VADEMECUM PER GENITORI DI ADOLESCENTI
La giusta distanza per farli crescere
1. Ricolloca il tuo ruolo: non essere "amico", sii genitore
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L'adolescente non ha bisogno di un genitore complice, confidente o "alla pari".
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Ha bisogno di un adulto stabile, riconoscibile, che stia al suo posto.
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Rinunciare al ruolo educativo per avere "buoni rapporti" peggiora il problema.
👉 Chiediti: sto cercando di piacergli o di educarlo?
2. Accetta il conflitto come necessario (non come fallimento)
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Il conflitto è fisiologico e indispensabile: serve a "uccidere l'infanzia" e costruire l'identità adulta.
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Evitare il conflitto per paura (ansia, depressione, autolesionismo) non protegge, ma indebolisce.
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Conflitto sì, guerra no: regole chiare, non escalation emotive.
👉 Segnale sano: tuo figlio ti contesta → sta crescendo.
3. Smetti di leggere l'adolescenza in chiave clinica
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Gli adolescenti non sono pazienti psichiatrici.
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Usa un linguaggio educativo, non sanitario ("cosa deve imparare?", non "che disturbo ha?").
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Trasformare ogni difficoltà in patologia blocca l'azione educativa.
👉 Ricorda: il linguaggio crea la realtà.
4. Dai regole da trasgredire (paletti chiari, non spiegoni)
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I ragazzi hanno bisogno di limiti negoziabili, non di assenza di regole.
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I "paletti":
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sono pochi
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sono chiari
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sono condivisi tra i genitori
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Il limite non soffoca la libertà: la rende praticabile.
👉 Tecnica chiave: "Qui puoi muoverti liberamente. Oltre, no."
5. Riduci le parole, migliora la comunicazione
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Meno dialoghi infiniti, più comunicazione di servizio.
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Evita:
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spiegoni
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prediche
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confidenze da pari
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urla
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Usa:
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frasi brevi
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obiettivi concreti
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silenzio attivo
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ascolto senza commento
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👉 Comunicare ≠ convincere.
6. Fai un passo indietro (soprattutto se sei la madre)
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Il maternage in adolescenza ostacola la crescita.
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La madre è chiamata a:
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ridurre controllo e iperpresenza
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lasciare spazio
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sostenere senza accudire
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Questo non è disamore, ma trasformazione del ruolo.
👉 Meno "ti proteggo", più "ti accompagno".
7. Dai centralità al paterno (padre o funzione paterna)
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regole
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limiti
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responsabilità
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coraggio
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Il padre (o la funzione paterna) gestisce meglio:
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distacco
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libertà
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negoziazione
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È un gioco di squadra, non una delega.
👉 Se il padre manca, il "paterno" va comunque incarnato.
8. Favorisci il gruppo dei pari (anche se imperfetto)
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Il gruppo è il nuovo baricentro dell'adolescente.
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Qualsiasi gruppo imperfetto è meglio dell'isolamento.
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Diffida dell'ansia di controllo totale: l'isolamento è più pericoloso.
👉 Il gruppo aiuta a separarsi dalla famiglia senza restare soli.
9. Non prendere tutto alla lettera
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Gli adolescenti estremizzano, provocano, drammatizzano.
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Ascolta senza reagire subito.
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Cogli la sostanza, non il pretesto.
👉 Vigilanza sì, panico no.
10. Ricorda: l'adolescenza non è una malattia, è un'opportunità
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È una fase di massima plasticità: si può cambiare, recuperare, crescere.
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Mostra le conseguenze dell'educazione precedente, ma non condanna nessuno.
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Con una buona organizzazione educativa, diventa uno dei periodi più affascinanti.
👉 Essere adolescente è meraviglioso. Anche se faticoso.
Vademecum: "Mollami per farmi crescere"
RispondiElimina1. Cambia prospettiva: l'adolescenza non è una malattia
• Non psichiatrizzare: I comportamenti bizzarri, trasgressivi o disfunzionali sono quasi sempre legati alla crescita e allo squilibrio tra area limbica (emotiva) e corteccia prefrontale. Non sono patologie, ma segnali di maturazione neurocerebrale.
• Accetta l'ottovolante: Ricorda che i ragazzi non mancano di volontà; il loro cervello è in uno stato di "fermento" e plasticità unica.
2. Recupera il ruolo: genitori, non amici
• No alla parità: Evita di metterti sullo stesso piano dei figli per cercare confidenza o "piacevolezza". Un genitore amico confonde l'adolescente, che invece ha bisogno di un adulto stabile al suo posto.
• Resta "vecchio": Lascia che siano i figli a occupare la scena della giovinezza. Vestirsi o comportarsi come loro impedisce loro di differenziarsi e di "uccidere" la propria infanzia per diventare adulti.
3. Gestisci il conflitto come opportunità
• Il conflitto è necessario: Serve ai ragazzi per marcare la propria individualità e staccarsi dalla dipendenza dai genitori. Non temerlo e non viverlo come un fallimento della relazione.
• Non prenderli alla lettera: Gli adolescenti usano spesso toni intransigenti e provocatori. Ascoltali senza farne un caso personale e senza credere che ogni loro parola sia una verità assoluta o un sintomo clinico.
4. Dal "Maternage" al "Codice Paterno"
• Passa la palla: In adolescenza, il codice materno (accudimento, protezione, compiacenza) diventa un ostacolo. È necessario spostarsi sul codice paterno: dare responsabilità, porre limiti e suscitare coraggio.
• Gioco di squadra: La madre deve fare un passo indietro rispetto all'iper-controllo affettivo, permettendo al padre (o alla funzione organizzativa paterna) di gestire le regole e la spinta verso il mondo esterno.
5. Comunica in modo "Asciutto"
• Basta "spiegoni": Evita lunghe prediche filosofiche o dialoghi infiniti. Gli adolescenti hanno bisogno di una comunicazione di servizio: pratica, concreta e orientata agli obiettivi.
• Usa il silenzio attivo: Impara ad ascoltare senza commentare o giudicare immediatamente. Questo permette di cogliere la sostanza dei loro messaggi dietro i pretesti.
6. Applica la "Tecnica del Paletto"
• Negozia la libertà: Non opporti al loro bisogno di autonomia, ma definisci un perimetro chiaro (il "paletto").
• Lo spazio della scelta: Entro quel limite, i ragazzi possono muoversi e sperimentare. Questo riduce le urla e gli scontri emotivi, offrendo loro una cornice di sicurezza in cui crescere.
7. Valorizza il Gruppo
• Il gruppo è il nuovo baricentro: Non temere i compagni. Anche un gruppo "imperfetto" è meglio dell'isolamento, perché permette ai ragazzi di fare esperienza di solidarietà e di staccarsi dal nido familiare insieme ai pari.
Nota chiave: L'adolescenza non è un "reset", ma raccoglie ciò che è stato seminato nell'infanzia. Tuttavia, grazie alla plasticità del cervello, si può sempre cambiare stile educativo per liberare le risorse dei figli.