16,7. Ma io vi dico la verità : è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Parà clito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
20,19-22. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo».
📖 Dagli Atti degli Apostoli
2,1-4. Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
8,14-17. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
19,5-6. Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare.
📖 Dalla Prima lettera di Giovanni
2,20-27. Ora voi avete ricevuto l’unzione dal Santo e tutti avete la conoscenza. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità , ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità . Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. Quanto a voi, ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi ciò che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. Quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha insegnato.
📖 Dalla Seconda lettera ai Corinzi
1,21-22. È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori.
📖 Dalla Lettera agli Efesini
1,13. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità , il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso.
4,30. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste segnati per il giorno della redenzione.
La promessa dello Spirito Santo. Tutto parte dalle parole di Gesù Cristo nel Vangelo secondo Giovanni (14,16-17 e 16,7), dove annuncia la venuta del Paraclito. Lo Spirito Santo è presentato come colui che guida, fortifica e rende i discepoli capaci di testimoniare. Questa promessa costituisce il fondamento teologico della Cresima: non si tratta di un semplice rito, ma del dono reale dello Spirito che accompagna e sostiene la vita cristiana.
La Pentecoste. Il modello di riferimento è la Pentecoste, narrata negli Atti degli Apostoli (2,1-4). In quell’evento lo Spirito Santo scende sugli apostoli, li trasforma profondamente, li rende coraggiosi e li invia ad annunciare il Vangelo. Per questo la Cresima viene spesso definita come una “Pentecoste personale”: ciò che accadde agli apostoli si rinnova, in modo sacramentale, nella vita del credente.
L’imposizione delle mani. Un passaggio decisivo per comprendere il sacramento è quello dell’imposizione delle mani. Negli Atti degli Apostoli (8,14-17), in Samaria, si racconta che alcuni cristiani erano già stati battezzati, ma non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo. Gli apostoli Pietro e Giovanni scendono da Gerusalemme, impongono loro le mani ed essi ricevono lo Spirito. Un episodio analogo si trova in Atti 19,5-6, dove è Paolo a imporre le mani dopo il battesimo. Qui emerge chiaramente un punto fondamentale: il Battesimo non esaurisce tutta la dinamica dell’iniziazione cristiana, ma viene completato da un ulteriore dono dello Spirito attraverso un gesto apostolico.
L’unzione col crisma. Un altro elemento essenziale è quello dell’unzione, da cui deriva il termine stesso “Cresima” (da crisma). Nella Seconda lettera ai Corinzi (1,21-22) e nella Prima lettera di Giovanni (2,20-27) si parla di unzione ricevuta da Dio e di un sigillo impresso nei credenti. Questo linguaggio è profondamente sacramentale: indica una consacrazione, un'appartenenza e una trasformazione interiore operata dallo Spirito.
Il sigillo dello Spirito. A questo si collega il tema del “sigillo”, sviluppato nella Lettera agli Efesini (1,13 e 4,30). Lo Spirito Santo è presentato come sigillo che segna il credente, lo rende proprietà di Dio e lo abilita alla missione. Non è solo un dono interiore, ma una forza che orienta tutta la vita.
Mettendo insieme questi testi, la Cresima è il compimento del Battesimo, il dono pieno dello Spirito Santo, un gesto che affonda le sue radici nella prassi apostolica e un’unzione che consacra e rende capaci di testimoniare la fede. Il rito:
L’imposizione delle mani.
Durante la celebrazione,
il vescovo impone le mani sui cresimandi, riprendendo il gesto degli apostoli
descritto negli Atti: è il segno visibile della trasmissione dello Spirito e
della continuità con la Chiesa delle origini.
L’invocazione dello Spirito. Segue la preghiera di invocazione, che richiama la Pentecoste e le promesse di Cristo: lo Spirito non è dato automaticamente, ma viene chiesto e accolto. La Cresima si presenta così come una vera Pentecoste personale.
L’unzione con il crisma. Il momento centrale è l’unzione con il sacro crisma, accompagnata dalle parole: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Qui convergono i temi biblici dell’unzione e del sigillo: il cresimato viene consacrato, segnato in modo indelebile e reso partecipe della missione di Cristo come re, profeta e sacerdote.
Il segno della pace. Dopo l’unzione, il vescovo offre il segno della pace, richiamando il gesto del Cristo risorto nel Vangelo secondo Giovanni (20,19-22), quando dona la pace ai discepoli e comunica loro lo Spirito. Questo gesto esprime la comunione ecclesiale e l’invio alla missione.
Il ministro del sacramento (il vescovo). Il fatto che sia il vescovo il ministro ordinario del sacramento non è un dettaglio secondario: richiama direttamente il ruolo degli apostoli negli Atti degli Apostoli (8,14) e sottolinea il legame con la Chiesa universale e la successione apostolica. La Cresima non introduce nulla di estraneo alla Bibbia: raccoglie gesti e parole già presenti nella Scrittura — l’imposizione delle mani, l’invocazione dello Spirito, l’unzione, il sigillo e il dono della pace — e li rende sacramento, cioè segno efficace e vivo della presenza di Dio oggi nella vita del credente.
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