sabato 25 aprile 2009

Cittanova nella storia di Modena


L'insediamento di Cittanova è documentato già dall'inizio del secolo VIII, a sei miglia a ovest di Modena; attualmente è frazione del Comune di Modena, dista 7 chilometri dal capoluogo ed è località ricca di ricordi storici. Se si fa riferimento ai testi ritrovati di fronte alla chiesa, sino al medioevo le differenze di quota fra Mutina e Cittanova potevano raggiungere anche i 19 metri. Si suppone quindi che la depressione entro la quale era stata fondata Mutina sia stata proprio la causa del suo declinio tra il secolo VI e il VII, e la ragion d'essere di Cittanova, quando una o più rovinose alluvioni degli attuali torrenti Fossa di Spezzano, che fluisce nel Secchia all’altezza di Colombarone, e il Cerca, che si distende tra Casinalbo e Formigine, seppellirono di fango la città e, di conseguenza, attenuarono il dislivello esistente tra i siti di Mutina e Cittanova.

Il "ventaglio" alluvionale, è ancora oggi riconoscibile dalle fotografie aeree: il fango, per spessori che variano da 6 a 9 metri, si espanse ad ovest sino alla Madonnina, a est sin quasi a San Lazzaro. Non solo la città di Modena fu interessata da un periodo di crisi economica e demografica, e un restringimento del perimetro urbano, ma anche il tracciato della Via Emilia romana dovette essere ridefinito e spostato nell'attuale posizione.

Cittanova, che sembra non colpita dall'evento alluvionale altomedievale, fu scelta come sito di insediamento non solo per la sua posizione elevata, ma anche per alti fattori strategici: la vicinanza al ponte Secies, lungo la Via Emilia, e la presenza di fontanili, le cui acque sgorgavano copiose dai lati del vicino alveo del fiume Secchia.

Pare, quindi, che Cittanova abbia avuto il suo momento massimo di splendore tra il secolo IX e il X, sorta appunto al tempo delle inondazioni di Modena, anche se i pareri degli studiosi su questo punto non sono concordi:
il Muratori la chiama "illustre luogo", illustre perché nominata, oltre che in alcuni documenti storici, anche nel testamento di Carlo Magno;
Carlo Sigonio la ritiene fondata al tempo in cui Odoacre distrusse Modena intorno al 476 d.C.; Tiraboschi e Muratori fanno risalire la nascita dell'insediamento ai tempi di Liutprando re dei Longobardi tra il 712 e il 744, in questo periodo Cittanova sarebbe stata fortificata da Liutprando stesso.
Bortolotti e Montorsi datano l'origine all'inizio del secolo VII, al tempo delle inondazioni che, pare abbiano colpito Modena alla fine del secolo VI. Ad avvalorare questa tesi interverrebbe anche l'ortografia del luogo essendo Cittanova sul punto più elevato della zona.
Altra opinione diffusa è che Cittanova, a causa delle inondazioni subite da Modena, venisse fondata nel VII secolo dai Modenesi che abbandonarono la città, col nome di Città Geminiana, ad onore di S. Geminiano protettore.

Cittanova aumentò di importanza con la dominazione longobarda, perchè al tempo di Liutprando divenne un importante centro amministrativo e fu dotata di sistemi difensivi. In questo periodo il dualismo Modena-Cittanova rientra nella politica longobarda che mantiene distinte le sfere di competenza dei funzionari pubblici da quelle dei vescovi: il re longobardo Liutprando potenziando Cittanova come centro amministrativo del territorio scarta Modena, lascandovi solo la sede vescovile; a Cittanova pone la sede della corte regia di un complesso di beni fondiari amministrato direttamente dal re attraverso un suo funzionario, un gastaldo. Cittanova per la sua felice posizione si trova a controllare il porto dell'Acqualonga sul Secchia (VII secolo).

La chiesa di Cittanova dedicata a S. Pietro, fu fondata da Liutprando nel 728. Sorta come chiesa autocefala, cioè che si autogovernava, nel corso dei secoli subì numerosi restauri e modifiche. Nella chiesa, di stile romanico, troviamo numerose iscrizioni, antichi e preziosi dipinti, calici e reliquie.

Ildebrando, nipote di Liutprando, donò Cittanova e la chiesa di S.Pietro Apostolo al vescovo di Modena Giovanni, nel 744: essa quindi ebbe il suo signore o conte. Un'importante attestazione di questo luogo si ha nel 755 quando il vescovo di Modena Giovanni concede in livello a Garohino de Curlo terre appartenenti alla chiesa di S. Pietro "qui est constructa et edificata intra muras Civitate Nova". Ciò conferma che Cittanova era dotata di mura e di una chiesa, il che da l'idea di un insediamento consistente di carattere difensivo, posto com'era a ridosso del Secchia, all'interno di un'ansa del fiume.

Cittanova ebbe un altro momento di splendore nel periodo dei Franchi, giacchè vi è ricordata la figura di un comes, un funzionario di alto rango che non risulta invece presente a Modena.

All'inizio dell'800 i proprietari del luogo, i conti Forni, cominciarono a sfruttare la "motta" (altura), che costituiva il perimetro dell'antico abitato medievale come cava di terriccio fertile. Questo sfruttamento si protrasse per tantissimi anni, e là dove era una collinetta si venne a formare un piano al di sotto del livello dei terreni circostanti.

Durante l'invasione degli ungari, alla fine del secolo IX, il vescovo di Modena Gamenulfo pare abbia trovato scampo rifugiandosi a Cittanova. Il suo successore Gottifredo ottenne nel 904, da Berengario, carolingio Re d’Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero, una concessione imperiale per la costruzione di una cinta muraria e di un castello. Le numerose carte vescovili su Cittanova durante il X secolo attestano che il vescovo col suo seguito e altre autorità modenesi, vi si rifugiarono durante le incursioni del nord.

A partire dal IX secolo, con la vittoria di Carlo Magno sui Longobardi, Modena entra nel Sacro Romano Impero. A trarre vantaggio dalla nuova situazione è proprio il vescovado, pronto a occupare il vuoto di potere dell'effimero impero. Nell'892 Leodoino vescovo è investito feudatario imperiale: è in pratica il signore della città di Modena, che in quegli anni comincia un lento percorso di ricostruzione: Modena venne quindi restaurata e cinta di mura.

Modena risorse dalle sue rovine e dopo il Mille, col sorgere della nuova cattedrale, ridiventò il centro propulsore, mentre Cittanova da allora diminuì sempre più la sua importanza.

Per approfondimenti si rimanda al testo dell’architetto POZZI Fabio Massimo redatto in occasione del restauro della Chiesa di San Pietro Apostolo nel 1996. “La Chiesa di San Pietro Apostolo a Cittanova di Modena”.