sabato 3 agosto 2013

Lumen Fidei: la luce della fede.





La fede è un dono di Dio, che ha mandato il Figlio.
Essa nasce dall'incontro con Dio, che ci chiama e ci svela il suo amore, un amore che ci precede e su cui possiamo contare.

La centralità della figura di Gesù. Tutto inizia da Gesù che, venuto come luce, ha sconfitto la morte. La luce di Gesù viene dal futuro e schiude davanti a noi orizzonti grandi, irradiando l’intera esistenza dell’uomo. La fede cristiana è incentrata in Lui, che è il sì definitivo a tutte le promesse, è la prova della piena affidabilità di Dio, è l’amore pieno presentato sulla croce.
Nell'epoca moderna la fede è considerata come un’illusione, un opposizione al cercare, è associata al buio (oscurantista), come un salto nel vuoto. Tuttavia, da quando l’uomo ha rinunciato alla ricerca di una luce (o verità) grande, per accontentarsi di luci piccole e brevi, tutto è diventato confuso, cupo, buio.
L’uomo ha bisogno di luce, e questa luce è portata dalla gioia della fede.



La fede e la storia.
La fede ci accompagna nella storia ed è legata all'ascolto. La luce di Dio si rivela nella storia.
Prendiamo ad esempio Abramo: ha ricevuto una chiamata ed una promessa, la sua fede è stata una risposta e un affidamento ad una Parola, è stata speranza nel futuro promesso. La stessa Parola in cui ha creduto Abramo ha suscitato il Figlio. Abramo si sente chiamato in profondità, riconosce un appello profondo inscritto da sempre nel suo cuore.
La fede aiuta a capire che, la Parola se pronunciata da Dio è veritiera, ed è di quanto più sicuro possa esistere. E’ una roccia sicura da cui l’uomo può trarre forza per affidarsi a Dio creatore, fonte di ogni vita. Non è un Dio estraneo.
Nell'Esodo, Israele si apre all'azione di Dio che lo vuole liberare. Nonostante ciò, il popolo cade nell'incredulità (idolatria) perché non sopporta l’attesa: la fede ci chiede di rinunciare al possesso immediato. L’idolatria è più rassicurante perché ha la sua origine in noi, è una chiamata che non ci fa uscire dalle nostre sicurezze. Diventa quindi un pretesto per mettere se stessi al centro. L’uomo quindi si disperde nella molteplicità dei suoi desideri (politeismo), nei mille istanti dell’esistenza: ha perso l’orientamento fondamentale.
Credere significa affidarsi ad un amore misericordioso che sempre accoglie e perdona, che sostiene ed orienta. Aver fede significa disponibilità a lasciarsi trasformare sempre e di nuovo dalla chiamata di Dio. Occorre avere umiltà e coraggio per affidarsi.
Un’altra figura che rappresenta la fede nella storia è Mosè, il mediatore. Oggi la concezione individualista non capisce il senso della mediazione.
L’incarnazione e la risurrezione di Gesù sono la prova che Dio ha operato nella storia. E’ nella contemplazione della morte di Gesù che la fede si rafforza e riceve luce. Si ha fede nel suo amore incrollabile per noi, capace di entrare nella morte per salvarci. Gesù è colui che ci spiega Dio.
Credere A Gesù... accettiamo come vera la sua Parola
Credere IN Gesù... lo accogliamo nella nostra vita, ci affidiamo e lo seguiamo. Per darci questa possibilità si è fatto come noi. In questo modo porta il cristiano ad impegnarsi e a vivere in modo più intenso.
La salvezza avviene mediante la grazia, anch'essa dono di Dio. Chi mette al centro della propria vita sé stesso e la propria giustizia, non riesce ad essere fedele, così come non si trova sé stessi allontanandosi da Dio. La fede in Gesù ci salva perché è in Lui che la vita si apre radicalmente all'Amore che ci precede e ci trasforma, che agisce in noi e per noi. Nella fede l’ “io” del credente si espande per essere abitato sa un Altro, per vivere in un Altro, e così la vita si allarga nell'amore: è qui che lo Spirito agisce, e tramite lo Spirito, Gesù abita nei nostri cuori.

Fede e verità: il Dio fedele è il Dio vero.
Is 7,9 “Se non crederete non comprenderete” (LXX) - “Se non crederete non restare saldi” (dall'ebraico).
Dio è la vera roccia: è affidabile e ragionevole, basa la sicurezza sulla sua Parola, è un “Dio Amen” (Is 65,16). Agostino: “sarò saldo e mi consoliderò in Te, nella tua verità”.
L’uomo ha bisogno di conoscenza, di verità, perché senza di essa non si sostiene, non va avanti. La fede senza verità non salva e non rende sicuri i nostri passi. Resta una bella fiaba, la proiezione dei nostri desideri di felicità, è illusoria, è ridotta a un bel sentimento che consola e riscalda, ma è soggetta al mutare del nostro animo, incapace di sorreggere il cammino della nostra vita. La fede offre una luce nuova se legata alla verità, deve più lontano perché comprende l’agire di Dio, fedele all’alleanza e alle promesse.
Oggi ascoltiamo come verità solo quella tecnologica, solo quella misurabile: è l’unica certezza. La verità è diventata soggettiva: è autentico solo ciò l’individuo sente dentro. Questo sfocia nel relativismo: la domanda di verità grande sul tutto non interessa più. Ci fa paura una verità comune. Se però la verità, è la verità dell’amore allora si libera dalla chiusura del singolo e può fare parte del bene comune, non schiacciando il singolo. La sicurezza della fede ci mette in cammino e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti.
Fede e amore: “con il cuore si crede” (Rm 10,10). Il cuore nella Bibbia è il centro dell’uomo (unione di corpo e spirito), è il luogo dove ci apriamo alla verità e all'amore, e dove veniamo toccati nel profondo. La fede legata all'amore trasforma interamente la nostra persona. L’amore non può essere un sentimento che va e che viene, ma è uscire dalla chiusura del proprio io e andare verso l’altro per un rapporto duraturo. L’amore mira all'unione e solo se fondato sulla verità, e non sulla mutevolezza dei sentimenti, dura nel tempo. Amore è verità. Verità è amore.

Fede: ascoltare, vedere, incontrare e toccare.
La conoscenza della fede è legata all'alleanza, a un rapporto d’amore. La fede viene dall'ascolto che si tramuta in obbedienza (e sequela). All'ascolto della Parola si unisce il desiderio di vedere il volto di Dio. L’udito attesta la chiamata personale.
La vista offre la visione del percorso e permette di situarsi nel progetto di Dio nella storia. In Giovanni, credere è ascoltare e vedere: “se crederai vedrai la gloria di Dio” Gv 11,40, “davanti al sepolcro vuoto vide e credette” Gv 20,8. Gesù è Parola fatta carne e nel suo volto vediamo il Padre.
La verità che si discute nella fede è centrata sull'incontro con Gesù, sulla contemplazione della sua vita, sulla percezione della sua presenza. La luce dell’amore nasce quando siamo toccati nel cuore (Agostino “toccare con il cuore questo è credere”) e Gesù ci tocca nei sacramenti. Solo quando siamo conformati a Gesù abbiamo occhi adeguati per vederlo.

Fede e ragione. Il desiderio della visione del tutto.
Nella Fides et ratio Giovanni Paolo II dice che la fede e la ragione che si rafforzano a vicenda.
La fede cristiana annuncia la verità dell’amore totale di Dio e apre alla potenza di questo amore, che penetra l’uomo nel profondo, chiamandolo ad amare per rimanere nella luce.
Mossi dal desiderio di illuminare tutta la realtà, cercando di amare con l’amore di Dio, i primi cristiani trovarono nel mondo greco, affamato di verità, un partner idoneo per il dialogo (incontro del messaggio evangelico col pensiero filosofico).
In Agostino, la ricerca della ragione e il desiderio di verità sono integrati nell'orizzonte della fede. Dio è luce che dà un nuovo orientamento all'esistenza. Per Agostino il momento decisivo fu l’ascolto della frase “prendi e leggi” (Rm 13). Il Dio della Bibbia parla all'uomo, vive e cammina con lui, manifestandosi nell'ascolto e nella risposta. E’ la “filosofia della luce”: la Parola che risplende all'interno dell’uomo. Il desiderio della visione del tutto si compirà alla fine quando l’uomo vedrà e amerà, ed entrerà interamente nella luce.
La luce della fede è luce incarnata. Da essa la scienza riceve un beneficio: lo scienziato rimane aperto alla realtà in tutta la sua ricchezza. La fede risveglia il senso critico, la meraviglia davanti al mistero del creato, allarga gli orizzonti della ragione (apertura mentale) e illumina il mondo.
Luce per la ricerca. La luce della fede illumina anche il cammino di chi cerca Dio. L’uomo religioso, in cammino e pronto a lasciarsi guidare, cerca di conoscere i segni di Dio nella quotidianità. Dio è luminoso e può essere trovato anche da coloro che lo cercano con cuore sincero (esempio dei Magi).
L’uomo avvicinandosi a Dio non si dissolve ma diventa più brillante perchè, come uno specchio, ne riflette lo splendore. La fede, se ci si apre all'amore con cuore sincero, è un cammino animato dal desiderio di luce nel buio. Chi cammina praticando il bene si avvicina già a Dio, è già sorretto dal suo aiuto.

Fede e teologia. La fede è luce che ci invita ad esplorare l’orizzonte che illumina. La teologia, impossibile senza la fede, è lo studio dell'autorivelazione di Dio, è uno sforzo della ragione. Tuttavia Dio non è oggetto da conoscere, ma è soggetto che si rivela. La fede retta orienta la ragione ad aprirsi alla luce di Dio affinché guidata dall'amore per la verità possa conoscere Dio in modo più profondo. Occorre umiltà per lasciarsi toccare da Dio ed esplorare le ricchezze del suo mistero. La teologia deve essere al servizio della fede e di tutti i cristiani, anche più semplici. Il magistero non deve essere considerato un limite, ma un contatto con la fonte originaria.

Fede e Chiesa: da ascolto e visione a trasmissione. La fede si trasmette come parola e come luce. La parola ricevuta si fa risposta e confessione, risuona per gli altri invitandoli a credere. La luce di Gesù brilla sul volto dei cristiani e si diffonde e la fede si trasmette da persona a persona.
La fede nasce da un incontro che avviene nella storia e illumina il nostro cammino nel tempo: catena ininterrotta di testimonianze che parte da Gesù.
La persona ha una coscienza relazionale. Non si può credere da soli: chi crede non è mai solo.  Nella Chiesa viene conservata la testimonianza e la memoria (azione dello Spirito “che ricorda” Gv 14,26) e ci rende contemporanei di Gesù. La Chiesa, tramite la tradizione apostolica, e la famiglia trasmettono la fede.
La fede ha bisogno di un ambito in cui si possa comunicare. Ciò che si trasmette è luce nuova che nasce dall'incontro con Dio, una luce che tocca la persona nel suo cuore coinvolgendola completamente.
La fede ha una forma ecclesiale e non privata: nasce dall'ascolto e cresce nell'annuncio e nelle opere, è l’Amore che ci attira a Gesù, e dona la luce agli occhi.

Il tesoro della Chiesa.
1 - Sacramenti come mezzo della fede. Battesimo, nascita nella fede. Nel Battesimo, in cui diventiamo nuove creature e figli di Dio (una rinascita), riceviamo una dottrina. L’acqua (simbolo di morte e di vita) del Battesimo è fedele e sicura perché la fonte è Gesù. Passaggio dall'io ad un Io più grande (espansione dell’io). L’azione di Gesù ci tocca. Eucaristia, nutrimento della fede. È l’Incontro con Gesù che dona se stesso e genera vita. E’ un atto di memoria e di attualizzazione del mistero, anticipa il futuro ma è l’oggi del mistero.
2 - Il Credo, con la sua struttura trinitaria e cristologica. Il Dio comunione, scambio di amore tra Padre e Figlio nello Spirito Santo, è capace di abbracciare la storia dell’uomo e Gesù lo introduce alla comunione col Padre (principio e fine)
3 - Padre Nostro (e la preghiera), per vedere il Padre con gli occhi di Gesù.
4 - I 10 comandamenti (e il discorso della montagna), per uscire dall'io autoreferenziale ed entrare in dialogo con Dio, lasciandosi abbracciare dalla sua misericordia.

L’unità nella verità c’è solo nell'amore. Leone Magno: “se la fede non è una non è fede”. Una fede, un Signore, un Dio, uno Spirito Santo, un corpo (la chiesa che vigila sul deposito della fede).

Fede e bene comune. La fede non è un freno, né per la scienza né per la società, ed illumina i rapporti umani e il vivere sociale.
La lettera agli Ebrei fa risaltare la fede dei Patriarchi e dei giusti nell'Antico Testamento. La loro solidità viene solo dal Dio Amen. La fede illumina interiormente ed esteriormente nei rapporti con gli uomini.
La luce della fede è al servizio della giustizia e della pace, cammino e pratica verso la pienezza dell’amore, dà valore alle relazioni umane, e non allontana dal mondo.
La fede è un bene per tutti, è un bene comune, non solo per la Chiesa, ma anche per la società per un futuro di speranza.

Importanza della famiglia per la società. Il fondamento dei rapporti è l’amore di Dio. Dio benedice la discendenza di Abramo, ovvero la trasmissione da genitori e figli. La famiglia è il primo ambito in cui la fede illumina. La famiglia nasce nel matrimonio, nell'amore tra uomo e donna, capaci di generare una nuova vita. Uomo e donna nella loro diversità si promettono amore, vissuto in corpo e anima, per la vita. Promettersi amore per sempre è possibile solo se si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero futuro alla persona amata. La fede accompagna tutte le tappe della vita, ed assimilata in famiglia, diventa luce per i rapporti sociali.
I giovani hanno un desiderio di vita grande, l’incontro con Cristo le dona una speranza che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio ma dilatazione della vita, vocazione all'amore.

Fondamento della fraternità e della dignità umana.
Nella modernità di costruisce la fraternità fondata sull'uguaglianza. Ma se privata dal riferimento ad un Padre comune non sussiste: questa è la vera radice della fraternità. Grazie alla fede capiamo la dignità della persona, non così evidente nel mondo antico.
La fede biblica è basata sull'amore di Dio e sul suo disegno di salvezza che abbraccia tutta l’umanità, che ha come vertice l’incarnazione, morte e resurrezione di Gesù. Oscurando questa realtà manca il criterio che rende preziosa la vita, la sua responsabilità, oppure l’uomo pretende di essere arbitro assoluto
La natura e il creato sono da rispettare perché sono un dono.

Fede nella sofferenza. San Paolo dice che è nella debolezza e nella sofferenza che emerge e si scopre la potenza di Dio, e l’annuncio diventa più convincente.
La sofferenza non può essere eliminata, ma può ricevere un senso, può diventare un atto d’amore, affidamento e tappa di crescita nella fede e nell'amore, anche contemplando l’unione di Gesù col Padre sulla croce. Saremo saldi anche nel passo definitivo.
Francesco d’Assisi e Madre Teresa sono mediatori di luce nella sofferenza.
Non si può spiegare ogni male: la fede non è luce che dissipa tutte le nostre tenebre, ma lampada che guida i nostri passi. Dio non dona un ragionamento che spiega tutto, ma offre la sua risposta ovvero presenza che accompagna, per aprire un varco di luce.

Speranza e ottimismo. Il servizio della fede al bene comune è servizio di speranza. Con fede, speranza e carità, il futuro è certo e pende un nuovo slancio: non facciamoci rubare la speranza dalle proposte illusorie degli idoli di questo mondo. Prendiamo come esempio Maria: in essa si compie la storia di fede dell’Antico Testamento. Essa è parola ascoltata, accolta e custodita. La sua vera maternità ha assicurato al Figlio di Dio una vera storia umana, una vera carne nella quale morirà sulla croce e risorgerà dai morti.

Tratto dall'encliclica Lumen Fidei