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martedì 6 gennaio 2026

Mollami! Daniele Novara

Ecco un vademecum pratico per genitori di figli adolescenti, a seguito della lettura del libro di Daniele Novara.

Mollare non vuol dire abbandonare.
Vuol dire spostarsi, cambiare posizione, lasciare spazio, mantenendo presenza, limiti e responsabilità.

Lettera ai ragazzi che avranno 15 anni

VADEMECUM PER GENITORI DI ADOLESCENTI


La giusta distanza per farli crescere

1. Ricolloca il tuo ruolo: non essere "amico", sii genitore

👉 Chiediti: sto cercando di piacergli o di educarlo?

2. Accetta il conflitto come necessario (non come fallimento)

  • Il conflitto è fisiologico e indispensabile: serve a "uccidere l'infanzia" e costruire l'identità adulta.

  • Evitare il conflitto per paura (ansia, depressione, autolesionismo) non protegge, ma indebolisce.

  • Conflitto sì, guerra no: regole chiare, non escalation emotive.

👉 Segnale sano: tuo figlio ti contesta → sta crescendo.

3. Smetti di leggere l'adolescenza in chiave clinica

  • Gli adolescenti non sono pazienti psichiatrici.

  • Usa un linguaggio educativo, non sanitario ("cosa deve imparare?", non "che disturbo ha?").

  • Trasformare ogni difficoltà in patologia blocca l'azione educativa.

👉 Ricorda: il linguaggio crea la realtà.

4. Dai regole da trasgredire (paletti chiari, non spiegoni)

  • I ragazzi hanno bisogno di limiti negoziabili, non di assenza di regole.

  • I "paletti":

    • sono pochi

    • sono chiari

    • sono condivisi tra i genitori

  • Il limite non soffoca la libertà: la rende praticabile.

👉 Tecnica chiave: "Qui puoi muoverti liberamente. Oltre, no."

5. Riduci le parole, migliora la comunicazione

  • Meno dialoghi infiniti, più comunicazione di servizio.

  • Evita:

    • spiegoni

    • prediche

    • confidenze da pari

    • urla

  • Usa:

    • frasi brevi

    • obiettivi concreti

    • silenzio attivo

    • ascolto senza commento

👉 Comunicare ≠ convincere.

6. Fai un passo indietro (soprattutto se sei la madre)

  • Il maternage in adolescenza ostacola la crescita.

  • La madre è chiamata a:

    • ridurre controllo e iperpresenza

    • lasciare spazio

    • sostenere senza accudire

  • Questo non è disamore, ma trasformazione del ruolo.

👉 Meno "ti proteggo", più "ti accompagno".

7. Dai centralità al paterno (padre o funzione paterna)

👉 Se il padre manca, il "paterno" va comunque incarnato.

8. Favorisci il gruppo dei pari (anche se imperfetto)

👉 Il gruppo aiuta a separarsi dalla famiglia senza restare soli.

9. Non prendere tutto alla lettera

  • Gli adolescenti estremizzano, provocano, drammatizzano.

  • Ascolta senza reagire subito.

  • Cogli la sostanza, non il pretesto.

👉 Vigilanza sì, panico no.

10. Ricorda: l'adolescenza non è una malattia, è un'opportunità

  • È una fase di massima plasticità: si può cambiare, recuperare, crescere.

  • Mostra le conseguenze dell'educazione precedente, ma non condanna nessuno.

  • Con una buona organizzazione educativa, diventa uno dei periodi più affascinanti.

👉 Essere adolescente è meraviglioso. Anche se faticoso.

1 commento:

  1. Vademecum: "Mollami per farmi crescere"
    1. Cambia prospettiva: l'adolescenza non è una malattia
    • Non psichiatrizzare: I comportamenti bizzarri, trasgressivi o disfunzionali sono quasi sempre legati alla crescita e allo squilibrio tra area limbica (emotiva) e corteccia prefrontale. Non sono patologie, ma segnali di maturazione neurocerebrale.
    • Accetta l'ottovolante: Ricorda che i ragazzi non mancano di volontà; il loro cervello è in uno stato di "fermento" e plasticità unica.
    2. Recupera il ruolo: genitori, non amici
    • No alla parità: Evita di metterti sullo stesso piano dei figli per cercare confidenza o "piacevolezza". Un genitore amico confonde l'adolescente, che invece ha bisogno di un adulto stabile al suo posto.
    • Resta "vecchio": Lascia che siano i figli a occupare la scena della giovinezza. Vestirsi o comportarsi come loro impedisce loro di differenziarsi e di "uccidere" la propria infanzia per diventare adulti.
    3. Gestisci il conflitto come opportunità
    • Il conflitto è necessario: Serve ai ragazzi per marcare la propria individualità e staccarsi dalla dipendenza dai genitori. Non temerlo e non viverlo come un fallimento della relazione.
    • Non prenderli alla lettera: Gli adolescenti usano spesso toni intransigenti e provocatori. Ascoltali senza farne un caso personale e senza credere che ogni loro parola sia una verità assoluta o un sintomo clinico.
    4. Dal "Maternage" al "Codice Paterno"
    • Passa la palla: In adolescenza, il codice materno (accudimento, protezione, compiacenza) diventa un ostacolo. È necessario spostarsi sul codice paterno: dare responsabilità, porre limiti e suscitare coraggio.
    • Gioco di squadra: La madre deve fare un passo indietro rispetto all'iper-controllo affettivo, permettendo al padre (o alla funzione organizzativa paterna) di gestire le regole e la spinta verso il mondo esterno.
    5. Comunica in modo "Asciutto"
    • Basta "spiegoni": Evita lunghe prediche filosofiche o dialoghi infiniti. Gli adolescenti hanno bisogno di una comunicazione di servizio: pratica, concreta e orientata agli obiettivi.
    • Usa il silenzio attivo: Impara ad ascoltare senza commentare o giudicare immediatamente. Questo permette di cogliere la sostanza dei loro messaggi dietro i pretesti.
    6. Applica la "Tecnica del Paletto"
    • Negozia la libertà: Non opporti al loro bisogno di autonomia, ma definisci un perimetro chiaro (il "paletto").
    • Lo spazio della scelta: Entro quel limite, i ragazzi possono muoversi e sperimentare. Questo riduce le urla e gli scontri emotivi, offrendo loro una cornice di sicurezza in cui crescere.
    7. Valorizza il Gruppo
    • Il gruppo è il nuovo baricentro: Non temere i compagni. Anche un gruppo "imperfetto" è meglio dell'isolamento, perché permette ai ragazzi di fare esperienza di solidarietà e di staccarsi dal nido familiare insieme ai pari.

    Nota chiave: L'adolescenza non è un "reset", ma raccoglie ciò che è stato seminato nell'infanzia. Tuttavia, grazie alla plasticità del cervello, si può sempre cambiare stile educativo per liberare le risorse dei figli.

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