Cerca nel blog

lunedì 2 settembre 2024

Frammenti di Benedetto XVI


Credere in Dio “Padre” dopo Freud. Cantalamessa.


Nel testo, Raniero Cantalamessa affronta il tema del "sospetto freudiano" verso la fede cristiana in Dio Padre, una teoria che ha profondamente influenzato il pensiero del XX secolo. Sigmund Freud ha ipotizzato che la fede in Dio Padre sia una proiezione del complesso paterno, dove il bambino, crescendo, sviluppa un conflitto con il padre terreno, desiderandone inconsciamente l'eliminazione per poi idealizzarlo come figura protettiva. Questo conflitto, secondo Freud, si estende alla religione, trasformando Dio in un "padre ingigantito", e riconducendo l'origine della religione a un delitto primordiale in cui i figli uccidono il padre per poi divinizzarlo.

Freud applica questa teoria alle religioni monoteistiche, in particolare all'ebraismo e al cristianesimo, sostenendo che Mosè non fosse ebreo ma un nobile egiziano promotore del monoteismo. Secondo Freud, Mosè fu ucciso dagli ebrei, ripetendo così l'uccisione del padre originario. La successiva religione cristiana, per Freud, è l'evoluzione di questo processo, dove il Figlio prende il posto del Padre, risolvendo simbolicamente il conflitto.

Cantalamessa critica Freud per aver ridotto la religione a una semplice proiezione psicologica, ignorando aspetti fondamentali come la Trinità cristiana. Tuttavia, riconosce che le teorie di Freud hanno stimolato una riflessione più profonda sulla fede, purificandola da concezioni antropomorfiche. In definitiva, per Cantalamessa, il confronto con Freud non mina la fede in Dio Padre, ma la rafforza, sottolineando che la vera radice del desiderio umano di un padre ideale risiede in Dio, non in una proiezione psicologica. La nostalgia del Padre, come evidenziato da Freud, trova una risposta adeguata solo nella paternità divina rivelata nel cristianesimo.

E io rovescio Freud. Zygmunt Bauman


Freud, nel suo celebre saggio, sosteneva che gli esseri umani sono intrinsecamente insoddisfatti, trovando piacere solo nel contrasto e nella soddisfazione momentanea dei desideri. La civiltà, con le sue regole e le sue limitazioni, rappresenta un compromesso necessario per garantire una parvenza di ordine sociale, ma al contempo limita la libertà individuale, generando frustrazione e disagio.

Bauman, scrivendo quasi un secolo dopo, riprende le riflessioni di Freud, ma ne offre una lettura aggiornata. Mentre Freud sottolineava la tensione tra libertà e sicurezza, ponendo l'accento sulla rinuncia alla prima in nome della seconda, Bauman rovescia questa prospettiva.

Il rovesciamento della prospettiva:

Secondo Bauman, la società contemporanea sembra aver invertito i termini dell'equazione: oggi si è disposti a sacrificare parte della propria libertà in cambio di una maggiore sicurezza. L'insicurezza esistenziale, legata alla precarietà del lavoro, all'instabilità economica e all'incertezza del futuro, ha generato un diffuso malessere sociale. Gli individui, spaventati dalla prospettiva di un futuro incerto, sono disposti a rinunciare a parte della loro autonomia in cambio di maggiori garanzie.

Le conseguenze di questo cambiamento:

  • La crescita della paura: L'insicurezza genera paura e ansia, che a loro volta alimentano la richiesta di maggiore controllo e di una società più rigida.
  • La manipolazione politica: I politici sfruttano queste paure per ottenere consenso elettorale, proponendo soluzioni semplici a problemi complessi.
  • La perdita di individualità: La ricerca della sicurezza può portare a una omologazione dei comportamenti e a una perdita di individualità.

Le domande aperte:

  • Un pendolo tra libertà e sicurezza: Bauman suggerisce che la storia umana è caratterizzata da un continuo oscillare tra il desiderio di libertà e la ricerca di sicurezza.
  • Le conseguenze future: Quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa tendenza a privilegiare la sicurezza sulla libertà?
  • Il ruolo della politica: Come possono i politici rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini senza limitare eccessivamente le loro libertà?

In conclusione, il testo offre una riflessione profonda sulle trasformazioni della società contemporanea e sulle sfide che essa pone all'individuo. Bauman ci invita a riflettere sul delicato equilibrio tra libertà e sicurezza e a interrogarci sulle conseguenze delle nostre scelte individuali e collettive.

sabato 31 agosto 2024

Bimbi Sperduti





Tradizione Modenese by Aemilians (1)


VITTORIO MESSORI: «E ADESSO SCOMMETTO SULLA MORTE PERCHÉ SO IN CHI HO CREDUTO»

Corriere della Sera, 2 marzo 2021 di Stefano Lorenzetto

Lasciando la direzione del Foglio, Giuliano Ferrara spiegò che «a 63 anni bisogna imparare a morire». Vittorio Messori si è portato avanti con i compiti da quando ne aveva 41 ed è prossimo a compierne 80 in questo 2021. «Problemi al cuore. Ma va bene così. Sono crollato proprio qua», si lascia sfuggire elusivo, e non vuole aggiungere una sola parola. «Qua» è il suo pensatoio dentro l'abbazia benedettina di Maguzzano, affacciata dal IX secolo sul lago di Garda, in cui visse Merlin Cocai, alias Teofilo Folengo. Lo scrittore è certo che le due stanzette, intasate da 15.000 libri, gli furono concesse in comodato d'uso grazie all'intercessione celeste di don Giovanni Calabria, un prete ritenuto matto perché confidava solo nella divina provvidenza, e infatti fu sottoposto a quattro sedute di elettroshock. Invece era santo, come sancì Giovanni Paolo II nel 1999. Messori anticipò il precetto ferrariano con Scommessa sulla morte, uscito nel 1982 sull'onda del successo (1 milione di copie, 26 traduzioni) di Ipotesi su Gesù, scritto dopo la conversione al cattolicesimo. «Ora che si avvicina il momento di passare all'altra vita, ho deciso di donare questa biblioteca e quella di casa a un'associazione di teologia. Ho già dettato l'iscrizione per la lapide sulla tomba».

domenica 14 aprile 2024

Lettera a Natalija Dmitrievna Fonvizina (Fedor Dostoevskij, 1854)

Questa lettera di Dostoevskij [la si può trovare all’interno del libretto Lettere sulla creatività, Ed. Universale Economica Feltrinelli] . Ce lo racconta con queste parole.

“Di me le dirò che sono figlio del mio secolo, figlio della miscredenza e del dubbio, e non solo fino ad oggi, ma tale resterò (lo so con certezza) fino alla tomba. Quali terribili sofferenze mi è costata – e mi costa tuttora – questa sete di credere, che tanto più fortemente si fa sentire nella mia anima quando più forti mi appaiono gli argomenti ad essa contrari! Ciononostante Iddio mi manda talora degl’istanti in cui mi sento perfettamente sereno; in quegli istanti io scopro di amare e di essere amato dagli altri, e appunto in quegl’istanti io ho concepito un simbolo della fede, un Credo, in cui tutto per me è chiaro e santo. Questo Credo è molto semplice, e suona così: credere che non c’è nulla di più bello, di più profondo, più simpatico, più ragionevole, più virile e più perfetto di Cristo; anzi non soltanto non c’è, ma addirittura, con geloso amore, mi dico che non ci può essere. Non solo, ma arrivo a dire che se qualcuno mi dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità e se fosse effettivamente vero che la verità non è in Cristo, ebbene io preferirei restare con Cristo piuttosto che con la verità.

Direi che la mia fede è tutta qui. Sto con Cristo anche se mi fosse dimostrato che il cristianesimo è tutto una favoletta. L’incontro con Cristo tramite il Vangelo è determinante e definitivo, per attrazione immediata verso la Persona che Cristo è.”

venerdì 12 aprile 2024

Racconto di Natale (Dino Buzzati)

“Dio, se non lo regali, lo perdi. Ma se lo possiedi veramente, nessuno te lo può togliere.”

RACCONTO DI NATALE

di Dino Buzzati

Tetro e ogivale è l’antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d’inverno. E l’adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c’è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale – ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova speranza, il vecchio scapolo il compagno di dissipazioni, il carcerato la voce di un altro dalla cella vicina. Come farà l’arcivescovo? Sorrideva lo zelante don Valentino, segretario di sua eccellenza, udendo la gente parlare così. L’arcivescovo ha Dio, la sera di Natale. Inginocchiato solo soletto nel mezzo della cattedrale gelida e deserta a prima vista potrebbe quasi far pena, e invece se si sapesse! Solo soletto non è, non ha neanche freddo, né si sente abbandonato. Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l’arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e, pur mancando le stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati e salgono dagli sfiatatoi dei sotterranei sporgendo gentilmente la testa dalle balaustre dei confessionali.

Amati figlioletti miei… (Pavel A. Florenskij)


Le ultime parole che il fisico e teologo russo Pavel A. Florenskij, scrisse dalle carceri comuniste ai figli, poco prima di essere fucilato.

“Notte tra sabato 19 e domenica 20 marzo 1921 Mosca

Amati figlioletti miei […] Eccovi una cosa che non posso non scrivere: abituatevi, educate voi stessi a fare tutto ciò che fate in maniera perfetta, con cura e precisione; che il vostro agire non abbia niente di impreciso, non fate niente senza provarvi gusto, in modo grossolano. Ricordatevi che nel pressapochismo si può perdere tutta la vita, mentre al contrario, nel compiere con precisione e al ritmo giusto anche le cose e le questioni di secondaria importanza, si possono scoprire molti aspetti che in seguito potranno essere per voi fonte profondissima di nuova creatività […]. E non solo. Chi agisce con approssimazione, si abitua anche a parlare approssimativamente, ed il parlare grossolano, impreciso e sciatto coinvolge in questa confusione anche il pensiero. Cari figlioletti miei, non permettete a voi stessi di pensare in maniera trascurata. Il pensiero è un dono di Dio ed esige che si abbia cura di sé. Essere precisi e chiari nei propri pensieri è il pegno della libertà spirituale e della gioia del pensiero.”

da Pavel A. Florenskij, Non dimenticatemi, Mondadori, Milano, 2009, pp. 417-418

domenica 11 febbraio 2024

Quando viene diagnosticata una disabilità

 Quando viene diagnosticata una disabilità, il primo sentimento è lo smarrimento.

E adesso cosa dobbiamo fare? A chi ci dobbiamo rivolgere?

E un domani sarà autosufficiente?

Da queste domande comincia un lungo percorso tortuoso, fatto di passi avanti e di passi indietro.

Durante questo percorso si ha la possibilità di porsi le vere domande della vita, che un’esistenza agiata non ci fa approfondire, rimanendo superficiali.

Eppure esistono persone che nonostante non vivano un’esperienza diretta di disabilità, impiegano il proprio tempo per chi è meno fortunato. E non lo fanno per interesse personale, ma perché sanno che avendo gratuitamente ricevuto, gratuitamente donano. Perché sanno che la vera gioia è nel dare e non nel ricevere. Così facendo alleviano le ferite delle famiglie e consentono loro di trascorrere delle giornate in serenità.

Io e Tobia abbiamo incontrato questi segni di luce anche qui, sulle Alpi, nello sci club di Sarnico. Volontari straordinari composti da uomini e donne normali, ma con un grande cuore e passione, per gli sci e per il prossimo. Un grande ringraziamento a loro e a chi li sostiene, affinchè continuino nella loro opera di bene.


domenica 24 dicembre 2023

Nadel a Modna (Natale a Modena)

L’è ariveda la Not Santa

la cometa la fa lus

e la dis la streda:

l’è la Viseglia ed Nadel.

L’è la festa di Gesù

Che l’insegna ca sam tot uguel,

an ghè puvret o sgnor,

ma al caunta sol eser boun.

A Nadel a fam festa cun la famìa

As magna turtlein, cutghein e sampaun,

bensoun e turtel col savor.

A se sta tant a tevla a ciacarer

E ans lavora menga.

Se i putein iein ste brev

I caten tant regal sot al’elber.

Se i putein iein ste catìv

La Befana ag porta dal carbaun.

L’oltem ed l’an a brindam a l’an nov:

as magna acsè tant che

da Nadel a la Befana

la panza l’adveinta na damigiana.

Boun Nadel a tot, Mudnes!

Ai grand, ai putein e a la mestra,

e ricurdev: “Vulè bas e schivè i sas”.

Filep Giblein


https://youtu.be/t-DCNB-liCc

martedì 6 aprile 2021

Il Battesimo di Ester

Premessa

 

O Signore, questa giornata e questo sacramento sono un inno alla vita e alla speranza… richiamano alla mente il “Vangelo della Vita” tanto caro a Giovanni Paolo II.

 

Ci siamo presentati uniti per la prima volta davanti a Te il 25 Maggio di 8 anni fa, e oggi siamo di nuovo qui a presentarti Ester. Ester è per noi, come il personaggio biblico per il popolo di Israele, un segno di salvezza.

 

In questi 8 anni, come Tu ben sai, abbiamo affrontato tante sfide:

 

notti insonni e giornate senza fine; la malattia e la morte;

la sofferenza e la rabbia; la gioia e la speranza;

la grandezza e la piccolezza dell'uomo;    

i nostri limiti e i nostri carismi nascosti.

 

In un mondo in cui ci si preoccupa del fare e dell’apparire, le esperienze di vita, di morte e di malattia richiedono di essere vissute. Eh sì, “Bisogna saper sopportare i tuoi misteri” [1]! Abbiamo quindi cercato di capire se i nostri ideali fossero diventati pratica o fossero rimasti solo belle parole, se fossimo rimasti fedeli ai nostri desideri.

 

Hai ascoltato il nostro grido, Signore! Ci siamo ritrovati “nel mezzo del cammin di nostra vita” [2] rischiando di perdere “la retta via”.

 

Cercavamo di capire razionalmente quello che ci succedeva, non trovando risposta, « Perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» [3].

 

La risposta non era da cercare nella razionalità perchè «il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce» [4]

Davanti ai nostri perché, Signore, ci hai mostrato lo scandalo e la stoltezza della Croce [5]. Ci hai mostrato la sofferenza del Figlio che porta alla resurrezione, alla vera vita.

Già ora viviamo la vita eterna, con le sue gioie e i suoi dolori. Il Battesimo di oggi è un nuovo inizio. “A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa dell'intera umanità; e lo portò con sé nel Giordano. Dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo di Gesù si rivela solo nella croce …, e la voce del cielo "Questi è il Figlio mio prediletto" è il rimando anticipato della risurrezione.” [6]

 

Abbiamo provato che la fede non è tenebra, ma luce.

Abbiamo scoperto la potenza della preghiera: in tanti ci hanno aiutato pregando. E quella forza si è fatta sentire e ha rischiarato le nostre tenebre.

 

Grazie a Te, Signore, e ai figli che ci hai affidato, abbiamo ritrovato il senso che Tu poni nelle nostre vite. Il senso della vita c'è, eccome, al contrario di quanto dicono i falsi profeti, che legittimano la profezia per cui "Quando non si crede più in Dio si rischia di credere a tutto" [7]. Vivendo “come se Dio non esistesse, l’uomo smarrisce non solo il mistero di Dio, ma anche quello del mondo e il mistero del suo stesso essere” [8].

 

La vita può essere considerata una scommessa, ma come ci insegna uno spirito veramente illuminato «Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare» [9]

Abbiamo vacillato ma siamo rimasti uniti, io ed Eleonora, per affrontare “la buona battaglia” … e conservare (ndr) “la fede“ [10].

 

Abbiamo iniziato ad accogliere la vita senza troppi programmi a lungo termine: Tu ci insegni che “a ciascun giorno basta la sua pena”. [11]

Negli anni, la sfida educativa è stata faticosa e non è terminata, ma abbiamo imparato che occorre affrontare la realtà per essere felici.

 

“Fare il terzo figlio oggi in Italia è da matti” ma il nostro desiderio ci ha guidati e abbiamo deciso di “prendere in giro la paura del futuro … e sconfiggere le ansie dicendo sì alla speranza”. [12]

 

Siamo stati incoraggiati dalle parole della volpe “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. … Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.” [13]

 

Ma quindi il cristiano è un illuso? Un ottimista a prescindere?

No. Il cristiano è un realista, che sfrutta la forza che gli viene data da Dio per operare. E’ colui che si aggrappa al Signore e ha speranza in Lui anche quando le cose vanno male: «Quando sono debole è allora che sono forte» [14].

 

La speranza è un rischio, una scommessa, così come la fede e l'amore.

Ma Dio è sempre con noi e nel nostro matrimonio recitavamo:

“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? …

Chi ci separerà dall'amore di Cristo?

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?... Niente e nessuno (ndr)… potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.”  [15]

 

Scusa Signore se ti abbiamo tediato con queste parole, è bene che sia fatta non la nostra, ma la tua volontà!

 

Parlando con Dio, nel suo diario Etty (diminutivo di Ester) Hillesum, diceva “O mio Dio prendimi per mano ... Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, e cercherò di accettare tutto… La vita è difficile ma non è grave”  [16]

 

O Signore, il nostro ultimo pensiero va alle famiglie in difficoltà con figli ammalti perché non è sempre vero che il “Signore affida le sfide più difficili ai suoi migliori soldati”. E’ vero invece che per sopportare la prova occorre un incontro, l’incontro con Gesù, il Cristo, morto e risorto per noi.

 



[1] Etty Hillesum - Lettere. (Ebrea olandese vittima dell'Olocausto).

[2] Dante Alighieri – La Divina Commedia

[3] Agostino. Confessioni.

[4] Blaise Pascal, Pensieri.

[5] San Paolo nella prima lettera ai Corinzi.

[6] Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret.

[7] Gilbert K. Chesterton.

[8] Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae.

[9] Blaise Pascal, Pensieri.

[10] San Paolo nella seconda lettera a Timoteo

[11] Matteo 6.

[12] De Palo Gambini - Ci Vediamo a casa.

[13] Antoine de Saint d’Exupery- Il Piccolo Principe

[14] 2 Cor 12, 10.

[15] San Paolo nella lettera ai Romani

[16] Etty Hillesum - Lettere.

mercoledì 2 ottobre 2019

#GlobalWarming

– Qual’ è la temperatura ideale o normale del pianeta? – Quando vi è troppo ghiaccio ai poli e quando non ve ne è abbastanza? – Come spiegare i cambiamenti piuttosto drammatici del clima molto prima che l’uomo avesse una reale influenza? – Perché un pianeta più caldo è necessariamente un pianeta peggiore? Nel caso in cui i livelli del mare aumentassero un po’, le terre arabili della Siberia e del Canada settentrionale non rappresenterebbero una buona compensazione? – Come si fa a sapere per davvero che accadranno tutte le cose terribili che prevedi e che accadranno all’improvviso, in un colpo solo, nel giro di 12 anni? In genere, quando faccio queste domande, non ottengo risposte. Invece, mi rimproverano con una specie di fervore religioso ritenendomi non solo stupido, ma anche pericoloso e moralmente malvagio. Come oso avere dubbi o domande? È una specie di dibattito proibito e dovrei vergognarmi di me stesso (già mi è stato detto) anche per aver suggerito che potrebbero esserci delle incertezze in una qualsiasi delle previsioni.

Mons. Charles Pope, National Catholic Register, in PanAmazonSynodWatch, 1.10.19

Giudice e Misericordioso

http://lanuovabq.it/it/brigida-la-santa-che-parlava-con-parresia-anche-ai-papi

A Brigida, in una delle tante rivelazioni, Gesù indica le radici stesse della corruzione che regna nella Chiesa: “Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti”.

lunedì 15 aprile 2019

La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali

Una società nella quale Dio è assente - una società che non lo conosce più e lo tratta come se non esistesse - è una società che perde il suo cri­terio. Nel nostro tempo è stato coniato il motto della «morte di Dio». Quando in una società Dio muore, essa diviene libera, ci è stato assicurato. In verità, la morte di Dio in una società significa anche la fine della sua libertà, perché muore il senso che offre orientamento. E perché vie­ne meno il criterio che ci indica la direzione insegnandoci a distinguere il bene dal male. La società occidentale è una società nella quale Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire. E per questo è una società nella quale si perde sempre più il criterio e la misura dell'umano. In alcuni punti, allora, a volte diviene improvvisa­mente percepibile che è divenuto addirittura ovvio quel che è male e che distrugge l'uomo. 

Benedetto XVI    


mercoledì 20 febbraio 2019

Quando il dolore è la voce del bambino @Scienza_e_Vita

Il dibattito politico sulle leggi riguardanti il fine-vita rischia di restare zoppo se non prende in seria considerazione i minori in età pediatrica, soggetti spesso incapaci di esprimersi. In questa prospettiva, il convegno intitolato "Quando il dolore è la voce del bambino", tenutosi a Roma oggi, 13 febbraio, su iniziativa della Senatrice Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, insieme con l'associazione Scienza & Vita, ha provato ad individuare nuovi elementi in grado di contribuire a "dare voce" ai bimbi – ed in particolare ai neonati – che versano in condizioni cliniche caratterizzate da intenso dolore e sofferenza. La condizione di questi soggetti, non in grado comunicare compiutamente, evidenzia infatti quanto sia rischioso nei loro confronti assumere decisioni cliniche affrettate o, talvolta, dettate da un malinteso sentimentalismo, mentre invece la medicina odierna offre validi strumenti per comprendere più oggettivamente cosa il minore in età pediatrica stia effettivamente percependo. Ad esempio, interpretando e traducendo con strumenti tecnici all'avanguardia il suo pianto e le sue espressioni di dolore, per comprendere se e quando il bambino ci sta comunicando di percepire una condizione di forte ed incoercibile stress. Durante i lavori del convegno, è stato Carlo Bellieni, neonatologo (e vice-presidente nazionale di Scienza & Vita) a relazionare sugli ultimi progressi in questo campo della medicina, proponendo al tempo stesso di adottare con neonati e bimbi molto piccoli un principio di valutazione del dolore su basi tecniche, per valutare l'eventuale configurarsi di un reale "accanimento terapeutico" nei loro confronti. E' toccato poi ad Alberto Villani, primario di pediatria dell'ospedale Bambin Gesù, esemplificare l'applicazione pratica di tale principio nella clinica ospedaliera quotidiana. Infine, Maria Teresa Iannone, responsabile del servizio di bioetica del Fatebenefratelli, si è soffermata sull'analisi etica di questa proposta, mostrando anche come questo si possa inserire nel dibattito legislativo e bioetico attualmente in atto, dibattito che rischia talvolta di essere troppo teorico e poco basato sui fatti e le conoscenze medico-cliniche.

martedì 8 gennaio 2019

Buon Natale

"La gloria di Dio non si manifesta nel trionfo e nel potere di un re, non risplende in una città famosa, in un sontuoso palazzo, ma prende dimora nel grembo di una vergine, si rivela nella povertà di un bambino. L'onnipotenza di Dio, anche nella nostra vita, agisce con la forza, spesso silenziosa, della verità e dell'amore. La fede ci dice, allora, che l'indifesa potenza di quel Bambino alla fine vince il rumore delle potenze del mondo."

Benedetto XVI

martedì 30 ottobre 2018

Il Battesimo di Alberto



Modena, 1 Novembre 2018.
Festività di tutti i Santi.

A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa dell'intera umanità; lo portò con sé nel Giordano. Dà inizio alla sua attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo di Gesù si rivela solo nella croce: il battesimo è l'accettazione della morte per i peccati dell'umanità, e la voce del cielo "Questi è il Figlio mio prediletto" è il rimando anticipato della risurrezione.
Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret

Cari Maria e Matteo,

Che gioia ci avete dato! Per noi è un vero onore essere padrino e madrina del piccolo Alberto.

Ma ne saremo in grado? Riflettendo sulla nostra situazione di genitori e di sposi (e di padrini) ci sentiamo spesso così inadeguati, così lontani dall’essere un esempio.

Per fortuna nostro Signore non guarda il nostro curriculum (il passato) ma guarda a ciò che possiamo dare. Siatene certi: pregheremo per Alberto e per la vostra famiglia, e vi saremo vicini, anche se mai come oggi è diventato difficile dirsi, e soprattutto, essere cristiani e camminare per le vie del Signore. Non è facile oggi e non lo sarà un domani, ma insieme ci proveremo (anche con l’aiuto di tutti i Santi).


Veniamo da un anno tremendo, in cui la nostra serenità è stata minata nelle fondamenta, nella carne viva.
Da queste sfide della vita, stiamo uscendo affaticati, ma abbiamo speranza. In questo periodo la vostra amicizia si è sempre fatta sentire: ci siete sempre stati vicini e ci sentiamo parte della vostra famiglia.

Abbiamo una certezza: la preghiera e la comunione sono l’unico antidoto al male e alle seduzioni del mondo.



Caro Alberto,

i tuoi genitori ti hanno fatto un dono grande: ricevere la grazia e lo Spirito di Dio nel Battesimo.

Per te hanno scelto un nome “illustre”: Sant’Alberto Magno è protettore degli scienziati e dottore della Chiesa, fu maestro di San Tommaso, vescovo e scienziato.

Già nel nome i tuoi genitori hanno voluto indicarti una strada importate, che ti aiuteranno a percorrere. Da oggi, hai un aiuto in più: il seme dello Spirito è stato piantato in te. La mamma e il papà ti aiuteranno a farlo maturare, e un domani sarai tu a decidere se continuare a farlo crescere. Noi cercheremo di aiutare i tuoi genitori, pur con tutti i nostri limiti, in questo difficile compito.

Da oggi sei figlio di Dio, una nuova creatura, immerso nell'acqua che purifica, ed emerso nella resurrezione di Gesù. Oggi sei presentato alla Chiesa per essere libero, per essere immerso nel’amore di Dio e per essere protetto nel suo Spirito.

Gesù, Dio fatto uomo, è morto in croce per dare speranza ai più deboli e a chi ha sbagliato.
Gesù è stato il primo nella storia a dare uno spazio ai malati, ai bisognosi, alle donne e ai bambini.
Il suo sguardo di tenerezza e protezione nei loro confronti ha cambiato la concezione della persona.
Gesù coi bambini si commuove, li guarisce, li accoglie tra le sue braccia e protegge l'innocenza della loro anima.


Da oggi con la tua veste bianca, il Signore abiterà con la vostra famiglia: sarai presenza di santità.

Oggi è un giorno di festa, e siamo qui per lodare e ringraziare il Signore per il dono che ci ha fatto.

Ti regaliamo due preghiere:

La prima la recitiamo tutte le sere assieme ai nostri bimbi, Giosuè e Tobia:

Gesù benedici e proteggi la nostra famiglia,
rendila forte e salda nella fede, nella speranza e nella carità.

La seconda è stata scritta per il Battesimo di Giosuè:

Signore benedici e proteggi questo bambino
fa che resti sempre a Te vicino.
Che nel suo cammino diffonda luce ed amore
e che la speranza abiti sempre nel suo cuore.


Cari Maria, Matteo, Francesca e Alberto,

Ci auguriamo di rimanere sempre vicini, alla ricerca della vera luce, che è Gesù.

Auguriamo ad Alberto di essere sempre sostenuto dallo Spirito di Cristo e dalla Chiesa.

Vi abbracciamo forte.

Filippo, Eleonora, Giosuè e Tobia



sabato 9 giugno 2018

Signore ti preghiamo per la mamma

Signore ti preghiamo per la mamma perché tu possa accoglierla con amore tra le tue braccia e farla sentire amata, proprio come ha fatto lei infinite volte con noi quando eravamo bambini.

 

Signore ti ringraziamo per il rande dono di averla avuta accanto. E' stata madre nostra in primis, ma è stata madre anche di tanti tra i nostri amici, accogliendoli sempre con amore e con il sorriso che ha donato a tutti con gioia fino all'ultimo giorno.

 

Signore ti ringraziamo perché anche nella sua malattia la mamma ha saputo fare dono senza paura, senza lamentele, accettandola con infinita dignità e ricercando ogni giorno un motivo di gioia e di felicità.

 

Signore ti ringraziamo per chi ci è stato accanto in questa lunga malattia, pur non essendo parte della nostra famiglia. I sacerdoti, i medici, gli infermieri, gli oss e fra tutti il nostro medico di famiglia, che andando ben oltre la sua professione, ci è stato accanto con umanità ed affetto. E ti preghiamo perché tutti quelli che sono nella sofferenza e nella difficoltà possano incontrare sul loro cammino persone simili.

 

Signore ti preghiamo per il papà che ha amato la mamma con estrema devozione fino all'ultimo respiro ed oltre. E' stato per noi esempio vivo del significato profondo del matrimonio cristiano. Ora, Signore, insieme alla mamma ti preghiamo di averne estrema cura perché nel suo cuore e nella sua vita possa di nuovo risplendere l'amore a dispetto del dolore.

 

Signore ti preghiamo per i suoi nipotini, i nostri figli Giosuè e Tobia, e Paride, perché attraverso la nostra opera di genitori e l'affetto del nonno Giuliano possano continuare a sentire la presenza della nonna e il suo infinito amore per loro.


Eleonora


venerdì 8 giugno 2018

Riposa in Cristo, Maria Alessandra Tagliavini

Nell'ultimo anno le nostre famiglie si sono trovate di fronte ai perché della vita.

I nostri perché li rivolgiamo di nuovo oggi davanti a Dio, perché siamo smarriti come gli apostoli davanti alla morte di Gesù. E' una grande perdita per la famiglia e i nipotini.
Perché un male così aggressivo si è accanito su di te? Tu così sorridente, solare, viva!

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mc 15)

Siamo qui davanti a Dio, il quale ci mostra la sofferenza e lo scandalo della Croce del Figlio, ma ci invita anche ad andare oltre, contemplando il mistero della Risurrezione. In Cristo, la croce diventa simbolo di speranza. Se Gesù non si fosse rivelato della giornata di oggi rimarrebbe solo disperazione e tristezza.

Gesù ci dice: "Beati gli afflitti perché saranno consolati" (Mt 5)

Alessandra ha testimoniato un approccio spensierato e determinato nei confronti della vita.
Amava leggere, cantare, le tradizioni e la vita all'aria aperta.

Ci ha insegnato che il sorriso è il miglior rimedio per affrontare la vite e le sue difficoltà.
Non si è mai disperata, e ha sopportato con coraggio i dolori della malattia accanto al marito Giuliano e ai figli perché convinta della presenza viva e reale di Cristo, come se facesse suo il motto paolino: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Rm 8). Negli ultimi giorni ci diceva: "Sono così felice perché se dovessi morire oggi vi ho visti tutti".

Grazie a Gesù, solo i cristiani annunciano che la morte è stata sconfitta: il sorriso e la serenità di Alessandra nell'affrontare la malattia ne saranno per sempre testimonianza.
Ti preghiamo Alessandra, veglia su di noi assieme ai tuoi amati genitori, e facci sentire la tua presenza vita nella comunione dei santi.
Signore, dona sollievo alla nostra sofferenza e donaci la tua pace.

Non abbiate paura! Voi cercate Gesù. E' risorto! (Mc 15)

Perché cercate tra i morti colui che è vivo? (Lc 23)

Io sono la resurrezione e la vita; chi crede in me anche se muore vivrà (Gv 11)

Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se muore produce molto frutto. (Gv 12)

Questa esperienza di malattia, sia da monito per tutti noi: godiamo della presenza dei nostri cari, non anteponiamo a loro e a Dio, le preoccupazioni di questo mondo.

Vegliate dunque e pregate perché non sapete né il giorno né l'ora (Mt 25)

Grazie Alessandra e Giuliano per la vostra testimonianza di amore coniugale vissuto nella gioia e nel dolore; testimoni del matrimonio cristiano come percorso verso la santificazione.

Alessandra che ci guarda dal cielo, oggi ci direbbe: "Cosa sono quelle facce tristi? Coraggio! Fatevi forza, la tristezza passa, vi aspetto a far festa qui in cielo!"
Non sia turbato il vostro cuore… abbiate fede in Dio… 

Io vado a prepararvi un posto (Gv 14)

Questa preghiera di Madre Teresa di Calcutta esprime molto bene l'approccio alla vita di Alessandra:
La vita è una canzone: cantala.
La vita è un gioco: giocalo.
La vita è una sfida: accettala.
La vita è un sogno: realizzalo.
La vita è un sacrificio: offrilo.
La vita è amore: assaporalo.