Appunti e riflessioni personali che nascono da esperienze vissute, letture di articoli e libri. Mi concentro principalmente su temi legati alla fede cattolica, ma esploro anche argomenti riguardanti l'infanzia, la scuola, l'inclusione, la disabilità, la tradizione modenese e il risparmio. ••• about.me/famiglia.gibellini •••
lunedì 2 settembre 2024
Credere in Dio “Padre” dopo Freud. Cantalamessa.
Freud applica questa teoria alle religioni monoteistiche, in particolare all'ebraismo e al cristianesimo, sostenendo che Mosè non fosse ebreo ma un nobile egiziano promotore del monoteismo. Secondo Freud, Mosè fu ucciso dagli ebrei, ripetendo così l'uccisione del padre originario. La successiva religione cristiana, per Freud, è l'evoluzione di questo processo, dove il Figlio prende il posto del Padre, risolvendo simbolicamente il conflitto.
Cantalamessa critica Freud per aver ridotto la religione a una semplice proiezione psicologica, ignorando aspetti fondamentali come la Trinità cristiana. Tuttavia, riconosce che le teorie di Freud hanno stimolato una riflessione più profonda sulla fede, purificandola da concezioni antropomorfiche. In definitiva, per Cantalamessa, il confronto con Freud non mina la fede in Dio Padre, ma la rafforza, sottolineando che la vera radice del desiderio umano di un padre ideale risiede in Dio, non in una proiezione psicologica. La nostalgia del Padre, come evidenziato da Freud, trova una risposta adeguata solo nella paternità divina rivelata nel cristianesimo.
E io rovescio Freud. Zygmunt Bauman
Freud, nel suo celebre saggio, sosteneva che gli esseri umani sono intrinsecamente insoddisfatti, trovando piacere solo nel contrasto e nella soddisfazione momentanea dei desideri. La civiltà, con le sue regole e le sue limitazioni, rappresenta un compromesso necessario per garantire una parvenza di ordine sociale, ma al contempo limita la libertà individuale, generando frustrazione e disagio.
Bauman, scrivendo quasi un secolo dopo, riprende le riflessioni di Freud, ma ne offre una lettura aggiornata. Mentre Freud sottolineava la tensione tra libertà e sicurezza, ponendo l'accento sulla rinuncia alla prima in nome della seconda, Bauman rovescia questa prospettiva.
Il rovesciamento della prospettiva:
Secondo Bauman, la società contemporanea sembra aver invertito i termini dell'equazione: oggi si è disposti a sacrificare parte della propria libertà in cambio di una maggiore sicurezza. L'insicurezza esistenziale, legata alla precarietà del lavoro, all'instabilità economica e all'incertezza del futuro, ha generato un diffuso malessere sociale. Gli individui, spaventati dalla prospettiva di un futuro incerto, sono disposti a rinunciare a parte della loro autonomia in cambio di maggiori garanzie.
Le conseguenze di questo cambiamento:
- La crescita della paura: L'insicurezza genera paura e ansia, che a loro volta alimentano la richiesta di maggiore controllo e di una società più rigida.
- La manipolazione politica: I politici sfruttano queste paure per ottenere consenso elettorale, proponendo soluzioni semplici a problemi complessi.
- La perdita di individualità: La ricerca della sicurezza può portare a una omologazione dei comportamenti e a una perdita di individualità.
Le domande aperte:
- Un pendolo tra libertà e sicurezza: Bauman suggerisce che la storia umana è caratterizzata da un continuo oscillare tra il desiderio di libertà e la ricerca di sicurezza.
- Le conseguenze future: Quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa tendenza a privilegiare la sicurezza sulla libertà?
- Il ruolo della politica: Come possono i politici rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini senza limitare eccessivamente le loro libertà?
In conclusione, il testo offre una riflessione profonda sulle trasformazioni della società contemporanea e sulle sfide che essa pone all'individuo. Bauman ci invita a riflettere sul delicato equilibrio tra libertà e sicurezza e a interrogarci sulle conseguenze delle nostre scelte individuali e collettive.
domenica 1 settembre 2024
sabato 31 agosto 2024
VITTORIO MESSORI: «E ADESSO SCOMMETTO SULLA MORTE PERCHÉ SO IN CHI HO CREDUTO»
domenica 14 aprile 2024
Lettera a Natalija Dmitrievna Fonvizina (Fedor Dostoevskij, 1854)
venerdì 12 aprile 2024
Racconto di Natale (Dino Buzzati)
Amati figlioletti miei… (Pavel A. Florenskij)
domenica 11 febbraio 2024
Quando viene diagnosticata una disabilità
Quando viene diagnosticata una disabilità, il primo sentimento è lo smarrimento.
E adesso cosa dobbiamo fare? A chi ci dobbiamo rivolgere?
E un domani sarà autosufficiente?
Da queste domande comincia un lungo percorso tortuoso, fatto di passi avanti e di passi indietro.
Durante questo percorso si ha la possibilità di porsi le vere domande della vita, che un’esistenza agiata non ci fa approfondire, rimanendo superficiali.
Eppure esistono persone che nonostante non vivano un’esperienza diretta di disabilità, impiegano il proprio tempo per chi è meno fortunato. E non lo fanno per interesse personale, ma perché sanno che avendo gratuitamente ricevuto, gratuitamente donano. Perché sanno che la vera gioia è nel dare e non nel ricevere. Così facendo alleviano le ferite delle famiglie e consentono loro di trascorrere delle giornate in serenità.
Io e Tobia abbiamo incontrato questi segni di luce anche qui, sulle Alpi, nello sci club di Sarnico. Volontari straordinari composti da uomini e donne normali, ma con un grande cuore e passione, per gli sci e per il prossimo. Un grande ringraziamento a loro e a chi li sostiene, affinchè continuino nella loro opera di bene.
domenica 24 dicembre 2023
Nadel a Modna (Natale a Modena)
L’è ariveda la Not Santa
la cometa la
fa lus
e la dis la
streda:
l’è la
Viseglia ed Nadel.
L’è la festa
di Gesù
Che
l’insegna ca sam tot uguel,
an ghè puvret
o sgnor,
ma al caunta
sol eser boun.
A Nadel a
fam festa cun la famìa
As magna
turtlein, cutghein e sampaun,
bensoun e
turtel col savor.
A se sta
tant a tevla a ciacarer
E ans lavora
menga.
Se i putein
iein ste brev
I caten tant
regal sot al’elber.
Se i putein
iein ste catìv
La Befana ag
porta dal carbaun.
L’oltem ed
l’an a brindam a l’an nov:
as magna
acsè tant che
da Nadel a
la Befana
la panza
l’adveinta na damigiana.
Boun Nadel a
tot, Mudnes!
Ai grand, ai
putein e a la mestra,
e ricurdev:
“Vulè bas e schivè i sas”.
Filep Giblein
https://youtu.be/t-DCNB-liCc
martedì 6 aprile 2021
Il Battesimo di Ester
Premessa
O
Signore,
questa giornata e questo sacramento sono un inno alla vita e alla speranza…
richiamano alla mente il “Vangelo della Vita” tanto caro a Giovanni Paolo II.
Ci
siamo presentati uniti per la prima volta davanti a Te il 25 Maggio di 8 anni
fa, e oggi siamo di nuovo qui a presentarti Ester. Ester è per noi, come
il personaggio biblico per il popolo di Israele, un segno di salvezza.
In
questi 8 anni, come Tu ben sai, abbiamo affrontato tante sfide:
notti
insonni e giornate senza fine; la malattia e la morte;
la
sofferenza e la rabbia; la gioia e la speranza;
la
grandezza e la piccolezza dell'uomo;
i
nostri limiti e i nostri carismi nascosti.
In
un mondo in cui ci si preoccupa del fare e dell’apparire, le esperienze di vita,
di morte e di malattia richiedono di essere vissute. Eh sì, “Bisogna saper
sopportare i tuoi misteri” [1]!
Abbiamo quindi cercato di capire se i nostri ideali fossero diventati pratica o
fossero rimasti solo belle parole, se fossimo rimasti fedeli ai nostri desideri.
Hai
ascoltato il nostro grido, Signore! Ci siamo ritrovati “nel mezzo del cammin
di nostra vita” [2] rischiando
di perdere “la retta via”.
Cercavamo di capire razionalmente quello
che ci succedeva, non trovando risposta, « Perché ci hai fatti per te, e il
nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» [3].
La risposta non era da cercare nella
razionalità perchè «il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce»
[4]
Davanti
ai nostri perché, Signore, ci hai mostrato lo scandalo e la stoltezza
della Croce [5].
Ci hai mostrato la sofferenza del Figlio che porta alla resurrezione, alla vera
vita.
Già ora viviamo la vita eterna,
con le sue gioie e i suoi dolori. Il Battesimo di oggi è un nuovo inizio. “A partire dalla croce e dalla risurrezione divenne chiaro per i Cristiani
che cosa era accaduto: Gesù si era preso sulle spalle il peso della colpa
dell'intera umanità; e lo portò con sé nel Giordano. Dà inizio alla sua
attività prendendo il posto dei peccatori. Il significato pieno del battesimo
di Gesù si rivela solo nella croce …, e la voce del cielo "Questi è il
Figlio mio prediletto" è il rimando anticipato della risurrezione.” [6]
Abbiamo
provato che la fede non è tenebra, ma luce.
Abbiamo scoperto la potenza della preghiera:
in tanti ci hanno aiutato pregando. E quella forza si è fatta sentire e ha
rischiarato le nostre tenebre.
Grazie
a Te, Signore, e ai figli che ci hai affidato, abbiamo ritrovato il senso
che Tu poni nelle nostre vite. Il senso della vita c'è, eccome, al contrario di
quanto dicono i falsi profeti, che legittimano la profezia per cui "Quando non si crede più in
Dio si rischia di credere a tutto" [7].
Vivendo “come se Dio non esistesse, l’uomo smarrisce non solo il mistero di
Dio, ma anche quello del mondo e il mistero del suo stesso essere” [8].
La vita può essere considerata una scommessa,
ma come ci insegna uno spirito veramente illuminato «Valutiamo questi due
casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete,
dunque, che Dio esiste, senza esitare» [9]
Abbiamo
vacillato ma siamo rimasti uniti, io ed Eleonora, per affrontare “la buona
battaglia” … e conservare (ndr) “la fede“ [10].
Abbiamo
iniziato ad accogliere la vita senza troppi programmi a lungo termine: Tu ci
insegni che “a ciascun giorno
basta la sua pena”. [11]
Negli
anni, la sfida educativa è stata faticosa e non è terminata, ma abbiamo
imparato che occorre affrontare la realtà per essere felici.
“Fare
il terzo figlio oggi in Italia è da matti” ma il nostro desiderio ci ha
guidati e abbiamo deciso di “prendere in giro la paura del futuro … e sconfiggere
le ansie dicendo sì alla speranza”. [12]
Siamo
stati incoraggiati dalle parole della volpe “non si vede bene che col
cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. … Tu diventi responsabile per
sempre di quello che hai addomesticato.” [13]
Ma quindi il cristiano
è un illuso? Un ottimista a prescindere?
No. Il cristiano
è un realista, che sfrutta la forza che gli viene data da Dio per
operare. E’ colui che si aggrappa al Signore e ha speranza in Lui anche quando
le cose vanno male: «Quando sono debole è allora che
sono forte» [14].
La speranza è un rischio, una scommessa, così
come la fede e l'amore.
Ma Dio è sempre con noi e nel nostro matrimonio
recitavamo:
“Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? …
Chi ci separerà dall'amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la
fame, la nudità, il pericolo, la spada?... Niente e nessuno (ndr)… potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in
Cristo Gesù, nostro Signore.” [15]
Scusa Signore se ti abbiamo tediato
con queste parole, è bene che sia fatta non la nostra, ma la tua volontà!
Parlando
con Dio, nel suo diario Etty (diminutivo di Ester) Hillesum, diceva “O mio
Dio prendimi per mano ... Non mi sottrarrò a nessuna delle cose che mi verranno
addosso in questa vita, e cercherò di accettare tutto… La vita è difficile ma
non è grave” [16]
O
Signore, il nostro ultimo pensiero va alle famiglie in difficoltà con figli ammalti
perché non è sempre vero che il “Signore affida le sfide più difficili ai
suoi migliori soldati”. E’ vero invece che per sopportare la prova occorre un
incontro, l’incontro con Gesù, il Cristo, morto e risorto per noi.
[1] Etty Hillesum -
Lettere. (Ebrea olandese vittima dell'Olocausto).
[2] Dante Alighieri –
La Divina Commedia
[3] Agostino.
Confessioni.
[4] Blaise Pascal, Pensieri.
[5] San Paolo nella
prima lettera ai Corinzi.
[6] Joseph Ratzinger - Gesù di Nazaret.
[7] Gilbert K.
Chesterton.
[8] Giovanni
Paolo II, Evangelium Vitae.
[9] Blaise Pascal, Pensieri.
[10] San Paolo nella seconda
lettera a Timoteo
[11] Matteo 6.
[12] De Palo Gambini - Ci
Vediamo a casa.
[13] Antoine de Saint d’Exupery-
Il Piccolo Principe
[14]
2 Cor 12, 10.
[15] San Paolo nella
lettera ai Romani
[16] Etty Hillesum -
Lettere.
mercoledì 2 ottobre 2019
#GlobalWarming
– Qual’ è la temperatura ideale o normale del pianeta? – Quando vi è troppo ghiaccio ai poli e quando non ve ne è abbastanza? – Come spiegare i cambiamenti piuttosto drammatici del clima molto prima che l’uomo avesse una reale influenza? – Perché un pianeta più caldo è necessariamente un pianeta peggiore? Nel caso in cui i livelli del mare aumentassero un po’, le terre arabili della Siberia e del Canada settentrionale non rappresenterebbero una buona compensazione? – Come si fa a sapere per davvero che accadranno tutte le cose terribili che prevedi e che accadranno all’improvviso, in un colpo solo, nel giro di 12 anni? In genere, quando faccio queste domande, non ottengo risposte. Invece, mi rimproverano con una specie di fervore religioso ritenendomi non solo stupido, ma anche pericoloso e moralmente malvagio. Come oso avere dubbi o domande? È una specie di dibattito proibito e dovrei vergognarmi di me stesso (già mi è stato detto) anche per aver suggerito che potrebbero esserci delle incertezze in una qualsiasi delle previsioni.
Mons. Charles Pope, National Catholic Register, in PanAmazonSynodWatch, 1.10.19
Giudice e Misericordioso
http://lanuovabq.it/it/brigida-la-santa-che-parlava-con-parresia-anche-ai-papi
A Brigida, in una delle tante rivelazioni, Gesù indica le radici stesse della corruzione che regna nella Chiesa: “Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti”.
lunedì 15 aprile 2019
La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali
mercoledì 20 febbraio 2019
Quando il dolore è la voce del bambino @Scienza_e_Vita
martedì 8 gennaio 2019
Buon Natale
Benedetto XVI
martedì 30 ottobre 2018
Il Battesimo di Alberto
sabato 9 giugno 2018
Signore ti preghiamo per la mamma
Signore ti preghiamo per la mamma perché tu possa accoglierla con amore tra le tue braccia e farla sentire amata, proprio come ha fatto lei infinite volte con noi quando eravamo bambini.
Signore ti ringraziamo per il rande dono di averla avuta accanto. E' stata madre nostra in primis, ma è stata madre anche di tanti tra i nostri amici, accogliendoli sempre con amore e con il sorriso che ha donato a tutti con gioia fino all'ultimo giorno.
Signore ti ringraziamo perché anche nella sua malattia la mamma ha saputo fare dono senza paura, senza lamentele, accettandola con infinita dignità e ricercando ogni giorno un motivo di gioia e di felicità.
Signore ti ringraziamo per chi ci è stato accanto in questa lunga malattia, pur non essendo parte della nostra famiglia. I sacerdoti, i medici, gli infermieri, gli oss e fra tutti il nostro medico di famiglia, che andando ben oltre la sua professione, ci è stato accanto con umanità ed affetto. E ti preghiamo perché tutti quelli che sono nella sofferenza e nella difficoltà possano incontrare sul loro cammino persone simili.
Signore ti preghiamo per il papà che ha amato la mamma con estrema devozione fino all'ultimo respiro ed oltre. E' stato per noi esempio vivo del significato profondo del matrimonio cristiano. Ora, Signore, insieme alla mamma ti preghiamo di averne estrema cura perché nel suo cuore e nella sua vita possa di nuovo risplendere l'amore a dispetto del dolore.
Signore ti preghiamo per i suoi nipotini, i nostri figli Giosuè e Tobia, e Paride, perché attraverso la nostra opera di genitori e l'affetto del nonno Giuliano possano continuare a sentire la presenza della nonna e il suo infinito amore per loro.
Eleonora


