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martedì 6 aprile 2021

Il Battesimo di Ester

Premessa

 

O Signore, questa giornata e questo sacramento sono un inno alla vita e alla speranza… richiamano alla mente il “Vangelo della Vita” tanto caro a Giovanni Paolo II.

 

Ci siamo presentati uniti per la prima volta davanti a Te il 25 Maggio di 8 anni fa, e oggi siamo di nuovo qui a presentarti Ester. Ester è per noi, come il personaggio biblico per il popolo di Israele, un segno di salvezza.

 

In questi 8 anni, come Tu ben sai, abbiamo affrontato tante sfide:

 

notti insonni e giornate senza fine; la malattia e la morte;

la sofferenza e la rabbia; la gioia e la speranza;

la grandezza e la piccolezza dell'uomo;    

i nostri limiti e i nostri carismi nascosti.

 

In un mondo in cui ci si preoccupa del fare e dell’apparire, le esperienze di vita, di morte e di malattia richiedono di essere vissute. Eh sì, “Bisogna saper sopportare i tuoi misteri” [1]! Abbiamo quindi cercato di capire se i nostri ideali fossero diventati pratica o fossero rimasti solo belle parole, se fossimo rimasti fedeli ai nostri desideri.

 

Hai ascoltato il nostro grido, Signore! Ci siamo ritrovati “nel mezzo del cammin di nostra vita” [2] rischiando di perdere “la retta via”.

 

Cercavamo di capire razionalmente quello che ci succedeva, non trovando risposta, « Perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» [3].

 

La risposta non era da cercare nella razionalità perchè «il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce» [4]

Davanti ai nostri perché, Signore, ci hai mostrato lo scandalo e la stoltezza della Croce [5]. Ci hai mostrato la sofferenza del Figlio che porta alla resurrezione, alla vera vita.

Già ora viviamo la vita eterna, con le sue gioie e i suoi dolori. Il Battesimo di oggi è un nuovo inizio. “A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa dell'intera umanità; e lo portò con sé nel Giordano. Dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo di Gesù si rivela solo nella croce …, e la voce del cielo "Questi è il Figlio mio prediletto" è il rimando anticipato della risurrezione.” [6]

 

Abbiamo provato che la fede non è tenebra, ma luce.

Abbiamo scoperto la potenza della preghiera: in tanti ci hanno aiutato pregando. E quella forza si è fatta sentire e ha rischiarato le nostre tenebre.

 

Grazie a Te, Signore, e ai figli che ci hai affidato, abbiamo ritrovato il senso che Tu poni nelle nostre vite. Il senso della vita c'è, eccome, al contrario di quanto dicono i falsi profeti, che legittimano la profezia per cui "Quando non si crede più in Dio si rischia di credere a tutto" [7]. Vivendo “come se Dio non esistesse, l’uomo smarrisce non solo il mistero di Dio, ma anche quello del mondo e il mistero del suo stesso essere” [8].

 

La vita può essere considerata una scommessa, ma come ci insegna uno spirito veramente illuminato «Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare» [9]

Abbiamo vacillato ma siamo rimasti uniti, io ed Eleonora, per affrontare “la buona battaglia” … e conservare (ndr) “la fede“ [10].

 

Abbiamo iniziato ad accogliere la vita senza troppi programmi a lungo termine: Tu ci insegni che “a ciascun giorno basta la sua pena”. [11]

Negli anni, la sfida educativa è stata faticosa e non è terminata, ma abbiamo imparato che occorre affrontare la realtà per essere felici.

 

“Fare il terzo figlio oggi in Italia è da matti” ma il nostro desiderio ci ha guidati e abbiamo deciso di “prendere in giro la paura del futuro … e sconfiggere le ansie dicendo sì alla speranza”. [12]

 

Siamo stati incoraggiati dalle parole della volpe “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. … Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.” [13]

 

Ma quindi il cristiano è un illuso? Un ottimista a prescindere?

No. Il cristiano è un realista, che sfrutta la forza che gli viene data da Dio per operare. E’ colui che si aggrappa al Signore e ha speranza in Lui anche quando le cose vanno male: «Quando sono debole è allora che sono forte» [14].

 

La speranza è un rischio, una scommessa, così come la fede e l'amore.

Ma Dio è sempre con noi e nel nostro matrimonio recitavamo:

“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? …

Chi ci separerà dall'amore di Cristo?

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?... Niente e nessuno (ndr)… potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”  [15]

 

Scusa Signore se ti abbiamo tediato con queste parole, è bene che sia fatta non la nostra, ma la tua volontà!

 

Parlando con Dio, nel suo diario Etty (diminutivo di Ester) Hillesum, diceva “O mio Dio prendimi per mano ... Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, e cercherò di accettare tutto… La vita è difficile ma non è grave”  [16]

 

O Signore, il nostro ultimo pensiero va alle famiglie in difficoltà con figli ammalti perché non è sempre vero che il “Signore affida le sfide più difficili ai suoi migliori soldati”. E’ vero invece che per sopportare la prova occorre un incontro, l’incontro con Gesù, il Cristo, morto e risorto per noi.

 



[1] Etty Hillesum - Lettere. (Ebrea olandese vittima dell'Olocausto).

[2] Dante Alighieri – La Divina Commedia

[3] Agostino. Confessioni.

[4] Blaise Pascal, Pensieri.

[5] San Paolo nella prima lettera ai Corinzi.

[6] Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret.

[7] Gilbert K. Chesterton.

[8] Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae.

[9] Blaise Pascal, Pensieri.

[10] San Paolo nella seconda lettera a Timoteo

[11] Matteo 6.

[12] De Palo Gambini - Ci Vediamo a casa.

[13] Antoine de Saint d’Exupery- Il Piccolo Principe

[14] 2 Cor 12, 10.

[15] San Paolo nella lettera ai Romani

[16] Etty Hillesum - Lettere.

mercoledì 2 ottobre 2019

#GlobalWarming

– Qual’ è la temperatura ideale o normale del pianeta? – Quando vi è troppo ghiaccio ai poli e quando non ve ne è abbastanza? – Come spiegare i cambiamenti piuttosto drammatici del clima molto prima che l’uomo avesse una reale influenza? – Perché un pianeta più caldo è necessariamente un pianeta peggiore? Nel caso in cui i livelli del mare aumentassero un po’, le terre arabili della Siberia e del Canada settentrionale non rappresenterebbero una buona compensazione? – Come si fa a sapere per davvero che accadranno tutte le cose terribili che prevedi e che accadranno all’improvviso, in un colpo solo, nel giro di 12 anni? In genere, quando faccio queste domande, non ottengo risposte. Invece, mi rimproverano con una specie di fervore religioso ritenendomi non solo stupido, ma anche pericoloso e moralmente malvagio. Come oso avere dubbi o domande? È una specie di dibattito proibito e dovrei vergognarmi di me stesso (già mi è stato detto) anche per aver suggerito che potrebbero esserci delle incertezze in una qualsiasi delle previsioni.

Mons. Charles Pope, National Catholic Register, in PanAmazonSynodWatch, 1.10.19

Giudice e Misericordioso

http://lanuovabq.it/it/brigida-la-santa-che-parlava-con-parresia-anche-ai-papi

A Brigida, in una delle tante rivelazioni, Gesù indica le radici stesse della corruzione che regna nella Chiesa: “Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti”.

lunedì 15 aprile 2019

La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali

Una società nella quale Dio è assente - una società che non lo conosce più e lo tratta come se non esistesse - è una società che perde il suo cri­terio. Nel nostro tempo è stato coniato il motto della «morte di Dio». Quando in una società Dio muore, essa diviene libera, ci è stato assicurato. In verità, la morte di Dio in una società significa anche la fine della sua libertà, perché muore il senso che offre orientamento. E perché vie­ne meno il criterio che ci indica la direzione insegnandoci a distinguere il bene dal male. La società occidentale è una società nella quale Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire. E per questo è una società nella quale si perde sempre più il criterio e la misura dell'umano. In alcuni punti, allora, a volte diviene improvvisa­mente percepibile che è divenuto addirittura ovvio quel che è male e che distrugge l'uomo. 

Benedetto XVI    


mercoledì 20 febbraio 2019

Quando il dolore è la voce del bambino @Scienza_e_Vita

Il dibattito politico sulle leggi riguardanti il fine-vita rischia di restare zoppo se non prende in seria considerazione i minori in età pediatrica, soggetti spesso incapaci di esprimersi. In questa prospettiva, il convegno intitolato "Quando il dolore è la voce del bambino", tenutosi a Roma oggi, 13 febbraio, su iniziativa della Senatrice Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, insieme con l'associazione Scienza & Vita, ha provato ad individuare nuovi elementi in grado di contribuire a "dare voce" ai bimbi – ed in particolare ai neonati – che versano in condizioni cliniche caratterizzate da intenso dolore e sofferenza. La condizione di questi soggetti, non in grado comunicare compiutamente, evidenzia infatti quanto sia rischioso nei loro confronti assumere decisioni cliniche affrettate o, talvolta, dettate da un malinteso sentimentalismo, mentre invece la medicina odierna offre validi strumenti per comprendere più oggettivamente cosa il minore in età pediatrica stia effettivamente percependo. Ad esempio, interpretando e traducendo con strumenti tecnici all'avanguardia il suo pianto e le sue espressioni di dolore, per comprendere se e quando il bambino ci sta comunicando di percepire una condizione di forte ed incoercibile stress. Durante i lavori del convegno, è stato Carlo Bellieni, neonatologo (e vice-presidente nazionale di Scienza & Vita) a relazionare sugli ultimi progressi in questo campo della medicina, proponendo al tempo stesso di adottare con neonati e bimbi molto piccoli un principio di valutazione del dolore su basi tecniche, per valutare l'eventuale configurarsi di un reale "accanimento terapeutico" nei loro confronti. E' toccato poi ad Alberto Villani, primario di pediatria dell'ospedale Bambin Gesù, esemplificare l'applicazione pratica di tale principio nella clinica ospedaliera quotidiana. Infine, Maria Teresa Iannone, responsabile del servizio di bioetica del Fatebenefratelli, si è soffermata sull'analisi etica di questa proposta, mostrando anche come questo si possa inserire nel dibattito legislativo e bioetico attualmente in atto, dibattito che rischia talvolta di essere troppo teorico e poco basato sui fatti e le conoscenze medico-cliniche.

martedì 8 gennaio 2019

Buon Natale

"La gloria di Dio non si manifesta nel trionfo e nel potere di un re, non risplende in una città famosa, in un sontuoso palazzo, ma prende dimora nel grembo di una vergine, si rivela nella povertà di un bambino. L'onnipotenza di Dio, anche nella nostra vita, agisce con la forza, spesso silenziosa, della verità e dell'amore. La fede ci dice, allora, che l'indifesa potenza di quel Bambino alla fine vince il rumore delle potenze del mondo."

Benedetto XVI

martedì 30 ottobre 2018

Il Battesimo di Alberto



Modena, 1 Novembre 2018.
Festività di tutti i Santi.

A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa dell'intera umanità; lo portò con sé nel Giordano. Dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo di Gesù si rivela solo nella croce: il battesimo è l'accettazione della morte per i peccati dell'umanità, e la voce del cielo "Questi è il Figlio mio prediletto" è il rimando anticipato della risurrezione.
Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret

Cari Maria e Matteo,

Che gioia ci avete dato! Per noi è un vero onore essere padrino e madrina del piccolo Alberto.

Ma ne saremo in grado? Riflettendo sulla nostra situazione di genitori e di sposi (e di padrini) ci sentiamo spesso così inadeguati, così lontani dall’essere un esempio.

Per fortuna nostro Signore non guarda il nostro curriculum (il passato) ma guarda a ciò che possiamo dare. Siatene certi: pregheremo per Alberto e per la vostra famiglia, e vi saremo vicini, anche se mai come oggi è diventato difficile dirsi, e soprattutto, essere cristiani e camminare per le vie del Signore. Non è facile oggi e non lo sarà un domani, ma insieme ci proveremo (anche con l’aiuto di tutti i Santi).


Veniamo da un anno tremendo, in cui la nostra serenità è stata minata nelle fondamenta, nella carne viva.
Da queste sfide della vita, stiamo uscendo affaticati, ma abbiamo speranza. In questo periodo la vostra amicizia si è sempre fatta sentire: ci siete sempre stati vicini e ci sentiamo parte della vostra famiglia.

Abbiamo una certezza: la preghiera e la comunione sono l’unico antidoto al male e alle seduzioni del mondo.



Caro Alberto,

i tuoi genitori ti hanno fatto un dono grande: ricevere la grazia e lo Spirito di Dio nel Battesimo.

Per te hanno scelto un nome “illustre”: Sant’Alberto Magno è protettore degli scienziati e dottore della Chiesa, fu maestro di San Tommaso, vescovo e scienziato.

Già nel nome i tuoi genitori hanno voluto indicarti una strada importate, che ti aiuteranno a percorrere. Da oggi, hai un aiuto in più: il seme dello Spirito è stato piantato in te. La mamma e il papà ti aiuteranno a farlo maturare, e un domani sarai tu a decidere se continuare a farlo crescere. Noi cercheremo di aiutare i tuoi genitori, pur con tutti i nostri limiti, in questo difficile compito.

Da oggi sei figlio di Dio, una nuova creatura, immerso nell'acqua che purifica, ed emerso nella resurrezione di Gesù. Oggi sei presentato alla Chiesa per essere libero, per essere immerso nel’amore di Dio e per essere protetto nel suo Spirito.

Gesù, Dio fatto uomo, è morto in croce per dare speranza ai più deboli e a chi ha sbagliato.
Gesù è stato il primo nella storia a dare uno spazio ai malati, ai bisognosi, alle donne e ai bambini.
Il suo sguardo di tenerezza e protezione nei loro confronti ha cambiato la concezione della persona.
Gesù coi bambini si commuove, li guarisce, li accoglie tra le sue braccia e protegge l'innocenza della loro anima.


Da oggi con la tua veste bianca, il Signore abiterà con la vostra famiglia: sarai presenza di santità.

Oggi è un giorno di festa, e siamo qui per lodare e ringraziare il Signore per il dono che ci ha fatto.

Ti regaliamo due preghiere:

La prima la recitiamo tutte le sere assieme ai nostri bimbi, Giosuè e Tobia:

Gesù benedici e proteggi la nostra famiglia,
rendila forte e salda nella fede, nella speranza e nella carità.

La seconda è stata scritta per il Battesimo di Giosuè:

Signore benedici e proteggi questo bambino
fa che resti sempre a Te vicino.
Che nel suo cammino diffonda luce ed amore
e che la speranza abiti sempre nel suo cuore.


Cari Maria, Matteo, Francesca e Alberto,

Ci auguriamo di rimanere sempre vicini, alla ricerca della vera luce, che è Gesù.

Auguriamo ad Alberto di essere sempre sostenuto dallo Spirito di Cristo e dalla Chiesa.

Vi abbracciamo forte.

Filippo, Eleonora, Giosuè e Tobia



sabato 9 giugno 2018

Signore ti preghiamo per la mamma

Signore ti preghiamo per la mamma perché tu possa accoglierla con amore tra le tue braccia e farla sentire amata, proprio come ha fatto lei infinite volte con noi quando eravamo bambini.

 

Signore ti ringraziamo per il rande dono di averla avuta accanto. E' stata madre nostra in primis, ma è stata madre anche di tanti tra i nostri amici, accogliendoli sempre con amore e con il sorriso che ha donato a tutti con gioia fino all'ultimo giorno.

 

Signore ti ringraziamo perché anche nella sua malattia la mamma ha saputo fare dono senza paura, senza lamentele, accettandola con infinita dignità e ricercando ogni giorno un motivo di gioia e di felicità.

 

Signore ti ringraziamo per chi ci è stato accanto in questa lunga malattia, pur non essendo parte della nostra famiglia. I sacerdoti, i medici, gli infermieri, gli oss e fra tutti il nostro medico di famiglia, che andando ben oltre la sua professione, ci è stato accanto con umanità ed affetto. E ti preghiamo perché tutti quelli che sono nella sofferenza e nella difficoltà possano incontrare sul loro cammino persone simili.

 

Signore ti preghiamo per il papà che ha amato la mamma con estrema devozione fino all'ultimo respiro ed oltre. E' stato per noi esempio vivo del significato profondo del matrimonio cristiano. Ora, Signore, insieme alla mamma ti preghiamo di averne estrema cura perché nel suo cuore e nella sua vita possa di nuovo risplendere l'amore a dispetto del dolore.

 

Signore ti preghiamo per i suoi nipotini, i nostri figli Giosuè e Tobia, e Paride, perché attraverso la nostra opera di genitori e l'affetto del nonno Giuliano possano continuare a sentire la presenza della nonna e il suo infinito amore per loro.


Eleonora


venerdì 8 giugno 2018

Riposa in Cristo, Maria Alessandra Tagliavini

Nell'ultimo anno le nostre famiglie si sono trovate di fronte ai perché della vita.

I nostri perché li rivolgiamo di nuovo oggi davanti a Dio, perché siamo smarriti come gli apostoli davanti alla morte di Gesù. E' una grande perdita per la famiglia e i nipotini.
Perché un male così aggressivo si è accanito su di te? Tu così sorridente, solare, viva!

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mc 15)

Siamo qui davanti a Dio, il quale ci mostra la sofferenza e lo scandalo della Croce del Figlio, ma ci invita anche ad andare oltre, contemplando il mistero della Risurrezione. In Cristo, la croce diventa simbolo di speranza. Se Gesù non si fosse rivelato della giornata di oggi rimarrebbe solo disperazione e tristezza.

Gesù ci dice: "Beati gli afflitti perché saranno consolati" (Mt 5)

Alessandra ha testimoniato un approccio spensierato e determinato nei confronti della vita.
Amava leggere, cantare, le tradizioni e la vita all'aria aperta.

Ci ha insegnato che il sorriso è il miglior rimedio per affrontare la vite e le sue difficoltà.
Non si è mai disperata, e ha sopportato con coraggio i dolori della malattia accanto al marito Giuliano e ai figli perché convinta della presenza viva e reale di Cristo, come se facesse suo il motto paolino: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Rm 8). Negli ultimi giorni ci diceva: "Sono così felice perché se dovessi morire oggi vi ho visti tutti".

Grazie a Gesù, solo i cristiani annunciano che la morte è stata sconfitta: il sorriso e la serenità di Alessandra nell'affrontare la malattia ne saranno per sempre testimonianza.
Ti preghiamo Alessandra, veglia su di noi assieme ai tuoi amati genitori, e facci sentire la tua presenza vita nella comunione dei santi.
Signore, dona sollievo alla nostra sofferenza e donaci la tua pace.

Non abbiate paura! Voi cercate Gesù. E' risorto! (Mc 15)

Perché cercate tra i morti colui che è vivo? (Lc 23)

Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà (Gv 11)

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se muore produce molto frutto. (Gv 12)

Questa esperienza di malattia, sia da monito per tutti noi: godiamo della presenza dei nostri cari, non anteponiamo a loro e a Dio, le preoccupazioni di questo mondo.

Vegliate dunque e pregate perché non sapete né il giorno né l'ora (Mt 25)

Grazie Alessandra e Giuliano per la vostra testimonianza di amore coniugale vissuto nella gioia e nel dolore; testimoni del matrimonio cristiano come percorso verso la santificazione.

Alessandra che ci guarda dal cielo, oggi ci direbbe: "Cosa sono quelle facce tristi? Coraggio! Fatevi forza, la tristezza passa, vi aspetto a far festa qui in cielo!"
Non sia turbato il vostro cuore… abbiate fede in Dio… 

Io vado a prepararvi un posto (Gv 14)

Questa preghiera di Madre Teresa di Calcutta esprime molto bene l'approccio alla vita di Alessandra:
La vita è una canzone: cantala.
La vita è un gioco: giocalo.
La vita è una sfida: accettala.
La vita è un sogno: realizzalo.
La vita è un sacrificio: offrilo.
La vita è amore: assaporalo. 

martedì 26 dicembre 2017

Una Chiesa piccola


"Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell'esperienza. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti. Allora la gente vedrà quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto". Lo diceva Joseph Ratzinger il 24 dicembre 1969, nella conclusione del ciclo di lezioni radiofoniche presso la Hessian Rundfunk, ripubblicati nel volume "Faith and the Future", editore Ignatius Press. Sulla diagnosi aveva ragione, su quelle che sarebbero state le cure per medicare una chiesa malata anche: il futuro della chiesa, disse Joseph Ratzinger in uno dei discorsi, non risiederà in coloro che cercano affannosamente di adattarsi alle mode del momento e di lanciare slogan orecchiabili, ma nei santi, in grado di vedere più lontano degli altri perché rivolti a Dio. Buon Natale.

lunedì 13 novembre 2017

Questo è il cuore del matrimonio


"A chi si vuole sposare spiego che il matrimonio è un Sacramento per discepoli, quindi sposarsi in Chiesa significa voler essere discepoli di Cristo, e lo dico chiaramente: se una persona sa già, nel proprio cuore, che dopo il matrimonio per esempio non andrà più a Messa è meglio che lasci stare. 
Se una persona invece dice sì, e desidera essere discepolo di Cristo, allora deve sapere che il comandamento è "amatevi come io vi ho amato".
È come se nel Sacramento ti venisse affidato il marito o la moglie con questo comandamento: "Amalo come l'ho amato io". 
A questo punto tiro fuori il crocifisso e ribadisco il concetto: "Cristo vi dona lo Spirito per amare così, in croce, in modo irrevocabile e indissolubile, volete amare così? Sappiate che Dio ama un peccatore fino in fondo e non retrocede mai, così dovete fare anche voi....Allora, siete sicuri? Volete amarvi proprio così?". 
Questo stesso crocifisso lo ritiro fuori quando la coppia viene a dirmi che c'è la crisi, la difficoltà, io attraverso il crocifisso li riporto a chiedere la grazia del matrimonio, li riporto a quella domanda: ma tu vuoi essere un discepolo di Cristo? Il punto centrale è sempre l'identità di Cristo, e io sono schietto: o Cristo è Dio o Cristo è un matto. Se tu ci credi, e vuoi essere suo discepolo, quando sei in fila per la Comunione, riferendoti al tuo sposo o alla tua sposa devi dire: "Voglio amarlo come lo ami Tu", quindi significa che credi che quello sia il corpo di Cristo e allora io domando ancora: davvero vuoi amarlo così? Fino a farti mangiare? 
Questo è il cuore del matrimonio."​

​Padre Maurizio Botta

martedì 21 marzo 2017

Letture del Battesimo di Tobia

1Sam 16,1b.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla

Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore».

Il Signore è il mio pastore: 
non manco di nulla. ... Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me.

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. ... «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà».

Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

lunedì 2 gennaio 2017

È nato Tobia!

Il primo Gennaio 2017 alle 00.49 è nato Tobia Gibellini, il primo modenese DOC del 2017.

È nato nel giorno di Maria Santissima Madre di Dio!

sabato 31 dicembre 2016

Buon 2017 e che la Famiglia di Nazaret sia da esempio


Amore mio,

Bella giornata oggi a Modena: fredda, ma limpida.
Oggi è anche il giorno del mio compleanno: tempo di bilanci quindi...

Il mio (nostro) regalo arriverà tra qualche giorno quando diventerò papà per la seconda volta. Non sta a noi decidere il giorno esatto, ma Tobia troverà una famiglia pronta ad accoglierlo, nonostante le nostre fragilità.

Questa settimana è stata importante: abbiamo avuto modo di riflettere, sui nostri difetti come genitori e come sposi. Non siamo riusciti a fare i "giri" che avremmo voluto, ma abbiamo "vissuto" appieno la nostra famiglia, sia la monotonia della quotidianità, che la straordinarietà di essere tutti insieme. 

E' passato in fretta anche questo Natale, ormai sempre più festa del regalo, che non festa della nascita del Salvatore. Il mio sguardo torna a fissarsi su quel presepe e su quella famiglia rappresentata. Una famiglia modesta che ha dovuto modificare il proprio progetto di vita mettendolo a disposizione del Signore. Quel bambino era (ed è) il Salvatore tanto atteso: affidato proprio a loro, nato lontano dalle luci della città, in una mangiatoia. 

Chissà com'era Gesù da bambino? Dormiva alla notte? Mangiava senza capricci? Era affettuoso? Chissà.. sicuramente non sarà stato facile. 

E il nostro bimbo? Quanto ci vuole bene Giosuè? Tanto e tante volte lo ha dimostrato questa settimana! E' stato ammalato diversi giorni, ma è stato sempre sereno, perché sentiva la nostra presenza. Perdona sempre i nostri difetti, quando alziamo la voce, quando siamo stanchi e perdiamo la pazienza. Lui è sempre lì a perdonarci. Se solo fossimo così anche noi nei confronti del Padre...

Dobbiamo essere forti e saldi, 
pronti alle sfide della vita, 
trovare il tempo per il Signore, 
come la famiglia di Nazaret (modello di perfezione).

Ricordi: Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? (Rm 8)

Preghiamo per la famiglia.

Preghiamo per tutti queli sposi che non hanno ancora potuto accogliere un figlio. 

Preghiamo anche per quelli a cui è "capitato" all'improvviso (come alla famiglia di Nazaret).

Preghiamo per quegli amici e famigliari che non ci sono più.

Preghiamo per chi è povero e nella difficoltà (come la famiglia di Nazaret).

Preghiamo per chi ci ha dato fastidio, per chi non ci capisce, per chi ci fa faticare.

Sia la famiglia di Nazaret il modello per la nostra famiglia.

Coraggio e Buon anno nuovo.

Tuo, Filippo.




giovedì 29 dicembre 2016

Battesimo e Croce

​A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa dell'intera umanità; lo portò con sè nel Giordano. Dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo di Gesù si rivela solo nella croce: il battesimo é l'accettazione della morte per i peccati dell'umanità, e la voce del cielo "Questi é il Figlio mio prediletto" é il rimando anticipato della risurrezione.

Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret​

domenica 25 dicembre 2016

Preghiera del perdono per gli sposi

Signore donaci la forza di perdonarci e di perdonare. Aiutaci a lasciar cadere il rancore e la rabbia, per raggiungere la serenità del cuore e la felicità. "Non tramonti mai il sole sulla nostra ira".

Signore aiutaci a non giudicare, a non condannare e a non parlare male degli altri perché sull'amore saremo giudicati.

Signore perdona le nostre fragilità e mancanze: noi chiamati alla perfezione di Cristo, sappiamo imitarlo e testimoniarlo nella vita, nelle difficoltà e nelle gioie.

Amen

sabato 10 dicembre 2016

Tobia

Riprende il nome teoforico ebraico טוֹבִיָּה (Toviyyah o Tobhiyyah), che è composto da tobh ("bene") e Yah (abbreviazione di YHWH, il nome di Dio); il suo significato complessivo può essere interpretato in vari modi, fra cui "il Signore è il mio bene", "YHWH è buono" o "buon signore".

Tobia il Giovane, personaggio dell’Antico Testamento, marito di Anna, è protagonista dell’omonimo libro deuterocanonico. Deportato con la famiglia a Ninive, sopportò con rassegnazione la prigionia e la cecità, dedicandosi a opere caritatevoli. Guidato dall’arcangelo Raffaele, si recò in Media e guarì il padre dalla cecità con il fiele di un pesce.

Etimologia: Deriva dall'ebraico Tobijah e significa gradito al Signore.

giovedì 31 marzo 2016

Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia

« Fare una rivoluzione significa sovvertire l'antico ordinamento del proprio paese; e non si può ricorrere a ragioni comuni per giustificare un così violento procedimento. […] Passando dai principî che hanno creato e cementato questa costituzione all'Assemblea Nazionale, che deve apparire e agire come potere sovrano, vediamo qui un organismo costituito con ogni possibile potere e senza alcuna possibilità di controllo esterno. Vediamo un organismo senza leggi fondamentali, senza massime stabilite, senza norme di procedura rispettate, che niente può vincolare a un sistema qualsiasi. [...] Se questa mostruosa costituzione continuerà a vivere, la Francia sarà interamente governata da bande di agitatori, da società cittadine composte da manipolatori di assegnati, da fiduciari per la vendita dei beni della Chiesa, procuratori, agenti, speculatori, avventurieri tutti che comporranno un'ignobile oligarchia, fondata sulla distruzione della Corona, della Chiesa, della nobiltà e del popolo. Qui finiscono tutti gli ingannevoli sogni e visioni di eguaglianza e di diritti dell'uomo. Nella "palude Serbonia" di questa vile oligarchia tutti saranno assorbiti, soffocati e perduti per sempre. »
(Edmund Burke, Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia)

Burke attaccò poi la costituzione francese del 1791, approvata dall'Assemblea nazionale sulla base della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, in quanto a suo dire la nuova costituzione preparava il terreno a disastri politici, negando altresì ogni paragone tra essa e il Bill of Rights inglese del 1689, quello americano recente o perfino la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti. In un discorso al Parlamento il 6 maggio 1790 attaccò i costituenti francese e affermò:

« Guardo alla costituzione francese, non con approvazione ma con orrore, giacché contiene in sé tutti quei principî da avversare, gravidi di pericolose conseguenze che dovrebbero essere grandemente temute ed aborrite.[6] »
(Edmund Burke alla Camera dei Comuni)

giovedì 11 febbraio 2016

Lezione di Carlo Caffarra sull’amore umano

Condizione del matrimonio

L'edificio del matrimonio non è stato distrutto; è stato de-costruito, smontato prezzo per pezzo. Alla fine abbiamo tutti i pezzi, ma non c'è più l'edificio. Esistono ancora tutte le categorie che costituiscono l'istituzione matrimoniale: coniugalità; paternità-maternità; figliazione-fraternità. Ma esse non hanno più un significato univoco. 

E' in opera una istituzionalizzazione del matrimonio che prescinde dalla determinazione bio-sessuale della persona. Diventa sempre più pensabile il matrimonio separandolo totalmente dalla sessualità propria di ciascuno dei due coniugi. Questa separazione è giunta perfino a coinvolgere anche la categoria della paternità-maternità.
 
La conseguenza più importante di questa de-biologizzazione del matrimonio è la sua riduzione a mera emozione privata, senza una rilevanza pubblica fondamentale. 

E' in opera la riduzione, la trasformazione del corpo in puro oggetto. Da una parte il dato biologico viene progressivamente espulso dalla definizione di matrimonio, dall'altra, e di conseguenza in ordine alla definizione di matrimonio le categorie di una soggettività ridotta a pura emotività diventano centrali. 

Prima della svolta, in sostanza il "genoma" del matrimonio e famiglia era costituito dalla relazione fra due relazioni: la relazione di reciprocità (la coniugalità) e la relazione inter-generazionale (la genitorialità). 

Tutte e tre le relazioni erano intra-personali: erano pensate come relazioni radicate nella persona. Esse non si riducevano certamente al dato biologico, ma il dato biologico veniva assunto ed integrato dentro la totalità della persona.

Ora la coniugalità può essere sia etero che omosessuale; la genitorialità può essere ottenuta da un procedimento tecnico.

Problemi posti dal Vangelo del matrimonio

E' noto che secondo la dottrina cattolica, il matrimonio sacramento coincide col matrimonio naturale.

Ora ciò che la Chiesa intendeva ed intende per "matrimonio naturale" è stato demolito nella cultura contemporanea. 

Chi chiede di sposarsi sacramentalmente, è capace di sposarsi naturalmente?
 
Ora siamo nell'incapacità di percepire la verità e quindi la preziosità della sessualità umana.
Occorre la ricostruzione di una teologia e filosofia del corpo e della sessualità, che generino un nuovo impegno educativo in tutta la Chiesa. In conseguenza del fatto che disperiamo della nostra capacità di conoscere una verità totale e definitiva, noi abbiamo difficoltà a credere che la persona umana possa realmente donare se stessa in modo totale e definitivo, e ricevere l'auto-donazione totale e definitiva di un altro.

Nasce da questa inconsistenza l'incapacità oggi della persona di pensare l'indissolubilità del matrimonio se non in termini di una legge exterius data: una grandezza inversamente proporzionale alla grandezza della libertà.

Gli ordinamenti giuridici sono andati progressivamente sradicando il diritto di famiglia dalla natura della persona umana.

La legge si arroga l'autorità di rendere artificialmente possibile ciò che naturalmente non lo è. 

Modalità dell'annuncio

Vi sono tre modalità che vanno evitate. 

La modalità tradizionalista, la quale confonde una particolare forma di essere famiglia con la famiglia ed il matrimonio come tale. 

La modalità catacombale, la quale sceglie di ritornare o rimanere nelle catacombe. Concretamente: bastano le virtù "private degli sposi"; è meglio lasciare che il matrimonio, dal punto di vista istituzionale, sia definito da ciò che la società liberale decide. 

La modalità buonista, la quale ritiene che la cultura di cui ho parlato sopra, sia un processo storico inarrestabile. Propone di venire, quindi, a compromessi con esso, salvando ciò che in esso sembra essere riconoscibile come buono.

La prima necessità è la riscoperta delle evidenze originarie riguardanti il matrimonio e la famiglia. Togliere dagli occhi del cuore la cataratta delle ideologie, le quali ci impediscono di vedere la realtà. La verità del matrimonio non è una lex exterius data, ma una veritas indita.
 
La seconda necessità è la riscoperta della coincidenza del matrimonio naturale col matrimonio-sacramento. La separazione fra i due finisce da una parte a pensare la sacramentalità come qualcosa di aggiunto, di estrinseco, e dall'altra parte rischia di abbandonare l'istituto matrimoniale a quella tirannia dell'artificiale di cui parlavo. 

La terza necessità è la ripresa della "teologia del corpo" presente nel Magistero di S. Giovanni Paolo II.

Alla base delle discussioni del Sinodo, George Weigel si chiede qual è il rapporto che la Chiesa vuole avere colla post-modernità, nella quale i relitti della decostruzione del matrimonio sono la realtà più drammatica ed inequivocabile. 




lunedì 8 febbraio 2016

Quella strana idea di Medioevo.

Per tutti il Medioevo è un periodo storico "buio" in cui la ragione è stata oscurata (dalla Chiesa).

Tuttavia il Medioevo è fra noi, avendoci lasciato un immenso patrimonio artistico. Ma è fra noi anche perché ospedali, università, banche e cattedrali furono appunto inventate nel "buio" medioevo. E così pure l'idea di Europa, le libertà comunali, l'economia di mercato e la sovranità popolare.

La cultura classica ci è stata tramandata dal "cattivo" Medioevo e sempre lì sono nate anche la tecnologia e la scienza, insieme con la musica (nella sua forma moderna).

Perfino la Divina Commedia nasce dal genio medievale di Dante Alighieri che così – letteralmente – "inventò" la lingua italiana.

giovedì 4 febbraio 2016

Certe cose a doverle spiegare viene da piangere. #unionicivili

Questi sono gli argomenti di oggi nel dibattito sulle #unionicivili (usati anche da sedicenti cattolici)...

(tra parentesi i miei commenti)

- "Conta solo l'amore" (nessuno nega l'importanza dell'amore, ma come può uno stato, a livello legislativo, definire il livello corretto di amore ?? I desideri non sono diritti... La legge deve tutelare le persone, non i suoi desideri o sentimenti. Se lo stato vuole tutelare l'unione stabile di due persone lo faccia, ma lasci fuori i bambini.)

- "La mamma è un concetto antropologico " ... Il senatore Lo Giudice sostiene che il bambino oggetto di "utero in affitto" deve venir staccato dalla madre e non allattato da essa perché non deve mai costruire un rapporto con lei, e che questo per il bimbo non è un trauma. (in effetti i 9 mesi passati nel ventre della donna non valgono nulla...)

- "Gli omosessuali adotterebbero bambini lasciati da eterosessuali" (tuttavia, se un bambino può stare senza la mamma a maggior ragione 2 omosessuali possono stare senza bambini)

- "I cattolici sono tutti ipocriti e al family day ci vanno quelli con l'amante e che si drogano"  (ovviamente... aggiungerei anche omofobi, dire che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà è da Medioevo) 

- "La stepchild adoption non legalizza l'utero in affitto" (in effetti la legge 40/2004 lo vieta in Italia. Ma fatta la legge trovato l'inganno... ad esempio lo stesso senatore insieme al suo fidanzato va ad affittarne uno in California, dove é consentito, paga e torna in Italia con un bel bambino. Il piccolo é naturalmente figlio di uno solo di loro, ma non appena il ddl Cirinnà diventerà legge, essi si uniranno civilmente e immediatamente dopo il coniuge potrà adottare il bambino)

- "L'italia deve essere svegliata, è indietro sui diritti... è il fanalino di coda dei diritti civili"(In Inghilterra il reato di omosessualità è stato depenalizzato  nel 1967. In Italia fu depenalizzato già a fine 1800.)

Semplicemente NO a tutto questo!

PS. Care trasmissioni televisive, non coinvolgete i bambini per fare propaganda...








giovedì 10 dicembre 2015

La misericordia di Cristo

"Un Gesù che sia d'accordo con tutto e con tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero amore, non è il vero Gesù come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile caricatura.
Una concezione del 'vangelo' dove non esista più la serietà dell'ira di Dio, non ha niente a che fare con la vangelo biblico. 
Un vero perdono è qualcosa del tutto diverso da un debole 'lasciar correre'.
Il perdono è esigente e chiede ad entrambi – a chi lo riceve ed a chi lo dona – una presa di posizione che concerne l'intero loro essere. Un Gesù che approva tutto è un Gesù senza la croce, perché allora non c'è bisogno del dolore della croce per guarire l'uomo.
Ed effettivamente la croce viene sempre più estromessa dalla teologia e falsamente interpretata come una brutta avventura o come un affare puramente politico.
La croce come espiazione, la come come "forma" del perdono e della salvezza non si adatta ad un certo schema del pensiero moderno.
Solo quando si vede bene il nesso fra verità ed amore, la croce diviene comprensibile nella sua vera profondità teologica. Il perdono ha a che fare con la verità e perciò esige la croce del Figlio ed esige la nostra conversione. Perdono è appunto restaurazione della verità, rinnovamento dell'essere e superamento della menzogna nascosta in ogni peccato.
Il peccato è sempre, per sua essenza, un abbandono della verità del proprio essere e quindi della verità voluta dal Creatore, da Dio".

Da Joseph Ratzinger, "Guardare a Cristo", pag. 76, Jaca Book 1986