martedì 13 agosto 2013

Famiglia e Matrimonio un po' di ordine.

Lo Stato si occupa della famiglia e riconosce la famiglia come propria cellula fondamentale non per garantire dei diritti ai coniugi o per riconoscere l’amore fra i due, ma in funzione della necessità dello Stato stesso.

Semplificando: lo Stato ha bisogno di figli (scopo di ogni società è durare nel tempo) che per crescere bene, sviluppare tutte le potenzialità umane, hanno necessità di un padre e una madre dentro rapporti stabili.

Lo Stato non si occupa di quanto un marito e una moglie si vogliano bene (per fortuna !!) ma semplicemente si preoccupa della tutela dei figli, che sono il futuro della nazione.

Ecco perché gli articoli del Codice civile che si riferiscono al matrimonio sono un elenco di doveri (fedeltà, assistenza materiale e morale, coabitazione, educazione dei figli, collaborazione), non di diritti.

E marito e moglie nel matrimonio si assumono davanti alla società la responsabilità di assolvere questi doveri.

Il matrimonio non può essere ridotto a mero istituto che riconosce il vincolo affettivo tra gli sposi, che se viene meno cade il matrimonio stesso.

I diritti patrimoniali hanno senso solo se legati a questi doveri (la successione o la reversibilità della pensione), per questo non ha alcun senso chiederli per le coppie conviventi che non si assumono alcun dovere.

Se invece il convivente si assumesse anche dei doveri, allora diventerebbe una relazione matrimoniale.