lunedì 10 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (13/14). La novità divina portata da Gesù.

Il cristianesimo è l’unica religione che introduce:
- il concetto dell’amore per i nemici
- il concetto della salvezza per tutti, non solo per i credenti. 
La condizione per la salvezza non è l’ideologia, ma il comportamento: si salva chi avrà concretamente amato. Non è necessario confessare un credo, ma basta mostrare nella solidarietà la propria umanità. 
Per gli ebrei, del tempo di Gesù, per salvarsi era necessario credere in Dio e sottomettersi ad un complicato formalismo. 

Se le prime comunità hanno creato artificialmente questi concetti, non lo hanno certo fatto per interesse proprio. Dire che è l’amore che salva significa compromettere l’azione missionaria (perché far parte di una comunità, se posso salvarmi da solo?). Una volta per tutte emerge che i redattori dei vangeli furono costretti a riferire una dottrina che non poteva essere loro: troppo scomoda e autolesionista.

I cristiani nella storia hanno sbagliato: scordandosi l’insegnamento di Gesù, hanno fatto guerre per diffondere la fede.

Gesù sconvolge i valori sacri per l’ebraismo: rispetto per i morti e la famiglia, e ha un atteggiamento positivo verso donne e bambini. Inoltre non rispetta il sabato e le prescrizioni sui cibi. Per la società ebraica era un corpo estraneo. Gesù mangia e beve senza problemi, e in più con compagnie equivoche (l’opposto di Giovanni Battista, solo nel deserto a mangiare cavallette), non rispetta il prototipo del profeta modello. Gesù non è un negatore della gioia.

La dignità di donne e bambini. Per ebrei, islam, pagani, illuministi e positivisti, la donna è ritenuta, nel migliore dei casi, inferiore all'uomo, mentre Gesù difende la sua dignità e i suoi diritti (prostitute e adultere comprese). Giovanni scrive che Gesù ha affidato a Maria Maddalena la prima annunciazione (Gv 20), senza dimenticarsi gli episodi con Marta e Maria.

Gesù non accetta la divisione dei compiti tra uomo e donna, e la parte migliore è compiere la sola cosa necessaria: la ricerca della verità e l’ascolto della parola. La differenza di sesso è transitoria perché in cielo saremo come angeli (M t22), un genere umano unico: solo per questa vita siamo stati creati uomo e donna. Dio eleva Maria a Madre di Dio. 

I bambini nell'antichità non erano nemmeno considerati persone. L’infanticidio non era grave come l’omicidio. A Roma e in Grecia fino al riconoscimento di paternità, il figlio non aveva diritto alla vita. Gesù non scaccia i bambini ma sgrida i discepoli, anzi li prende come esempio: “il regno dei cieli è di coloro che ad essi assomigliano”. I bambini hanno un rapporto specialissimo con Dio. 

Gli esseni e Gesù. I ritrovamenti di Qumran hanno permesso di rimarcare la differenza tra esseni e Gesù. Gli esseni non furono mai perseguitati dagli ebrei, essi erano un modello di pietà, ed erano più rigorosi nell'osservare l’ebraismo. Tuttavia l’amore si limitava alla setta. Il rigore moralista vietava i profumi di sabato, e i bambini erano allontanati come peccatori, stranieri, donne, deboli e ammalati. L’esatto contrario del cristianesimo. Inoltre avevano minutissime prescrizioni alimentari e igieniche, mentre Gesù afferma che le cose del mondo non sono mai impure ma lo diventano solo attraverso il corpo dell’uomo. Gli esseni nascondevano la loro sapienza, mentre per Gesù ogni uomo si può convertire. La povertà, al contrario della ricchezza, era considerata come malevolenza divina, mentre Gesù ribalta questo concetto, e la esalta come un bene. 
Al contrario degli esseni, la mortificazione del corpo non deve accompagnarsi all'ostentazione, ma alla letizia e alla gioia. Gesù è sempre sintesi tra corpo e spirito, tra natura e grazia, tra dolore e gioia. Egli accetta di sedersi alla nostra tavola, ma insegna anche che per seguirlo occorre rinnegare se stessi e prendere ogni giorno la propria croce. E’ un Dio che dice di fare baldoria se torna il figlio che ha dilapidato l’eredità e sgrida il figlio per bene che protesta in modo ragionevole.

Il cristianesimo è l’opposto dei fascismi (forme di paganesimo con nostalgia del passato). Il cristiano è sempre volto in avanti perché la salvezza sarà alla fine della storia. Beati gli umili, i miti, i pacifici, non i bellicosi. L’umiltà diventa un valore positivo, così come la vita impegnata al servizio degli altri. Per i fascismi è un valore la forza e la perfezione del corpo. Per Gesù sono beati i malati e i deboli. A chi sfodera la spada dice di porgere l’altra guancia. Non vuole un potere sacralizzato, ma una politica laica: la città è lasciata alla libertà degli uomini (date a Cesare quel che è di Cesare).

Gesù si fa beffa di chi accumula. 

Propone una dottrina dell’uguaglianza degli uomini, perché hanno uno stesso Padre e vengono chiamati fratelli: invito alla solidarietà e rifiuto del razzismo. Non è così scontato nelle altre ideologie e filosofie. Nella storia del cristianesimo c’è antisemitismo, ma mai razzismo. 

L’equivoco di Gesù è diventato il riferimento dei progressi più alti dell’uomo: è stato l’occidente l’elemento motore e rigeneratore della storia. 

Il problema del male.
  •  “o Dio non impedisce il male, allora non è buono perché non lo impedisce, o Dio  non può impedire il male e allora non è onnipotente. Questo autorizza a negarne l’esistenza.” Natanson.
Solo se Gesù è immagine di Dio lo scandalo si trasforma in mistero: è l’onnipotenza che si presenta come schiavo crocifisso.

Dio stesso ha subito il male con Gesù. 
  • 1 Cor : “La croce è stoltezza per chi si perde e potenza per i credenti”. 
Il Cristo non ha soppresso la sofferenza e non ha svelato completamente il mistero: l’ha preso su di se e questo è abbastanza perché ne comprendiamo il valore.