giovedì 11 febbraio 2016

Lezione di Carlo Caffarra sull’amore umano

Condizione del matrimonio

L'edificio del matrimonio non è stato distrutto; è stato de-costruito, smontato prezzo per pezzo. Alla fine abbiamo tutti i pezzi, ma non c'è più l'edificio. Esistono ancora tutte le categorie che costituiscono l'istituzione matrimoniale: coniugalità; paternità-maternità; figliazione-fraternità. Ma esse non hanno più un significato univoco. 

E' in opera una istituzionalizzazione del matrimonio che prescinde dalla determinazione bio-sessuale della persona. Diventa sempre più pensabile il matrimonio separandolo totalmente dalla sessualità propria di ciascuno dei due coniugi. Questa separazione è giunta perfino a coinvolgere anche la categoria della paternità-maternità.
 
La conseguenza più importante di questa de-biologizzazione del matrimonio è la sua riduzione a mera emozione privata, senza una rilevanza pubblica fondamentale. 

E' in opera la riduzione, la trasformazione del corpo in puro oggetto. Da una parte il dato biologico viene progressivamente espulso dalla definizione di matrimonio, dall'altra, e di conseguenza in ordine alla definizione di matrimonio le categorie di una soggettività ridotta a pura emotività diventano centrali. 

Prima della svolta, in sostanza il "genoma" del matrimonio e famiglia era costituito dalla relazione fra due relazioni: la relazione di reciprocità (la coniugalità) e la relazione inter-generazionale (la genitorialità). 

Tutte e tre le relazioni erano intra-personali: erano pensate come relazioni radicate nella persona. Esse non si riducevano certamente al dato biologico, ma il dato biologico veniva assunto ed integrato dentro la totalità della persona.

Ora la coniugalità può essere sia etero che omosessuale; la genitorialità può essere ottenuta da un procedimento tecnico.

Problemi posti dal Vangelo del matrimonio

E' noto che secondo la dottrina cattolica, il matrimonio sacramento coincide col matrimonio naturale.

Ora ciò che la Chiesa intendeva ed intende per "matrimonio naturale" è stato demolito nella cultura contemporanea. 

Chi chiede di sposarsi sacramentalmente, è capace di sposarsi naturalmente?
 
Ora siamo nell'incapacità di percepire la verità e quindi la preziosità della sessualità umana.
Occorre la ricostruzione di una teologia e filosofia del corpo e della sessualità, che generino un nuovo impegno educativo in tutta la Chiesa. In conseguenza del fatto che disperiamo della nostra capacità di conoscere una verità totale e definitiva, noi abbiamo difficoltà a credere che la persona umana possa realmente donare se stessa in modo totale e definitivo, e ricevere l'auto-donazione totale e definitiva di un altro.

Nasce da questa inconsistenza l'incapacità oggi della persona di pensare l'indissolubilità del matrimonio se non in termini di una legge exterius data: una grandezza inversamente proporzionale alla grandezza della libertà.

Gli ordinamenti giuridici sono andati progressivamente sradicando il diritto di famiglia dalla natura della persona umana.

La legge si arroga l'autorità di rendere artificialmente possibile ciò che naturalmente non lo è

Modalità dell'annuncio

Vi sono tre modalità che vanno evitate. 

La modalità tradizionalista, la quale confonde una particolare forma di essere famiglia con la famiglia ed il matrimonio come tale. 

La modalità catacombale, la quale sceglie di ritornare o rimanere nelle catacombe. Concretamente: bastano le virtù "private degli sposi"; è meglio lasciare che il matrimonio, dal punto di vista istituzionale, sia definito da ciò che la società liberale decide. 

La modalità buonista, la quale ritiene che la cultura di cui ho parlato sopra, sia un processo storico inarrestabile. Propone di venire, quindi, a compromessi con esso, salvando ciò che in esso sembra essere riconoscibile come buono.

La prima necessità è la riscoperta delle evidenze originarie riguardanti il matrimonio e la famiglia. Togliere dagli occhi del cuore la cataratta delle ideologie, le quali ci impediscono di vedere la realtàLa verità del matrimonio non è una lex exterius data, ma una veritas indita.
 
La seconda necessità è la riscoperta della coincidenza del matrimonio naturale col matrimonio-sacramento. La separazione fra i due finisce da una parte a pensare la sacramentalità come qualcosa di aggiunto, di estrinseco, e dall'altra parte rischia di abbandonare l'istituto matrimoniale a quella tirannia dell'artificiale di cui parlavo. 

La terza necessità è la ripresa della "teologia del corpo" presente nel Magistero di S. Giovanni Paolo II.

Alla base delle discussioni del Sinodo, George Weigel si chiede qual è il rapporto che la Chiesa vuole avere colla post-modernità, nella quale i relitti della decostruzione del matrimonio sono la realtà più drammatica ed inequivocabile.