Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
mercoledì 29 aprile 2026
Adolescenza: non è una malattia, è una primavera (anche se fa paura) Osvaldo Poli
lunedì 20 aprile 2026
Amare e comprendere significano prestare attenzione nel tempo. D'Avenia.
Guardare davvero i ragazzi. Alessandro D’Avenia prende la parola partendo da un dettaglio che quasi nessuno ha notato. In un video proiettato poco prima, mentre adulti parlavano di adolescenza, in alto a sinistra compariva una finestra: dietro, un ragazzo piegato sul banco, la testa bassa, immobile. Per tutta la scena non si rialza mai. È lì, schiacciato da un peso invisibile, mentre di lui si discute senza che nessuno lo guardi davvero.
Ecco il punto, dice D’Avenia: parliamo dei ragazzi, ma non guardiamo i loro corpi, i loro segni, ciò che ci sta chiedendo attenzione.
L’attenzione, oggi, è la materia prima dell’umano. È la vera energia della vita interiore, ma è anche la risorsa più sfruttata, trivellata fino all’esaurimento da dispositivi che competono per catturarla. Senza attenzione non c’è comprensione, non c’è amore. Perché comprendere significa prestare attenzione nel tempo, e amare è esattamente la stessa cosa: attenzione prolungata, fedele, incarnata.
lunedì 30 marzo 2026
“Toglieteci il cellulare, aiutateci a vivere davvero.”
lunedì 23 febbraio 2026
Gestire le emozioni. Alberto Pellai.
Oltre la paura: la presenza come risposta
I social network, la vita mediata dagli schermi e la frammentazione delle relazioni generano spesso nei genitori un senso di smarrimento: temiamo di non capire più i nostri figli, come se nella stessa casa si parlassero linguaggi diversi. Dove diciamo "ti voglio bene", loro percepiscono un'invasione; dove offriamo un consiglio, leggono un giudizio.
La reazione più rischiosa è cercare la "performance genitoriale" perfetta o osservare l'adolescente come un problema da risolvere. L'adolescenza non è un guasto: è un cantiere.
Non serve una tecnica perfetta, ma una presenza stabile. I figli non hanno bisogno di adulti che indichino sempre la strada, ma di adulti che restino, testimoniando una certezza semplice: vale la pena vivere, e vale la pena farlo insieme.
https://www.youtube.com/live/rxOhmgcnMU0?si=yeiuNiNj6Z1shuXP