dio incontra l’uomo, nella presa di conoscenza del suo limite. L’incontro col Gesù nel Vangelo insegna la sopportazione, la rassegnazione, l’accettazione di questa povertà.
  
Un Dio Personale. Il nascondimento di Dio.
La meraviglia è il primo momento di incontro col mistero. 
Dio è evidente per chi è semplice, buono e vero.

L’uomo ha paura di stare davanti a Dio, e il peccato è l’ostacolo. 
Inoltre non vogliamo disturbare la nostra comodità.

Il Dio della parabola non è ancora il Dio della fede, come l’uomo della natura non è ancora l’uomo della grazia. Dio si presenta attraverso il velo dei simboli. Dio tiene in mano il dono e lo offre quando vuole, cioè quando è l’ora.  Il padre mi attira e nasce così in me la fede.

La fede mi fa vincere la paura: vivere di fede è difficile, perché è un salto nell’invisibile.
La fede è una prova d’amore.
La fede non è separata dall’amore e dalla speranza.
La fede è uno strumento di salvezza.

Il Dio della fede non è silenzioso, inattivo, assente, è colui che ti cerca da sempre. La storia è la risposta dell’uomo alla chiamata di Dio. Il Dio della fede è un Dio personale, è il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe, Gesù.

La creatività è di Dio, la collaborazione è nostra.
La chiamata è di Dio, la risposta è nostra.

La persona non si realizza da sola, ha sempre bisogno di qualcuno.
Su questa terra siamo come Giacobbe: sempre pronti a combattere con Dio.
Dio si rende presente poco alla volta, la sua venuta è l’Incarnazione.


E’ difficile credere in Gesù di Nazaret, ma è più difficile non crederci. 
Se Gesù, che è Dio, è mio fratello non posso più avere paura.

Perché tace così lungamente? Lui, che può tutto, perché non si rivela agli uomini in un modo più clamoroso? Se Dio esiste, perché il male? Se Dio è amore, perché il dolore? Se dio è padre perché la morte?

Noi dobbiamo amare Dio perchè è l'Amore, non perchè ci paice.

Dio ci purifica col dolore e con la morte.
Non cercate di corrompere Dio

Ci vuole pazienza. Accetta la fede com’è: nuda e attendete tutta la vita Dio che non si svela alla nostra curiosità, ma alla nostra fedeltà e alla nostra umiltà
Betlemme, Nazaret, il Calvario non sono la dimostrazione del silenzio di Dio, della povertà di Dio?

Dio è silenzio e la fede è l’autentica prova d’amore.
Dio viene a me con la pazzia della croce e io vado a lui con la pazzia del mio credere
Con la fede credo a ciò che non capisco.
Abramo non ha capito ma ha creduto.

L’Eucaristia è la povertà e il nascondimento di Dio; è la storia del più grande amore che sia stato vissuto su questa terra. E' un grande mistero, E' memoriale.

Dio non ci dice nulla, ma ci guarda
vuole un amore maturo, vuole essere amato perché è luce, amore, vita, non perché è potenza, piacere, sicurezza.
è cibo che trasforma, è fratello che mi nutre
accettarlo con l’animo di bambino
la vita eterna è conoscenza di dio (Gv17)

p.149

Chi non prega non può conoscere Dio
Dio si svela solo a chi si presenta con atteggiamento di amore.

Gesù rivela il Padre.
La prima missione è quella di testimoniare: “Questa è la vita eterna, che conoscano te e colui che ha mandato”. Gv17
Gesù rivela il Padre ed è il suo testimone, anche se il mistero rimane: Gesù non tocca l’equilibrio tra creatura e creatore, attende l’abbandono della creatura.
La via dell’amore è l’unica per svelare l’Inconoscibile.

Padre, Figlio e Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è il Consolatore, ed è Spirito di verità, e l’amore di Dio. Ne abbiamo bisogno per capire il mistero, per capire la Trinità: il Padre è la vita e principio di ogni cosa, il Figlio è l’immagine del Padre ed è luce, lo Spirito Santo è l’amore che li unisce ed è una persona divina.

Il piacere.
Non è facile amare con un cuore come il nostro.
Non c’è tristezza più grande dell’amore tradito dal piacere. Dio ci insegna ad amare: la vera novità del cristianesimo è l’amore trinitario di dio in noi
Tristezza causata dal culto del piacere.
Il piacere è creatura di dio, ma è pericoloso. Fu posto da dio nei nostri sensi per aiutarli a realizzarsi, ad esprimersi.
P181

Il peccato è puro egoismo. L’uomo invece è fatto per il dono di se, l’uomo è felice solo quando si è donato.

La Chiesa.
p.203-4


p.207


la Chiesa è incomprensibile per chi la guarda dalla finestra, è cosa assurda per chi non crede in Cristo.
Tuttavia, nonostante i 2000 anni di peccati ha mantenuto la fede.
Questo impasto di bene e di male, di grandezza e di miseria, di santità e peccato che è la chiesa, in fondo sono io. Dio ci continua a perdonare nonostante i nostri tradimenti.
Concilio dimostrazione della freschezza e della vitalità della chiesa

La “rivoluzione” di Gesù.
P216-217

 Dio non ha aspettato ad inviare il suo messaggio di uguaglianza e di giustizia alle genti con la venuta di Cristo. L’ha inviato alla creazione dell’uomo, gliel’ha dato nello stesso momento in cui gli alitava lo Spirito.

Il Vangelo non estranea gli uomini dalla terra.
Identificare il messaggio cristiano con la cultura del tempo è un attacco al vangelo.
Il Vangelo non è una cultura, non è una filosofia…
La violenza di Gesù è la croce, è l’amore fino in fondo.
Infatti le rivoluzioni sociali finisco sempre allo stesso modo.

Gesù è l’unico rivoluzionario che vede giusto perché non si preoccupa di cambiare le strutture, ma si preoccupa di cambiare l’uomo. E’ una rivoluzione lenta, non fa vittime, e al massimo fa spargere lacrime di pentimento >> rivoluzione del cuore.

Il cristiano parlando a nome di Dio fa della profezia, non della politica.
Il cristiano per salvare l’uomo fa della carità.
Il cristiano non è succube dell’opinione pubblica.
I cristiani non possono intendere l’amore come pagani, e non possono ridurre la profezia cristiana alla promozione sociale e allo sviluppo dei popoli.

Il regno di Dio è diverso dagli altri regni, perché il regno del vero amore.
Si tratta di morire noi, non di far morire gli altri. E’ facile piantare la spada nel cuore degli altri, è ben più difficile piantarla nel proprio.

E’ sempre la stessa illusione che inganna l’uomo: regnare, dominare, essere forti, star bene, non aver bisogno di nulla e di nessuno, non ammalarsi mi, non morire mai, vincere sempre.

Se si è disposti a morire per il fratello l’amore per Lui si sviluppa, vive la sua pienezza, diventa eterno. Chi ama deve essere disposto a morire.

Desiderate l’ultimo posto
Abbassatevi volontariamente.
Preoccupatevi di amare non di essere amati.
Non cercate la gloria ma il servizio.
Non fate vittimismo, ma siate felici di essere vittima gioiosa.
Non credete alla violenza.
Credete all’amore.
Non cercate di convertire il mondo, ma voi stessi.
Più sarete piccoli e poveri più sarete felici.
Quando l’amore vi crocifiggerà, ricordatevi che Lui è vicino.