lunedì 27 gennaio 2014

La fatica dell'Adorazione

Appunti di catechismo

L'adorazione è un momento assai faticoso della preghiera. E' molto più facile meditare, far preghiera vocale, leggere la Parola. 

L'adorazione Eucaristica è stare davanti a Gesù Eucaristico dandosi a Lui; è un continuare la Messa.

Quasi sempre la nostra preghiera è un chiedere, l'adorazione invece è un dare, dare il mio amore! L'adorazione non è un dare a parole ma è un dare a fatti.

L'adorazione si può fare senza parole: chi ama veramente non ha tante parole da dire, ma fa, dona se stesso. 
Quando dico al Signore che lo amo, io intendo dire: "Signore, voglio essere come mi vuoi tu, la mia carità sarà autentica, il mio dovere sarà compiuto bene, riparerò a quella viltà, sistemerò quella cosa che ti dispiace. Ti amo, Signore, voglio fare cioè la tua volontà, ubbidire, essere povero, essere come mi vuoi tu."

Per Padre De Foucauld, adorare significa "guardare al Signore amandolo".

Ecco qualche consiglio pratico per favorire la concentrazione:
- Un certo lasso di tempo che consente di entrare nel clima interiore adatto per trovare noi stessi, per incontrarci con Dio, per aprirci a Lui, nella completa disponibilità.
- Purificarsi prima dell'incontro con Dio, anche lungamente. Dio non si incontra con il peccato. Tra me e Dio devo appianare il cammino, ripulirlo da ogni disordine.
- Devo leggere poco e bene, tanto quanto mi è utile alla preghiera. Devo smettere quando la preghiera sgorga viva, riprendere quando la preghiera si affievolisce. Ciò che leggo devo penetrarlo.
- Un buon allenamento all'adorazione è costituito dalla preghiera di ringraziamento, pensando spesso e in modo profondo ai benefici di Dio.
- Molto silenzio esteriore ed interiore, perché adorare è amare. Ed amare significa prima di tutto ascoltare.