giovedì 6 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (11/14). Il mito e la storia.

 Le ipotesi critiche si scontrano sul come ha potuto un uomo essere divinizzato in ambiente ebraico. Mentre le ipotesi mitiche, che presuppongono che episodi ed insegnamenti dei Vangeli sarebbero leggendari, si scontrano sul come una leggenda si è rivelata sempre più esatta e storicamente documentata. Questo problema si è ingigantito con il progresso delle conoscenze sull'antico Israele. Le scuole mitologiche davano per scontato un autore anonimo, fanatico, esaltato, che ha elaborato un romanzo rigoroso, forzando la realtà storica della chiesa primitiva. 

In 50 anni di studi in Palestina, Padre Lagrange ha confrontato ogni particolare dei vangeli con la realtà dei costumi, della storia e dell'archeologia, afferma che non esistono obiezioni alla veridicità dei Vangeli e che tutti i particolari trovano un riscontro preciso e scientifico. 
  • L’orientalista sir Rowlin: “il cristianesimo si distingue dalle altre religioni del mondo per il suo carattere storico”. 
Infatti  con i Vangeli è possibile ricostruire buona parte del quadro botanico dell’antica Palestina. 

I Vangeli derivano dalla predicazione degli apostoli, a cui premeva annunciare vita, morte e resurrezione di Gesù, tutto il resto era secondario. 

Si è arrivato al paradosso dei sapienti che respingono l’essenziale dei testi e ammettono che l’accessorio merita piena fiducia. Secondo loro, quei libri non sarebbero da considerare quando parlano di fede, mentre sono attendibili per disegnare la cornice storica, sociale e geografica... 


Nessuno può contestare la perfetta descrizione del mondo giudaico romano prima del 70dC. Nel proemio di Luca sono elencati nomi e titoli di persone poi rivelatisi esatti. Sulla scena politica sono descritti erodiani, sadducei, farisei, scribi, giovannei… 

Ha logica credere alla generazione spontanea dei vangeli da parte di fanatici e ammettere che questi invasati abbiano ricostruito un mondo complesso, lontano ed estraneo? Malgrado ciò, gli ingannatori vengono ancora considerati i credenti, cioè quelli che trovano più logico sospettare che il NT riporti vere e precise testimonianze. 

E’ scientifico sostenere che invasati non palestinesi possano ricostruire decenni dopo con esattezza gli avvenimenti della Palestina di allora? 

Anche gli Atti sono stati “spolpati” dalla critica, ma l’archeologia gli ha ridato vita. Nel vangelo di Matteo, rivolto agli ebrei, ci sono avvenimenti pubblici che i testimoni dell’epoca potevano verificare (ad esempio l’arrivo dei magi e l’apparizione della stella). Nel vangelo di Luca (rivolto ai gentili) ci sono riferimenti, nomi e disposizioni imperiali (censimento). Cronaca puntigliosa con nomi, luoghi, fatti (es. il sepolcro: perché non limitarsi? Invece Luca precisa che è di Giuseppe membro del consiglio, Marco dice che Giuseppe era un membro distinto, Matteo dice che è ricco, Giovanni fa entrare in scena Nicodemo, leader fariseo). 

Perché esporsi al controllo se non ammettendo che gli avvenimenti erano a prova di verifica? Lo stesso esempio vale per Simone di Cirene (Lc e Mc), il guarito Bartimeo figlio di Timeo (Mc 10). Quando Pietro guarisce uno storpio dalla nascita (Atti) non c’è il nome, ma non sembra necessario perché lo storpio ogni giorno stava presso la porta del tempio e tutti coloro che partecipavano alla preghiera lo avevano visto. Dopo la guarigione Pietro comincia predicare alla folla stupita, ma viene imprigionato e convocato il Sinedrio. 

Secondo i mitologi, il vangelo di Giovanni è quello maggiormente leggendario. Per la critica razionale deve rimanere un coacervo di teologia, mistica, in cui lo storico non può trovare attendibilità, deve essere per forza leggendario e di tarda elaborazione. Ma anche in questo caso gli scavi archeologici sono fondamentali.
Giovanni conosceva bene la Gerusalemme prima della distruzione. In particolare sono stati ritrovati la piscina Betesda e il Litostroto (lastricato): i mitologi per entrambi i luoghi avevano elaborato qualsiasi tipo di teoria. Anche l’esistenza di Nazareth (mai nominata nell’AT) e di Ponzio Pilato sono state provate da ritrovamenti di lapidi. Il sepolcro con un grossa pietra all'ingresso fu considerato un simbolo inventato, ma a Gerusalemme ne sono stati trovati tanti scavati nella roccia. 

Sia chiaro, nonostante i risultati l’archeologia non prova la fede, ma la storicità della cornice al messaggio di salvezza. L’archeologia ha ridato credibilità alle Scritture dopo gli attacchi dell’ 800-900, tuttavia la fede non deve partire da questa.

Chi ha parlato di Gesù? 
  • Nel 73 dC uno storico siriano (Mara Bar Sarapion) ricorda che i giudei giustiziarono il loro saggio re, così Israele fu punito con la distruzione: quindi la “leggenda” era già fissa nel I sec dC. 
  • I romani Tacito (115), Svetonio (120), Plinio il Giovane (112). 
  • Nel 60 dC il samaritano Thallus. 
  • Verso il 93 dC le “antichità giudaiche” di Flavio Giuseppe. 
Tutti autori non cristiani e addirittura per molti furono decisive le testimonianze giudaiche (anche se in polemica) per i l riconoscimento storico. 
Gesù ha lasciato solo la sua parola ad un gruppo di rozzi discepoli. Gli storici dell’epoca non hanno colto il Cristo, ma il cristianesimo, come vivace gruppo impossibile da disperdere. 

L'orrore, il disprezzo e l'assurdità del simbolo della croce. Per i primi 4 secoli i cristiani si vergognarono di mostrare quel simbolo e se ne usarono altri. La più antica croce è del III secolo a Roma, ma è la beffa che un pagano si fa dei cristiani. La croce di Ercolano è un pezzo unico. Se dunque i primi cristiani impiegano secoli per accettare l’idea che Dio sia morto in croce, come pensare che questo morire sia diventato mito per i cristiani stessi? La croce, al contrario della lapidazione (Stefano) e della decapitazione (Giovanni Battista) provocava orrore per i pagani e scandalo per gli ebrei: è una morte anti messianica, chi l’ha inventata?
Per Donnini (storico marxista) il cristianesimo nacque dalla speranza di redenzione delle classi oppresse, ma allora perché i proletari del mediterraneo si creano un culto dove sono oppressi anche nella fantasia oltre che nella realtà?