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sabato 26 luglio 2025

Ciò che non va nel mondo. #Chesterton.

Riflessioni di J.K. Chesterton tratte dal libro "Ciò che non va nel mondo" del 1910.


Pertanto, ritengo che i comuni metodi sociologici siano del tutto inutili: non serve a nulla dissezionare la pover­tà nera o catalogare la prostituzione. Tutti noi detestiamo la povertà estrema; le cose potrebbero cambiare se comin­ciassimo a discutere di una povertà indipendente e nobile. Tutti disapproviamo la prostituzione, ma fra noi non tutti approvano la castità. L'unico modo per discutere dei mali sociali è intendersi prima possibile sull'ideale sociale da conseguire. Siamo tutti in grado di vedere la follia nazionale? Che cosa non va nel mondo? A questa domanda si può rispondere subito: ciò che non funziona, ciò che è sbagliato, è che non ci domandiamo che cosa sia giusto.

lunedì 16 dicembre 2024

Ortodossia (2) G.K. Chesterton

 6. Il cristianesimo e le accuse contraddittorie  
Chesterton sottolinea come il cristianesimo sia accusato, spesso contemporaneamente, di opposti estremi:  
- È troppo severo e troppo indulgente.  
- È troppo pessimista e troppo ottimista.  
- È contro la sessualità, ma anche troppo "pro-vita".  
Queste accuse dimostrano, secondo Chesterton, che il cristianesimo è una religione equilibrata, capace di tenere insieme gli opposti in una sintesi viva.  
La croce rappresenta questo equilibrio: un simbolo di conflitto e di riconciliazione, di sofferenza e di speranza.  

 7. Rivoluzione e progresso  
Chesterton distingue tra progresso e rivoluzione. Il vero progresso richiede un ideale stabile da perseguire. Senza un ideale fisso, ogni cambiamento diventa distruttivo.  
Il cristianesimo, con la sua dottrina del peccato originale, offre una visione realistica della natura umana. L'uomo non è naturalmente buono; tende a degradarsi se lasciato a sé stesso. Solo la vigilanza e la disciplina morale possono preservarlo.  
San Francesco, con la sua visione della natura come sorella dell'uomo, rappresenta questa armonia cristiana: una gioiosa umiltà che riconosce la bellezza del creato, ma nega che esso abbia autorità sull'uomo.  

 8. Il romanzo dell'ortodossia  
Chesterton considera il cristianesimo un'avventura intellettuale ed esistenziale. L'ortodossia non è un peso, ma una libertà. Le dottrine cristiane, come i muri di una palestra, delimitano uno spazio di crescita e di gioia.  
Chesterton critica le filosofie moderne, come il materialismo e il determinismo, che riducono l'uomo a un semplice meccanismo biologico. Egli difende i miracoli e il soprannaturale come evidenze di una realtà più ampia.  

 9. Autorità e avventura  
Il cristianesimo, con la sua autorità, preserva la libertà umana. L'ortodossia è l'unica salvaguardia della moralità, del progresso e del rinnovamento. Senza il soprannaturale, dice Chesterton, non possiamo combattere il male in modo efficace.  
Il peccato originale, più che una limitazione, è una verità che rende l'uomo consapevole della sua dipendenza da Dio. La dottrina cristiana non è una catena, ma una spada che separa il bene dal male, liberando l'uomo dalle false illusioni del mondo.  

Ortodossia è un elogio appassionato del cristianesimo come risposta razionale, morale e spirituale alle grandi sfide della vita. Chesterton celebra la fede come una fonte inesauribile di energia, equilibrio e gioia. Attraverso il paradosso e il mistero, il cristianesimo non solo illumina la ragione, ma la completa, offrendo una visione dell'uomo e del mondo che è, al tempo stesso, sublime e profondamente umana.

domenica 15 dicembre 2024

​Ortodossia (1) G.K. Chesterton



Ortodossia di G.K. Chesterton è un saggio profondo e appassionante che difende il cristianesimo come la risposta razionale e pratica alle grandi domande e paradossi della vita umana. Attraverso un'esplorazione brillante e ironica, Chesterton dimostra come la fede cristiana preservi l'equilibrio dell'uomo, unendo elementi apparentemente contraddittori in una visione coerente e vivificante.  

 1. Volontà della creazione e razionalità della fede  
Chesterton apre il suo libro parlando della "volontà della creazione" e del motivo per cui credere nel soprannaturale non è solo ragionevole, ma necessario. Dio, nella sua sublimità, ha offerto all'uomo un dono che va oltre la ragione: il sacrificio divino. Questo atto conferma il valore della creazione e sancisce l'equilibrio tra naturale e soprannaturale, che solo il cristianesimo riesce a mantenere intatto.  
La tradizione cattolica, per Chesterton, è una fonte di luce e forza. Essa offre un fondamento sicuro e preserva valori universali che hanno sostenuto le civiltà. Il catechismo, dice Chesterton, è sufficiente a contenere le grandi verità della vita. La teologia cristiana è una fonte di energia morale che non teme il confronto con le sfide intellettuali moderne.  

 2. Paradosso cristiano e ragionevolezza del mistero  
Chesterton esplora il "paradosso cristiano": la capacità del cristianesimo di unire la grandezza e la miseria dell'uomo. Egli insiste che solo accettando la realtà del peccato originale possiamo affrontare il problema del male.  
La ragione, per Chesterton, può condurre alla follia quando perde il senso del mistero. Il poeta e il credente navigano in un mare infinito con fiducia, mentre il logico, cercando di imporre confini alla realtà, finisce per limitarla e perdersi. Il poeta desidera e si eleva al cielo, il logico pretende di dominarlo, ma si schianta contro i limiti della sua stessa logica.  
La società moderna, dice Chesterton, evita di riflettere sulla morte e sulla finitezza. Al contrario, il cristianesimo ammette il mistero come fonte di salute spirituale. Il dogma cristiano è come un circolo perfetto: chiuso, ma infinito nella sua perfezione. La croce è un simbolo di mistero e di libertà: unisce il conflitto e l'equilibrio con braccia che si estendono all'infinito.  

 3. Virtù cristiane impazzite  
Chesterton osserva come il mondo moderno sia pieno di virtù cristiane isolate e quindi impazzite. La giustizia si separa dalla misericordia; la pace si disgiunge dalla verità. L'umiltà, che nel cristianesimo era un limite alla superbia, diventa oggi un ostacolo al progresso personale.  
Secondo Chesterton, la moderna idolatria dell'autosufficienza conduce l'uomo a dubitare di Dio, della verità, e perfino della ragione. L'uomo contemporaneo ha perso il senso della meraviglia e della sorpresa. La ragione, slegata dalla fede, è destinata a distruggersi.  

 4. Democrazia e tradizione  
Chesterton elogia la democrazia come espressione del valore delle cose comuni. La tradizione, per lui, è una democrazia che include i morti, dando voce alle generazioni passate. Le fiabe, che Chesterton considera fondamentali per la formazione morale, esprimono verità universali:  
- Cenerentola incarna il Magnificat, elevando l'umile.  
- La Bella e la Bestia insegna che bisogna essere amabili prima di essere amati.  
- La Bella Addormentata simboleggia la possibilità della resurrezione.  
La vita, come una fiaba, è preziosa e fragile: un'avventura piena di meraviglia, ma che richiede riconoscenza.  

 5. Ottimismo e patriottismo cristiano  
Il patriottismo è un tema chiave per Chesterton. Egli distingue tra un patriottismo sano, basato sull'amore per il proprio paese, e un patriottismo astratto e distruttivo. Solo chi ama profondamente qualcosa può criticarla e desiderare di migliorarla.  
Riflettendo sul suicidio, Chesterton lo definisce il più grande dei peccati, poiché nega il valore intrinseco della vita. Al contrario, il martire sacrifica la propria vita per salvare ciò che ama. Questa distinzione tra amore per la vita e amore per la morte è centrale nel cristianesimo.  

venerdì 25 ottobre 2024

Le "profezie" di Chesterton

Gilbert Keith Chesterton, noto per il suo spirito vivace e la sua fede cattolica, si è rivelato un visionario capace di anticipare con sorprendente accuratezza molti degli eventi che avrebbero segnato il XX e XXI secolo. Le sue profezie, raccolte e analizzate da studiosi come Dale Ahlquist, spaziano da previsioni tecnologiche (come l'avvento di internet) a previsioni sociali e politiche (come la caduta dell'Unione Sovietica e l'ascesa di nuovi poteri). Chesterton ha anticipato:
  • L'evoluzione dei media: Ha previsto la nascita di mezzi di comunicazione di massa che avrebbero superato i giornali tradizionali, anticipando l'avvento di internet.
  • La rivoluzione russa e il suo declino: Ha previsto sia la rivoluzione bolscevica che la sua inevitabile fine.
  • La Seconda Guerra Mondiale: Ha indicato la Polonia come possibile teatro del conflitto.
  • L'ascesa dell'Islam: Ha previsto l'Islam come una minaccia costante per l'Occidente.
  • Lo spostamento del potere economico: Ha anticipato il passaggio del potere economico da Londra a New York e poi a Pechino.
  • La crisi demografica e l'esaltazione del corpo: Ha previsto il declino della natalità e l'eccessiva attenzione al corpo.
  • La crisi della famiglia: Ha previsto l'attacco alla famiglia tradizionale e la crescente influenza dello Stato nell'educazione dei bambini.
  • La rivoluzione sessuale: Ha anticipato i cambiamenti radicali nella morale sessuale e l'emergere di ideologie gender.

La capacità di Chesterton di prevedere il futuro si fondava sulla sua profonda conoscenza della natura umana e sulla sua capacità di cogliere i segni dei tempi. Le sue opere sono un invito a riflettere sulla società in cui viviamo e a individuare le radici dei problemi che ci affliggono.

https://www.iltimone.org/news-timone/17-profezie-di-chesterton-che-si-sono-avverate/


martedì 23 dicembre 2014

Solo là, dove Lui fu senza un tetto, tu ed io siamo a casa. #Chesterton #BuonNatale



Laggiù una madre senza posa camminava,
fuori da una locanda ancora a vagare;
nel paese in cui lei si trovò senza tetto,
tutti gli uomini sono a casa.
Quella stalla malconcia a due passi,
fatta di travi instabili e sabbia scivolosa,
divenne qualcosa di così solido da resistere e reggere
più delle pietre squadrate dell'impero di Roma.
Perché tutti gli uomini hanno nostalgia anche quando sono a casa,
e si sentono forestieri sotto il sole,
come stranieri appoggiano la testa sul cuscino
alla fine di ogni giornata.
Qui combattiamo e ardiamo d'ira,
abbiamo occasioni, onori e grandi sorprese,
ma casa nostra è là sotto quel cielo di miracoli
in cui cominciò la storia di Natale.
Un bambino in una misera stalla,
con le bestie a scaldarlo ruminando;
solo là, dove Lui fu senza un tetto,
tu ed io siamo a casa.
Abbiamo mani all'opera e teste capaci,
ma i nostri cuori si sono persi – molto tempo fa!
In un luogo che nessuna carta o nave può indicarci
sotto la volta del cielo.
Questo mondo è selvaggio come raccontano le favole antiche,
e anche le cose ovvie sono strane,
basta la terra e basta l'aria
per suscitare la nostra meraviglia e le nostre guerre;
Ma il nostro riposo è lontano quanto il soffio di un drago
e troviamo pace solo in quelle cose impossibili,
in quei battiti d'ala fragorosi e fantastici
che volarono attorno a quella stella incredibile.
Di notte presso una capanna all'aperto
giungeranno infine tutti gli uomini,
in un luogo che è più antico dell'Eden
e  che alto si leva oltre la grandezza di Roma.
Giungeranno fino alla fine del viaggio di una stella cometa,
fino a scorgere cose impossibili che tuttavia ci sono,
fino al  luogo dove Dio fu senza un tetto
e dove tutti gli uomini sono a casa.


Chesterton

martedì 13 agosto 2013

Chesterton e il matrimonio

"Con la benedizione del matrimonio, si riceve la forza per amarsi ed essere fedeli l'uno all'altra e in quanto sacramento, la grazia di portare su di sé i limiti e gli errori dell'altro come fossero i propri. Qualsiasi marito e qualsiasi moglie sbaglia a volte così come ogni madre a volte sbaglia col figlio. Non siamo onniscienti e onnipotenti: non vediamo tutti gli elementi, non possiamo controllare nemmeno quelli che vediamo e l'egoismo umano a volte gioca brutti scherzi inconsci anche nel cuore più adorabile. In altre parole, non siamo Dio e guai a chi venera idoli anche all'interno del matrimonio. Ma una volta che ci si rende conto di questo, una volta che Dio è messo sul trono, nel matrimonio entra un enorme potere, per cui gli errori e i peccati dei due che sono stati fatti uno, possono servire per la reciproca santificazione."

"Uno dei misteri del matrimonio, che deve essere un sacramento e uno dei più incredibili, è che un uomo inutile come me, può diventare indispensabile in certi momenti. Non mi sono mai sentito così piccolo come ora che so quanto sono necessario."

http://it.wikiquote.org/wiki/Gilbert_Keith_Chesterton

sabato 25 agosto 2012

Uomovivo ovvero l’ottimismo cristiano.


Uomovivo di G.K. Chesterton. Libere riflessioni.

Chesterton ha vissuto la propria esistenza cogliendo la meraviglia della natura, oltre alla consapevolezza dell’unicità di ogni vita. Ha sempre vissuto gli aspetti comici e tragici dell’esistenza come parte integrante della condizione umana.
Innocent Smith, Uomovivo, personifica l’ottimismo cristiano, con una visione metafisica della vita, in contrapposizione alla concezione moderna (atea e positivista) nel periodo tra Ottocento e Novecento. Uomovivo è un uomo che ha raggiunto la piena consapevolezza di sé, ha una tranquillità d’animo che solo i puri e i bambini hanno: lui con una pistola è in grado di ridare la vita agli uomini morti.



Innocent irrompe in casa Bacon in un modo così straordinario e spiazzante che “ridistribuisce la vita” ai 5 ospiti della casa… anche grazie alla sua pistola. Arriva come un vento impetuoso… prende sotto gamba ogni cosa e non si prende sul serio, “aveva già fatto un passo lungo come quello di un gigante passando direttamente dall’infanzia alla virilità, senza conoscere quella inevitabile crisi di gioventù per la quale la maggior parte di noi diventa vecchio prima del tempo” (p.51).
Per i 5 ospiti è avvenuta una rivoluzione, causata da colui che viene considerato pazzo. Addirittura propone l’autogoverno della casa. La pazzia di Smith fa emergere le contraddizioni che ancora oggi sono presenti. Ad esempio sull’autorità: “l’uomo non si sente mai libero fino a quando un’istituzione non lo libera, ma la libertà non può esistere fino a quando non viene dichiarata d’autorità” (p.61). L’autore per bocca del protagonista riesce a inserire perle di saggezza che fanno riflettere gli annoiati abitanti della casa: “solo quando si naufraga veramente, si trova quello che si vuole davvero. Quando si naufraga in un’isola deserta non ci si sente affatto in un deserto” (p.70).
In seguito a questa rivoluzione gli ospiti iniziano ad affezionarsi ad Innocent e a percepire l’azione liberatoria che ha dato loro: iniziano a sentirsi vivi. Ad un tratto si avvertono degli spari, fuoriusciti dalla sua pistola verso il cappello del dottor Warner, chiamato dagli ospiti per soccorrerli dal pazzo.
Tuttavia gli ospiti, ora, cercano di difenderlo e di nasconderlo: la sua visita ha fatto bene. Innocent era considerato un criminale, anche se non aveva ancora commesso alcun delitto.

Viene quindi inscenato un processo contro l’Uomovivo, in un “tribunale dell’assurdo”, in cui linea di difesa sarà geniale: colpi di scena continui e testimonianze scritte che lambiscono l’assurdo. Inglewood e Moon lo difendono, mentre Gould e il razionale criminologo americano Pym (chiamato da Warner) lo accusano. Diana e Rosamund invece presiedono al processo.

Innoncent viene accusato di omicidio, nonostante non abbia ucciso nessuno. In un modo bizzarro ha ridato vita ad un professore universitario, che nonostante fosse vivo biologicamente era morto. Innocent voleva la conferma che il nulla non esistesse, che la gioia di vivere fosse diversa dalla volontà di vivere. Uomovivo riserva le sue pallottole per i pessimisti cronici ( o uomini morti, o uomini moderni, che Innocent disprezza profondamente) figli di una società nichilista. “Siamo mantenuti giovani dalla morte! (p.161) Ritengo sia davvero pericoloso che un uomo pensi, anche per un solo secondo, di aver capito la morte (p.162)”. Quel giorno fu per il professore la sua rinascita. Uomovivo è un fanatico della gioia di vivere.

Di seguito viene accusato di furto con scasso, ma di casa sua! Quello di Innocent era un modo eccentrico di riscoprire le proprie cose e i propri affetti (moglie e figli).Nella notte inglese piena di nebbia, riflette sulla sua patria oramai immersa nel nichilismo: “L’Inghilterra moderna si potrebbe paragonare a una nube di fumo, in grado di indossare ogni colore, ma che alla fine non lascia nient’altro che una macchia” (p.183). Il suo camino da cui entra in casa sua, diventa “il passaggio che unisce la terra al cielo… la porta di babbo natale è la vera porta principale: quella che si apre sull’universo” (p.186). Inoltre afferma che “si dovrebbero derubare solo i santi e i saggi, che possono essere spogliati e possono essere saccheggiati; ma non si possono privare le persone povere delle piccole cose che rappresentano il loro piccolo orgoglio” (p. 188). Cerca sempre di prendere alla sprovvista il proprietario (lui), ma “lui sta facendo quello che sto facendo io”, e “so quanto lui sia veramente felice ma non mi capita mai di coglierlo in flagrante di felicità” (p. 193).
(p.191) “Non nego che ci debbano essere preti per ricordare agli uomini che un giorno dovranno morire. Dico solamente che in certe epoche strane, come quella in cui viviamo, è necessario avere … i poeti per ricordare agli uomini che sono ancora vivi. Gli intellettuali fra cui vivevo non erano abbastanza vivi da temere la morte … Finchè non si metteva loro sotto il naso la canna di una pistola non si rendevano conto di essere nati. … Per questi …la morte era la loro unica opportunità di imparare a vivere”. Per lui vedere un uomo vivo “con due gambe” era una vittoria.
L’uomovivo è colui che cerca sempre di desiderare, in modo nuovo e diverso, le proprie cose e i propri affetti.

Altra accusa: abbandono della famiglia per fare il giro del mondo. Anche questa accusa è un modo per riflettere: “Andare dritto intorno al mondo è il modo più breve per giungere al punto dove già lei si trova” (p.203) … non è la stessa cosa restare fermi… “questa strada è lunghissima e faticosa. Alla fine del  mondo ritroverò mia moglie che ho realmente sposato e la casa che è realmente casa mia.. non sente mai il bisogno di fuggire da casa sua per poi cercarla e ritrovarla? … Questa è la rivoluzione: andare, andare e girare in tondo, tornando da dove si è partiti! Ogni rivoluzione, come un pentimento, è un ritorno. … Le annuncio che sto per fare una rivoluzione: … capovolgerò il mondo e capovolgerò anche me… ma la mia rivoluzione finirà in un luogo sacro e felice: un celestiale e incredibile luogo, quello da dove siamo partiti” (pp. 204-5).
La distanza aiuta a ritrovare il desiderio per le cose e per gli affetti: ecco il motivo del viaggio dell’uomovivo. Si fugge per ritrovarsi e tornare. Smith ha abbandonato casa sua perché si sentiva lontano, nonostante amasse la sua famiglia. Riconosce la vita umana come piena di incanto e di insoddisfazione, ma che esistono luoghi speciali che amiamo, e questi luoghi ci sono dati da Dio. Il Paradiso può essere qui ora.

Ultima accusa: la poligamia. In realtà l’uomovivo seduce sempre e in modo diverso l’amata moglie. Molti fidanzamenti, molti matrimoni, ma una sola moglie.

Smith si rifiuta di morire finchè è vivo. Cerca in tutti i modi di mantenere vivi i suoi affetti e i suoi sentimenti. Innocenti è felice perché innocente. Sfida le convenzioni perché osserva i comandamenti. Vuole riconciliare le persone alla vita con la sua pistola. Per conservarci felici non ci resta che essere innocenti come un bambino, incapace di peccare… bisogna essere buoni per essere felici.