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lunedì 7 settembre 2026

L'arte della buona battaglia (1) di Fabio Rosini

Il riferimento principale di questa riflessione è Evagrio Pontico, monaco del deserto del IV secolo, che ha tramandato importanti riflessioni sugli otto pensieri malvagi, detti loghismoi, considerati le radici delle tentazioni e delle schiavitù interiori dell'uomo.

Galati 5,1

«Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.»

Partendo dal richiamo di San Paolo, il tema centrale è la libertà cristiana e la lotta contro le tentazioni e i pensieri malvagi. Questi pensieri si insinuano nella mente e operano un inganno interiore. Dietro tale inganno vi è l'azione del nemico, identificato nella tradizione cristiana con Satana. L'opera del male si manifesta attraverso tentazioni e suggestioni che imprigionano ragionamenti e sentimenti in percorsi distruttivi.

Per questo motivo è fondamentale imparare a riconoscere i propri vizi e le proprie schiavitù interiori. Il vizio nasce dalla ripetizione di un'azione negativa che, nel tempo, diventa un'abitudine radicata. Tuttavia, non basta il solo sforzo personale per liberarsene: è necessario un vero cammino di conversione e, soprattutto, è necessaria l'opera di Cristo. Non si tratta semplicemente di "fare i buoni", ma di lasciarsi trasformare dal Bene.

La sorgente del male si trova anzitutto nei pensieri. Essi possono diventare come "demoni interiori", generando impulsi ingiusti e disordinati. La domanda fondamentale diventa allora: come liberarsene? Come entrare nella vita del Liberatore, che è Gesù Cristo? Lo scopo non è soltanto evitare il male, ma imparare a vivere bene e a custodire il proprio cuore.

La battaglia spirituale si combatte proprio nel cuore dell'uomo, creato per il dialogo con Dio. Lo Spirito Santo visita la profondità del nostro essere attraverso ispirazioni, intuizioni, consolazioni, correzioni ed esortazioni. Tutto ciò che Dio dona attraverso il suo Spirito rispetta sempre la libertà della persona.

Dio agisce nel cuore con percorsi di pace e di amore, ma talvolta anche mediante situazioni di contraddizione che aiutano a prendere coscienza dei propri errori. Secondo questa visione esistono tre tipi di pensieri: angelici, umani e diabolici.

I pensieri angelici, che possono essere ricondotti all'azione dello Spirito Santo, portano luce, guardano al fine delle cose, sono lineari, costruttivi e propositivi. Lo Spirito Santo opera infatti con semplicità e chiarezza.

I pensieri umani appartengono invece alla normale attività della nostra mente e della nostra sensibilità.

I pensieri diabolici, al contrario, sono dominati dall'emotività, dalla passione disordinata, dal freddo individualismo e dalla volontà di possesso. Mentre i santi, come Francesco d'Assisi, invitano alla libertà dal possesso, questi pensieri conducono a una relazione centrata sull'ego. La loro forza principale è la paura. Il loro stile consiste nell'assolutizzare o banalizzare la realtà, deformandola.

Solo la grazia divina può condurci fuori dalla nostra confusione interiore. La persona umana è composta da tre dimensioni fondamentali: il corpo, l'anima e lo spirito. Il corpo rappresenta la nostra interfaccia con la realtà e il mondo delle percezioni. L'anima è la sfera psicologica, composta da pensieri e sentimenti. Lo spirito è la dimensione più profonda dell'essere umano, il cuore, il luogo del contatto con l'invisibile e con Dio.

Il tentatore cerca di allontanare l'uomo proprio da questo centro, dal suo cuore e dalla sua identità più autentica. La vera sfida è diventare pienamente se stessi, e questo è possibile soltanto in Cristo. Nel cuore risiede la verità dell'uomo, chiamato a ritornare a Dio con pensieri e sentimenti redenti e armonizzati. Quando corpo, anima e spirito sono disordinati o in conflitto tra loro, generano malessere e infelicità.

Sia Dio sia il maligno non possono agire senza la nostra adesione. Le proposte del maligno sono sempre ingannevoli, perché il male non potrà mai essere la strada per raggiungere il bene.

Tra gli atteggiamenti che favoriscono l'inganno spirituale ve ne sono diversi.

Il primo è la superficialità e la negligenza: reagire senza riflettere, vivere nell'ansia e nella fretta, rifiutare la profondità e non voler mettere in discussione se stessi.

Il secondo è l'omissione interiore, ovvero l'oblio del bene. Si trascurano gli aspetti più importanti della vita fino a generare un vuoto interiore. Si osserva la realtà da una sola prospettiva, dimenticando che le mezze verità sono spesso forme di menzogna. Si ragiona per etichette e ci si separa dagli altri. Senza la carità, infatti, tutto perde valore.

Il terzo atteggiamento consiste nell'illusione prodotta dalle immagini, dalle rappresentazioni e dalle proiezioni mentali. Molte tentazioni nascono proprio dall'immaginazione. Ferite irrisolte o desideri disordinati possono trasformarsi in idolatria e allontanare dalla realtà. Occorre quindi diffidare delle proprie impressioni quando pretendono di sostituirsi alla verità.

Il quarto è la contaminazione dei pensieri. Non è possibile unire autenticamente amore e menzogna. Bisogna imparare a chiudere la porta ai pensieri dannosi e intraprendere una purificazione del cuore che dura per tutta la vita.

Un principio importante di questa spiritualità è che le cose di Dio non devono essere difese con ansia, perché si difendono da sole.

Efesini 6,11

«Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.»

La buona volontà da sola non basta. L'uomo ha bisogno di un aiuto esterno: Dio, i fratelli nella fede, i sacramenti, la Sacra Scrittura e tutti gli strumenti che il Signore mette a disposizione per la liberazione. Cristo ha già vinto il nemico e ha aperto una via d'uscita.

Per questo vengono suggeriti alcuni strumenti concreti:

  1. Pregare quotidianamente, mattina e sera, attraverso il dialogo con Dio, la lettura della Parola, del Vangelo, dei Salmi e della Liturgia delle Ore. Una delle strategie del demonio è impedire il dialogo con Dio.

  2. Analizzare i propri pensieri, osservandoli e ripetendoli interiormente per comprenderne il contenuto reale.

  3. Interrogare i propri pensieri, chiedendosi da dove provengano e dove conducano. Vengono dallo Spirito Santo o dal nemico? Quali conseguenze avranno?

  4. Lasciare passare del tempo. I pensieri dannosi spesso svaniscono da soli. Dio non ha fretta; il demonio sì.

  5. Confrontarsi con altri, come una guida spirituale, un confessore o un amico cristiano maturo, per camminare nella verità e nella misericordia.

La luce e la tenebra

Per comprendere gli otto pensieri malvagi è necessario distinguere tra luce e tenebra.

La luce è la grazia. È il dono gratuito dell'esistenza. Siamo stati creati perché amati e orientati alla felicità. Quando tradiamo questa vocazione, cadiamo nel peccato. Una seconda grande grazia è il perdono, reso possibile da Gesù Cristo, venuto per salvarci. Sapere di essere amati genera gratitudine, cioè la percezione dell'abbondanza del dono ricevuto.

La tenebra nasce invece dalla paura: paura dell'abbandono, della solitudine e dell'ignoto. Da questa paura nasce il primo pensiero malvagio, la filautia, ossia l'amore disordinato di sé, con l'ego posto al centro di tutto. Da essa derivano avidità, vanità, disprezzo degli altri ed esaltazione di sé.

Le tre categorie delle tentazioni

Gli otto pensieri possono essere raggruppati in tre grandi categorie.

1. Passioni somatiche

Comprendono gola, lussuria e avarizia. Sono legate al corpo, alla ricerca del piacere, del comfort e della sicurezza materiale. Gli impulsi fisici, come il bisogno di nutrirsi o la sessualità, sono buoni e naturali, ma possono degenerare in dipendenze e perversioni. Le virtù che li contrastano sono la sobrietà, la fedeltà e la generosità.

2. Passioni psichiche

Comprendono l'ira, l'accidia e la tristezza. Sono collegate alla vulnerabilità emotiva e al modo in cui interpretiamo percezioni, emozioni e sentimenti. La memoria della misericordia di Dio permette alla ragione e al cuore di maturare, accogliendo la fatica necessaria per il bene e giungendo alla gioia autentica.

3. Passioni spirituali

Comprendono vanagloria, invidia, competizione e superbia. Esse generano un falso sé centrato sull'autoaffermazione. Sono le passioni più difficili da vincere e richiedono la pratica dell'umiltà, della libertà interiore e della gioia per il bene altrui.

Tutti questi vizi abitano, in misura diversa, il cuore di ogni persona. Tuttavia, quando la propria povertà viene presentata a Dio, diventa possibile ricevere perdono e vivere nella pace, senza sentirsi migliori degli altri.

Le tentazioni di Gesù e gli otto loghismoi

Nei capitoli 4 di Matteo e Luca troviamo il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto.

La prima tentazione riguarda il cibo e richiama la gola.

La seconda riguarda il possesso e il potere: "Tutto questo sarà tuo". Qui entrano in gioco avarizia, desiderio di dominio e superbia.

Alla radice vi è sempre la filautia, l'amore disordinato del proprio io.

Le passioni fondamentali possono essere contrastate attraverso le classiche pratiche cristiane del digiuno, della preghiera e dell'elemosina.

Gli otto loghismoi individuati da Evagrio Pontico sono:

  • gola;

  • fornicazione;

  • avarizia;

  • tristezza;

  • ira;

  • accidia;

  • vanagloria;

  • orgoglio.

Questi pensieri non sono prodotti dall'anima, ma vengono subiti come suggestioni. Non siamo identificabili con i nostri peccati né con le nostre tentazioni. Esiste il "padre della menzogna", ma l'uomo è stato creato da Dio per il bene e orientato al bene, pur portando in sé la fragilità del peccato.

I pensieri che provengono dallo Spirito Santo sono invece autentiche ispirazioni: nascono dal profondo, rispettano la libertà e invitano alla fiducia e all'abbandono in Dio. Più vengono accolti, più diventano fecondi.

La via cristiana non consiste nel negare i pensieri o gli appetiti naturali, ma nel governarli. Negare la natura umana sarebbe disumano; occorre invece sottrarre forza alle passioni disordinate e restare radicati nella realtà. Non bisogna mai identificarsi con le proprie emozioni. L'umiltà rimane il rimedio essenziale contro vanagloria, invidia, superbia e orgoglio, permettendo all'uomo di vivere nella verità e nella libertà dei figli di Dio.



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