sabato 25 agosto 2012

Uomovivo ovvero l’ottimismo cristiano.


Uomovivo di G.K. Chesterton. Libere riflessioni.

Chesterton ha vissuto la propria esistenza cogliendo la meraviglia della natura, oltre alla consapevolezza dell’unicità di ogni vita. Ha sempre vissuto gli aspetti comici e tragici dell’esistenza come parte integrante della condizione umana.
Innocent Smith, Uomovivo, personifica l’ottimismo cristiano, con una visione metafisica della vita, in contrapposizione alla concezione moderna (atea e positivista) nel periodo tra Ottocento e Novecento. Uomovivo è un uomo che ha raggiunto la piena consapevolezza di sé, ha una tranquillità d’animo che solo i puri e i bambini hanno: lui con una pistola è in grado di ridare la vita agli uomini morti.



Innocent irrompe in casa Bacon in un modo così straordinario e spiazzante che “ridistribuisce la vita” ai 5 ospiti della casa… anche grazie alla sua pistola. Arriva come un vento impetuoso… prende sotto gamba ogni cosa e non si prende sul serio, “aveva già fatto un passo lungo come quello di un gigante passando direttamente dall’infanzia alla virilità, senza conoscere quella inevitabile crisi di gioventù per la quale la maggior parte di noi diventa vecchio prima del tempo” (p.51).
Per i 5 ospiti è avvenuta una rivoluzione, causata da colui che viene considerato pazzo. Addirittura propone l’autogoverno della casa. La pazzia di Smith fa emergere le contraddizioni che ancora oggi sono presenti. Ad esempio sull’autorità: “l’uomo non si sente mai libero fino a quando un’istituzione non lo libera, ma la libertà non può esistere fino a quando non viene dichiarata d’autorità” (p.61). L’autore per bocca del protagonista riesce a inserire perle di saggezza che fanno riflettere gli annoiati abitanti della casa: “solo quando si naufraga veramente, si trova quello che si vuole davvero. Quando si naufraga in un’isola deserta non ci si sente affatto in un deserto” (p.70).
In seguito a questa rivoluzione gli ospiti iniziano ad affezionarsi ad Innocent e a percepire l’azione liberatoria che ha dato loro: iniziano a sentirsi vivi. Ad un tratto si avvertono degli spari, fuoriusciti dalla sua pistola verso il cappello del dottor Warner, chiamato dagli ospiti per soccorrerli dal pazzo.
Tuttavia gli ospiti, ora, cercano di difenderlo e di nasconderlo: la sua visita ha fatto bene. Innocent era considerato un criminale, anche se non aveva ancora commesso alcun delitto.

Viene quindi inscenato un processo contro l’Uomovivo, in un “tribunale dell’assurdo”, in cui linea di difesa sarà geniale: colpi di scena continui e testimonianze scritte che lambiscono l’assurdo. Inglewood e Moon lo difendono, mentre Gould e il razionale criminologo americano Pym (chiamato da Warner) lo accusano. Diana e Rosamund invece presiedono al processo.

Innoncent viene accusato di omicidio, nonostante non abbia ucciso nessuno. In un modo bizzarro ha ridato vita ad un professore universitario, che nonostante fosse vivo biologicamente era morto. Innocent voleva la conferma che il nulla non esistesse, che la gioia di vivere fosse diversa dalla volontà di vivere. Uomovivo riserva le sue pallottole per i pessimisti cronici ( o uomini morti, o uomini moderni, che Innocent disprezza profondamente) figli di una società nichilista. “Siamo mantenuti giovani dalla morte! (p.161) Ritengo sia davvero pericoloso che un uomo pensi, anche per un solo secondo, di aver capito la morte (p.162)”. Quel giorno fu per il professore la sua rinascita. Uomovivo è un fanatico della gioia di vivere.

Di seguito viene accusato di furto con scasso, ma di casa sua! Quello di Innocent era un modo eccentrico di riscoprire le proprie cose e i propri affetti (moglie e figli).Nella notte inglese piena di nebbia, riflette sulla sua patria oramai immersa nel nichilismo: “L’Inghilterra moderna si potrebbe paragonare a una nube di fumo, in grado di indossare ogni colore, ma che alla fine non lascia nient’altro che una macchia” (p.183). Il suo camino da cui entra in casa sua, diventa “il passaggio che unisce la terra al cielo… la porta di babbo natale è la vera porta principale: quella che si apre sull’universo” (p.186). Inoltre afferma che “si dovrebbero derubare solo i santi e i saggi, che possono essere spogliati e possono essere saccheggiati; ma non si possono privare le persone povere delle piccole cose che rappresentano il loro piccolo orgoglio” (p. 188). Cerca sempre di prendere alla sprovvista il proprietario (lui), ma “lui sta facendo quello che sto facendo io”, e “so quanto lui sia veramente felice ma non mi capita mai di coglierlo in flagrante di felicità” (p. 193).
(p.191) “Non nego che ci debbano essere preti per ricordare agli uomini che un giorno dovranno morire. Dico solamente che in certe epoche strane, come quella in cui viviamo, è necessario avere … i poeti per ricordare agli uomini che sono ancora vivi. Gli intellettuali fra cui vivevo non erano abbastanza vivi da temere la morte … Finchè non si metteva loro sotto il naso la canna di una pistola non si rendevano conto di essere nati. … Per questi …la morte era la loro unica opportunità di imparare a vivere”. Per lui vedere un uomo vivo “con due gambe” era una vittoria.
L’uomovivo è colui che cerca sempre di desiderare, in modo nuovo e diverso, le proprie cose e i propri affetti.

Altra accusa: abbandono della famiglia per fare il giro del mondo. Anche questa accusa è un modo per riflettere: “Andare dritto intorno al mondo è il modo più breve per giungere al punto dove già lei si trova” (p.203) … non è la stessa cosa restare fermi… “questa strada è lunghissima e faticosa. Alla fine del  mondo ritroverò mia moglie che ho realmente sposato e la casa che è realmente casa mia.. non sente mai il bisogno di fuggire da casa sua per poi cercarla e ritrovarla? … Questa è la rivoluzione: andare, andare e girare in tondo, tornando da dove si è partiti! Ogni rivoluzione, come un pentimento, è un ritorno. … Le annuncio che sto per fare una rivoluzione: … capovolgerò il mondo e capovolgerò anche me… ma la mia rivoluzione finirà in un luogo sacro e felice: un celestiale e incredibile luogo, quello da dove siamo partiti” (pp. 204-5).
La distanza aiuta a ritrovare il desiderio per le cose e per gli affetti: ecco il motivo del viaggio dell’uomovivo. Si fugge per ritrovarsi e tornare. Smith ha abbandonato casa sua perché si sentiva lontano, nonostante amasse la sua famiglia. Riconosce la vita umana come piena di incanto e di insoddisfazione, ma che esistono luoghi speciali che amiamo, e questi luoghi ci sono dati da Dio. Il Paradiso può essere qui ora.

Ultima accusa: la poligamia. In realtà l’uomovivo seduce sempre e in modo diverso l’amata moglie. Molti fidanzamenti, molti matrimoni, ma una sola moglie.

Smith si rifiuta di morire finchè è vivo. Cerca in tutti i modi di mantenere vivi i suoi affetti e i suoi sentimenti. Innocenti è felice perché innocente. Sfida le convenzioni perché osserva i comandamenti. Vuole riconciliare le persone alla vita con la sua pistola. Per conservarci felici non ci resta che essere innocenti come un bambino, incapace di peccare… bisogna essere buoni per essere felici.