mercoledì 29 gennaio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (2/14). Il Dio dei filosofi e degli scienziati non dà amore.

Dio è nascosto, e scienza e filosofia non sono strumenti validi per raggiungerlo: solo il dono della rivelazione è valido. Il giudeo-cristianesimo incarna la sua fede nella storia, vista come il terreno dove Dio e l’uomo si cercano e si incontrano (ad esempio per l’Islam, Allah è evidente e l’ateismo è incomprensibile). Nel cristianesimo natura ed esistenza di Dio costituiscono un problema, e il suo nascondersi fa parte della fede. 
  • Questo permette che “ci sia abbastanza luce per chi vuol credere ma abbastanza buio per chi non vuole credere” e “se non ci fosse oscurità, l’uomo non vedrebbe la sua miseria, se non ci fosse luce non spererebbe nella salvezza”. (Pascal)
Sembra che Dio non voglia salvare l’uomo senza l’uomo. Se Dio fosse evidente l’uomo non sarebbe libero e non si occuperebbe delle cose della terra e degli uomini. Nessuno ha amore più grande di colui che rispetta la libertà dell’altro e ogni uomo può scegliersi il proprio destino. Si instaura così un rapporto di libertà e non di necessità

Il cristianesimo dà diritto di cittadinanza all'ateismo. Dio si è avvolto di ombra per rendere la fede più appassionata, e lascia libertà di azione alla sua misericordia nei confronti di chi non crede. Per le scritture Dio è una persona, la quale per sua natura va alla ricerca delle altre persone, per scoprirsi e conoscersi, per avere un rapporto, un incontro, che presuppone l'auto-rivelazione e la fiducia (fede >> incontro Dio-uomo). 

Per un cristiano non basta dire che Dio esiste per conoscerlo, altrimenti saremmo come i musulmani (islam = sottomissione) e questo "tipo" di Dio non si può chiamare padre. Per conoscere Dio non basta accumulare dimostrazioni: la scienza fa a meno di Lui. Gesù rivela un Dio che prima di tutto è amore. Gesù introduce un concetto di divinità il cui simbolo terreno non è il re ma lo schiavo, il servitore. Dio si fa servo per amore e soltanto guardando a Gesù si guarda a Dio. Sarebbe un errore teologico partire dal concetto umano di Dio per spiegare il Dio di Gesù (in questo modo Dio diventa qualcosa da plasmare a proprio piacimento), anziché partire da Gesù per capire Dio. Per conoscere Dio occorre porsi in una posizione di ricerca e di fiducia. Anche in Gesù (falegname, servo, morte, croce) Dio si nasconde, e non si manifesta come l’uomo vorrebbe. 

Dio con la storia dell’uomo si è compromesso. Il mistero di Dio l’uomo non può risolverlo. 
  • “Ci si persuade meglio con le ragioni che troviamo da noi, che non con quelle trovate dagli altri” (Pascal).
Il cristianesimo è il solo messaggio religioso che non si basa su una sapienza (idea, filosofia) ma su una serie di affermazioni storiche: “credo che Gesù è risorto dai morti”. Prevalentemente nell'affrontare il problema storico delle origini del cristianesimo, le filosofie seguono le ideologie del momento. Il rischio per molti cristiani è il fideismo (abbandono irrazionale e senza basi alla fede): invece va usata la ragione, per vagliare la credibilità storica delle Scritture. Anche se:
  • “l’ultimo passo della ragione è riconoscere che c’è un infinità di cose che la superano” (Pascal).
  • “è la rivelazione che giudica la ragione. Chi crede in filosofie o religioni umane parla, chi crede in Gesù come parola di Dio ascolta” (Barth).
La teologia di Bultmann ("demitizzazione") sosteneva che il Gesù storico è diverso dal Gesù della fede (tesi cara all'illuminismo, come la non storicità dei Vangeli). Nella filosofia greca, il mondo e Dio sono sottomessi a una legge/destino. Mentre il Dio ebraico è creatore potente, superiore alle leggi, libero. 

Si è inoltre cercato di analizzare il cristianesimo solo scientificamente, tralasciando la dimensione soprannaturale, che non è dimostrabile (anche la storia di Gesù non è certa). In questo modo il sapiente può non capire la fede incrollabile di un umile. Rimane comunque importante la critica per la fede. 

Gesù è stato predetto? Nella storia di Israele c’è un’attesa. La moderna scienza biblica ha provato che l’interpretazione messianica di molti passi della bibbia è insostenibile (traduzioni, datazioni sbagliate). I dubbi ci sono, ma c’è abbastanza luce e abbastanza tenebra negli enigmi di Dio, che sembra invitare a scoprirlo non costringendo nessuno ad arrendersi all'evidenza, perché la fede resti tale e non si trasformi una scienza. 
  • “il metodo di Dio il quale dispone tutte le cose con dolcezza, è di introdurre la fede nell'intelletto per via di ragioni, e nel cuore per via della grazia". (Pascal)