In Il cervello che guarda il cielo, Vittorino Andreoli esplora il legame profondo tra la biologia dell'uomo e la sua tensione verso la trascendenza, proponendo l'idea che il bisogno di Dio sia inscritto nella struttura stessa del cervello umano. Non si tratta solo di un anelito spirituale, ma di una dinamica concreta, radicata nella nostra neurofisiologia: la trascendenza, infatti, non è un concetto astratto, ma una componente essenziale della natura umana.
Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
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sabato 14 giugno 2025
venerdì 10 agosto 2012
La scienza con la sua indagine indaga l’azione creatrice di Dio.
James Clerk Maxwell, il grande fisico scozzese, uno dei padri della
fisica moderna, riteneva che lo scienziato nella sua attività di
comprensione della natura riproducesse in certo modo lo schema
dell'azione creativa di Dio. "Felice l'uomo - egli scrisse - che può
riconoscere nel lavoro di oggi una parte non isolata del lavoro della
vita e una realizzazione del lavoro dell'Eternità. I fondamenti della
sua fiducia sono immutabili perché egli è stato fatto partecipe
dell'infinito. Egli lavora strenuamente per compiere le sue imprese
quotidiane perché il presente gli è dato in possesso. Cosi l'uomo
dovrebbe essere una personificazione del processo divino della natura
e portare alla luce l'unione dell'infinito col finito, senza togliere
valore alla sua esistenza temporale, anzi ricordando che solo in essa
è possibile l'azione individuale e tuttavia senza escludere dalla sua
visione ciò che è eterno, sapendo che il tempo è un mistero di cui
l'uomo non può sostenere la contemplazione se non lo illumina l'eterna
verità".
fisica moderna, riteneva che lo scienziato nella sua attività di
comprensione della natura riproducesse in certo modo lo schema
dell'azione creativa di Dio. "Felice l'uomo - egli scrisse - che può
riconoscere nel lavoro di oggi una parte non isolata del lavoro della
vita e una realizzazione del lavoro dell'Eternità. I fondamenti della
sua fiducia sono immutabili perché egli è stato fatto partecipe
dell'infinito. Egli lavora strenuamente per compiere le sue imprese
quotidiane perché il presente gli è dato in possesso. Cosi l'uomo
dovrebbe essere una personificazione del processo divino della natura
e portare alla luce l'unione dell'infinito col finito, senza togliere
valore alla sua esistenza temporale, anzi ricordando che solo in essa
è possibile l'azione individuale e tuttavia senza escludere dalla sua
visione ciò che è eterno, sapendo che il tempo è un mistero di cui
l'uomo non può sostenere la contemplazione se non lo illumina l'eterna
verità".
Dio ci parla?
Dio ci parla sempre tramite i nostri pensieri e i nostri sentimenti.
Da parte nostra occorre sapere discernere quali pensieri vengono da Dio e quali vengono dalla nostra carne. Lo Spirito che abbiamo ricevuto agisce dentro di noi. Pregare, leggere la Scrittura e ricevere i Sacramenti permette di migliorare in questo discernimento.
Tutto ciò comporta sacrificio, in una continua lotta con se stessi. Tuttavia, la meta illumina ciò che si sta vivendo, e allora ha senso il sacrificio per amore. Tutto ciò che è fatto con amore passa alla vita eterna. Solo tramite Gesù possiamo essere salvati.
Da parte nostra occorre sapere discernere quali pensieri vengono da Dio e quali vengono dalla nostra carne. Lo Spirito che abbiamo ricevuto agisce dentro di noi. Pregare, leggere la Scrittura e ricevere i Sacramenti permette di migliorare in questo discernimento.
Tutto ciò comporta sacrificio, in una continua lotta con se stessi. Tuttavia, la meta illumina ciò che si sta vivendo, e allora ha senso il sacrificio per amore. Tutto ciò che è fatto con amore passa alla vita eterna. Solo tramite Gesù possiamo essere salvati.
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