giovedì 6 febbraio 2014

Ipotesi su Gesù di Vittorio #Messori (10/14). I silenzi inspiegabili dei Vangeli.

Qual'era l'aspetto fisico di Gesù?
Perché i Vangeli riportano solo la vita pubblica di Gesù (a parte Luca e Matteo che raccontano gli episodi della nascita e della "fuga nel tempio"? Tra l'altro questo episodio dava una pessima opinione sulla famiglia incurante e sul figlio ribelle all'autorità.

Tante sono i particolari non raccontati dai Vangeli. A molti interrogativi danno risposta gli apocrifi, in cui sono presenti mirabolanti storie dell’infanzia di Gesù. Gli apocrifi, così, sono perfettamente in linea con la mitologia religiosa dell’epoca, mentre i Vangeli sembrano nascere dall'urgenza di presentare la buona novella, ovvero ciò che interessa è lanciare il kerygma (passione, morte e resurrezione del Messia tanto atteso): tutto il resto è accessorio rispetto a colui che ha patito ma vinto la morte. 

E’ secco e stringato il cronista che racconta fatti che riconosce veri: rispetto al trauma appena vissuto, tutto il resto perde di significato. Inoltre, nel raccontare, l’uomo è tanto più verboso ed esagerato proprio quando è meno certo di quel che dice. Nel diffondere la fede i particolari non servono. 


Paolo quasi certamente non conobbe Gesù, malgrado si senta testimone della rivelazione (sulla via di Damasco) ritiene che la sua predicazione sia in linea con i “testimoni secondo la carne” (oculari). Paolo è contro i falsi fratelli che seminano il dubbio, e si incontra e si confronta con Pietro e altri testimoni  per avere l’approvazione. Quindi già al tempo delle lettere di Paolo la predicazione è controllata. Nella predicazione, Paolo specifica qual è il suo parere e qual è la parola immodificabile di Gesù. 

La Chiesa si presenta alla storia con una stretta gerarchia, e non è un insieme anarchico dominato dalle emozioni. Nei Vangeli emerge il distacco del cronista che non sottolinea mai alcun avvenimento con le proprie emozioni. Il protagonista è vero e solo il pregiudizio può trasformarlo in mito. 

Davanti all'enigma gli atteggiamenti sono due: credere in blocco, o rifiutare totalmente. 

I miracoli. Non vi è mai un miracolo gratuito (gli apocrifi si tradiscono, spezzano la corda della fede tirandola troppo, confondono il soprannaturale con il meraviglioso). Per i canonici i miracoli sono segni per sostenere e confermare la verità dell’insegnamento. I vangeli sono sobri nonostante l’entusiasmo che ha generato Gesù. Persino l’Eucaristia (centrale nella fede e nel culto) è descritta con normalità. In Marco la resurrezione è descritta in pochi versi.