domenica 26 gennaio 2014

Leggere la Bibbia: un metodo.

UN METODO PER LASCIARSI GIUDICARE E RINNOVARE DALLA PAROLA DI DIO.

La Scrittura è un testo letterario, ma al contempo un libro di fede, che vuole comunicare la fede. Il metodo con cui guardiamo ai testi deve tener conto di questa sua peculiarità. Il vero problema quando ci poniamo di fronte ad un testo della Scrittura è l'atteggiamento, ovvero cosa cerchiamo in essa. Non possiamo leggerlo o studiarlo prima come se fosse un testo letterario qualsiasi, ma dobbiamo sempre tenere conto della sua pretesa di assolutezza: dire una parola assoluta, definitiva sulla vita e sulla morte. 

Se ci accostiamo alla Bibbia per giudicarla con i nostri criteri, essa si chiude; se al contrario ci lasciamo giudicare da essa, si apre e svela tutta la sua ricchezza di vita. Bisogna accostarsi alla Scrittura con una reale disponibilità a lasciarsi provocare e interpellare dal Signore che in essa si comunica a noi. 

Attenzione però a non farne un uso emotivo e sentimentale.

Tale disponibilità va educata gradualmente, «iniziando» le persone a una lettura oggettiva (osservazione e interpretazione dei testi) e insieme soggettiva (applicazione di vita e risposta in preghiera) nello Spirito. 

4 momenti:
- osservare (ciò che c'è nel testo);
- interpretare (ciò che significa il testo);
- applicare (ciò che il testo dice a me);
- pregare (ciò che rispondo a Dio che mi parla).

OSSERVARE

Leggere e rileggere il testo per far emergere gli elementi portanti. 
Si rilegge «con la penna in mano» sottolineando verbi, personaggi, parole ripetute, luoghi, tempi... 
Non dobbiamo avere la preoccupazione di cercare subito commenti o spiegazioni.
1. Che tipo di «testo» è? Una narrazione, un fatto, un discorso?
2. Quali sono i personaggi che intervengono nel testo (descrizione e punto di vista dei personaggi)? 
3. In che luogo agiscono i personaggi e in quale tempo?
4. Perché avviene «quel» fatto in «quel» luogo-tempo e da parte di «quel» personaggio?

INTERPRETARE

Far emergere dal testo il «punto chiave», la sollecitazione fondamentale che Gesù vuol fare.
Si medita attorno al nucleo centrale, cercando di far risaltare i valori-significati che lo compongono e che hanno senso per l'oggi.
1. Qual è il «tema centrale» di questo brano?
2. Qual è il «versetto chiave» in cui appare il tema fondamentale?
3. Quali sono i valori-significati che costituiscono il senso del testo?
4. Quale di questi valori merita di essere approfondito perché «significativo» per l'oggi?

APPLICARE

Discernere come diventare più simili a Cristo nella mentalità e nello stile.
Si applica facendo entrare la parola di Dio in un'area-settore della propria vita, o in un atteggiamento specifico o in una relazione significativa, o in una scelta che si è fatto o che si sta facendo.
1. Che cosa significa per me questo brano «oggi»?
2. Perché il Signore «qui-ora» mi affida «questa» Parola?
3. A che cosa mi invita questa Parola e in quale situazione specifica del mio essere persona credente?

PREGARE

Far emergere, dal confronto fra il testo e la vita, la propria risposta interiore e spontanea.
Si prega entrando in un dialogo che è adorazione, lode, offerta, ringraziamento, domanda... o semplice silenzio!
1. In questo momento, quale preghiera desidero rivolgere al Signore?
2. Come la esprimo, sia a livello verbale (lode, domanda...) che gestuale (tono di voce, posizione del corpo)?

La concentrazione e il rispetto della parola sono fondamentali. Non siamo noi che diamo un significato al testo, ma è il testo che ci insegna qualcosa.